- Tags: acqua, allarme, emergenza, estate, fiumi, Guido-Bertolaso, Nord, Po, primavera, Protezione-civile, siccità, Sud
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All’Italia manca acqua (qui la gallery). Colpa di un inverno troppo caldo e poco piovoso (fino al 60 per cento il calo delle precipitazioni, secondo i dati della Protezione Civile) e di un “crimine” quotidiano: la dispersione di oltre il 40 per cento delle risorse idriche, a causa di sprechi e condutture fatiscenti, spesso vecchie di sessanta anni. All’Italia manca l’acqua e il governo si mobilita, con una circolare, che contiene “le indicazioni operative” per fronteggiare un’eventuale crisi, rivolta a ministri, presidenti di Regioni e prefetti.
Siamo messi davvero così male? Lo abbiamo chiesto a Guido Bertolaso, responsabile della Protezione Civile (qui l’audio)
Sì. E il monito lanciato tempestivamente dal premier Romano Prodi, alla luce dei nostri dati, serve appunto a mettere in guardia tutti, istituzioni e cittadini, che avanti di questo passo avremo una primavera e un’estate difficili.
Il governo lancia un appello ai cittadini. Possibile che tutto dipenda dalla loro buona volonta?
Le istituzioni sono state appunto coinvolte dalla lettera del presidente del Consiglio: ora spetta a loro sensibilizzare gli italiani a non sprecare il bene prezioso dell’acqua. Un vizio tutto italiano, visto che ne usiamo di più di tutti in Europa. A livello centrale va poi creato un coordinamento che ridistribuisca le risorse idriche nei vari settori (agricoltura, produzione energetica e uso civile) e controlli e sanzioni chi preleva abusivamente l’acqua dalle condutture.
E allora i cittadini che devono fare?
I gesti sono piccoli e quotidiani. Ma molto importanti. Anche una doccia più breve o non lasciare i rubinetti aperti mentre si lavano i piatti può far risparmiare tanta acqua. Dobbiamo renderci conto che l’acqua è preziosa: come la benzina, che infatti nessuno si permette di sprecare.
Ci aspetta un’estate difficile. Quali regioni soffriranno la sete?
Il Nord, decisamente. Le aree bagnate dal Po, il grande fiume che ha ormai ridotto la sua portata di 500 metri cubi al secondo rispetto alla media stagionale, preoccupano parecchio. Possono star tranquille le regioni del Sud. Le piogge che in primavera cadranno in Puglia, Basilicata e Calabria potrebbero garantire un’estate tranquilla.
- Giovedì 8 Marzo 2007
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Commenti
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Il 9 Marzo 2007 alle 18:43 paolo 1957 ha scritto:
L’acqua potabile costa ancora troppo poco.
Dalle mie parti, poi, zona di risorgive, qualunque agricoltore si ritiene in diritto di attingere dalle falde sotterranee per far crescere in estate culture redditizie altrimenti improponibili, e qui basterebbero regole chiare da far rispettare a tutti, almeno finchè l’acqua rimarrà un bene pubblico.
Il 23 Aprile 2007 alle 18:21 Cresce l’emergenza siccità. Estate a rischio black out » Panorama.it – Hitech e Scienza ha scritto:
[...] C’è grande preoccupazione per la situazione idrica in Italia che, soprattutto nel bacino del Po, resta molto complicata. L’allerta lanciata un mese dal responsabile della Protezione civile, Guido Bertolaso: : “Avanti così e il Po non avrà lacrime per piangere” è diventata siccità è una vera e propria emergenza, sostiene Coldiretti: “il fiume Po a Pontelagoscuro è sceso di 80 centimetri in una sola settimana mentre il lago di Garda a Peschiera è di cinquanta centimetri al di sotto della media storica degli ultimi 50 anni”. Una situazione che, spiega Coldiretti, rischia di avere effetti pesanti anche sulla produzione agroalimentare che “dipende dalla disponibilità idrica del bacino del Po che garantisce l’acqua necessaria al nutrimento del bestiame per la produzione di oltre i tre quarti dei formaggi e dei prosciutti italiani a denominazione di origine”. [...]
Il 24 Aprile 2007 alle 17:56 Poletti dello Iefe: ecco come si può evitare il blackout » Panorama.it – Italia ha scritto:
[...] Insomma, il caldo non solo causa maggiori consumi, ma riduce la capacità degli impianti di produrre energia? “Le unità di produzione termoelettriche hanno bisogno di acqua per raffreddare i motori. Nel momento in cui l’acqua di un fiume diventa troppo bassa (come sta succedendo per il Po) l’impianto non può più utilizzarla perché gli scarichi andrebbero ad aumentarne la temperatura in maniera non consona rispetto agli obiettivi di tutela dell’ambiente”. Poca acqua negli invasi, poca acqua per far funzionare gli impianti. “Infine il caldo incide anche sulla portata delle linee, riducendola. Senza questo cambiamento climatico, non previsto, la capacità produttiva sarebbe stata adeguata alla richiesta. Ma ci troviamo di fronte al paradosso che la capacità disponibile nei picchi (cioè d’estate) è ridotta proprio dalle alte temperature”. Quanto ci vorrà per coprire quei famosi 8 megawatt di deficit di cui si parla? “Dal 2004 al 2005 la capacità disponibile alla punta era già aumentata di 3000 megawatt, il che fa ben sperare. Prima di arrivare al temuto blackout ci sono altri strumenti. Ad esempio i clienti interrompibili, grandi clienti industriali che sono attrezzati per sospendere i propri consumi per determinati periodi di tempo. Ricorrere a sospensioni concordate potrebbe far guadagnare subito 1000 megawatt. Si possono massimizzare e aumentare le importazioni dall’estero e, punto essenziale, intervenire sui rilasci d’acqua: renderne disponibile una quantità maggiore per la produzione di energia elettrica. Quel che è certo è che un intervento di questo tipo non è privo di costi: l’acqua in più usata per produrre energia è acqua in meno a disposizione per irrigare i campi. Ma a che punto siamo con la costruzione di nuove centrali? “Il mercato sta lavorando. Fare del nuovo richiede tempo, soprattutto in Italia dove c’è il problema di realizzare le infrastrutture: il processo decisionale è su più livelli e incontra molte opposizioni locali. Ma ci sono tante domande di realizzazione di nuovi impianti e nel giro di pochissimi anni dovremmo essere in grado di coprire il fabbisogno”. Con nuove centrali l’Italia sarebbe meno dipendente dall’energia straniera? “L’energia si compra dove costa meno, quindi potremmo essere meno dipendenti dall’estero il che non significa che non continueremo ad acquistare l’energia da chi ce la vende a buon prezzo”. Quanto ha senso aspettarsi dal risparmio e dalle energie rinnovabili? “Ci sono fonti energia rinnovabili che possono essere usate fin da subito. Biomasse, solare termodinamico e fotovoltaico che già da ora possono dare risultati concreti. Ma non riescono a soddisfare il grande bisogno di energia. È sensato investirci per sostituire nel tempo le fonti convenzionali ma il turnover richiederà anni”. Si stanno sviluppando importanti interventi di efficienza energetica: costruire edifici efficienti dal punto di vista energetico, intervenire sull’illuminazione pubblica con l’uso di lampade a basso consumo, sono tutti contributi importanti e sempre più lo saranno nei prossimi anni”. LEGGI ANCHE: Non sottovalutare il bisogno energetico - L’allarme degli esperti - L’intervista a Bertolaso - La mostra fotografica sui cambiamenti climatici - I siti dedicati all’emergenza acqua - Che fare contro l’effetto serra La GALLERY: World water day 2007 [...]
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