Strade e sangue, una foto choc per salvare la vita


Lamiere contorte e corpi sull’asfalto: immagini dure e crude. Foto choc (qui la gallery). Che campeggiano su un pannello all’ingresso della stazione di servizio “Pstop” di Priero (Cuneo), lungo l’autostrada Torino-Savona. Impossibile non vederle. O ignorare il messaggio che inviano: “Guidate con giudizio, andate piano, la vita è bella”.

L’iniziativa è di Gianfranco Pintacuda, titolare della stazione di servizio, che ha recepito l’invito di un anonimo papà: “Metta nel suo autogrill la fotografia di un incidente, sicuramente salverà qualche giovane vita. Grazie”. Priero è stata l’ultima tappa, domenica 4 marzo alle 5 di mattina, di ritorno da Sanremo, dei quattro giovani che mezz’ora dopo, poco prima del casello di Marene, si sono schiantati fuori strada. Tre di loro sono morti. “Tutti - ha commentato Pintacuda - si sono fermati a guardare le immagini. Sarebbe una bella cosa se tutte le stazioni di servizio d’Italia o le discoteche. Sarebbe un modo per esortare alla prudenza”.
Un valore che più che mai in questi giorni andrebbe osservato: il fine settimana appena trascorso è stato l’ennesimo macchiato di sangue, sulle strade italiane. L’incidente più grave all’alba di ieri sull’A8 poco fuori Milano, dove sono rimaste coinvolte diverse auto, facendo un morto e 19 feriti. Altra vittima giovanissima nel veronese. Un tragico bollettino, con un totale di 5 morti.
Vittime spesso giovanissime. Come dimostra anche una ricerca dell’Istat per la quale dei 5.426 morti del 2005, il 30% (1.636) ha tra i 16 e i 29 anni. Quanto ai feriti (313.727 in totale), la quota di giovani sale al 35% (109.361)
Tragedie che si ripetono a ogni fine settimana. E che spesso sono legate al consumo eccessivo di alcol. Tanto che sabato notte nel nord Italia sono state oltre 30 le patenti ritirate per abuso di alcol.
Ma le immagini shock funzionano? Se esposte sulle strade e negli autogrill sì: più che sulla stampa. 9 volte su 10, dice il direttore del reparto ambiente e traumi dell’Istituto Superiore di Sanità Franco Taggi, hanno effetti positivi, inducono a pensare e a guidare con più attenzione.
L’efficacia del messaggio dipende dal contesto sociale, ha spiegato Taggi, aggiungendo che un’immagine troppo forte può portare alla rimozione del problema. Il mix migliore, secondo Taggi, è composto da educazione stradale già alle elementari e una giusta azione repressiva.

Commenti

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Il 12 Marzo 2007 alle 14:51 Panorama.it – Italia » Blog Archive » Sei brillo? Te lo dice… il parcheggio ha scritto:

[...] Strade e sangue, una foto choc per salvare la vita [...]

Il 14 Marzo 2007 alle 9:45 Panorama.it – Italia » Blog Archive » Tam tam salvavita: metti un Ice nel tuo telefonino ha scritto:

[...] Gli stessi operatori hanno lanciato un’idea che sta facendo il giro d’Italia, grazie a un tam tam di email: inserire nella lista dei propri contatti la persona a cui telefonare in caso di urgenza. Usando, per questioni e di privacy e di immediatezza, uno pseudonimo universale predefinito. Questo: Ice (acronimo di: In Case of Emergency). Una sigla già utilizzata all’estero da anni, nata come incisione su medagliette da portare al collo, come quelle con l’indicazione del gruppo sanguigno. Negli Usa è nato anche un business, con apposite Ice card telefoniche da portare sempre in tasca, abilitate a chiamare solo i numeri predefiniti, che qualsiasi soccorritore, anche un privato, può usare per contattare le persone più utili a chi in quel momento ha bisogno di aiuto. Nell’era dei telefoninini, basta che Ice sia il nome a cui abbinare il numero della persona da contattare. Un modo semplice per facilitare e velocizzare l’intervento dei soccorritori. Qualora si decidesse di permettere il contatto di più persone, nessun problema. Basta utilizzare Ice1, Ice2, Ice3, ecc. Una trovata semplice e banale, se vogliamo. E, come spesso capita, geniale. Altrettanto importante che raccomandare prudenza nella guida o choccare i (giovani) guidatori con immagini crude. “Se pensate che sia una buona idea” conclude il messaggio di posta elettronica “fate circolare il messaggio di modo che questo comportamento rientri nei comportamenti abituali”. O inoltrate questo link. [...]

Il 21 Marzo 2007 alle 18:12 ^shevale^ ha scritto:

Ti senti immortale, è questo che ti frega…

E non capisci che ogni volta, ogni volta, ti è andata bene per un pelo, che potevi non esserci più, sentire del male vero… o non sentire più…

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