Vallettopoli, parla uno dei paparazzi indagati

Flikr
È finito sotto inchiesta per due servizi fotografici. Nel suo obiettivo erano entrati il calciatore David Trezeguet e Barbara Berlusconi.
Per i magistrati di Potenza quelle immagini sono state utilizzate dal suo principale, Fabrizio Corona, titolare dell’omonima agenzia (in carcere da lunedì 12 marzo), per estorcere quattrini ai due personaggi, “beccati” in situazioni più o meno sconvenienti. Ma l’autore degli scatti, Fabrizio Stefano Pensa, detto Bicio, non ci sta. E spiega perché a Panorama.it.
L’inizio è cauto: “Se vuoi fare un’intervista è meglio dopodomani, perché devo aspettare l’interrogatorio del gip per non andare troppo nei casini”.
In che condizioni si trova?
Sono indagato, senza soldi e devo andare a Potenza.
Non sta lavorando?
Macché, sono fermo, non posso neppure pagare la benzina. All’agenzia Corona’s siamo trentacinque persone in mezzo alla strada. Gente che lavora e che porta a casa, se va bene, 3 mila euro al mese.
Non vi eravate accorti di far parte di “un’associazione per delinquere”, come viene definita l’organizzazione di Corona dai magistrati?
È un ufficio normale, formato da ragazzi di vent’anni. Stanno parlando di noi come di una Cupola, quasi peggio di Al Qaeda. Non abbiamo ammazzato nessuno, abbiamo fatto solo delle foto. E come dice il mio avvocato non abbiamo ricattato: è tutto fatturato nero su bianco. Io in questi anni ho fatto foto a della gente che invece di far sesso in albergo, lo faceva in macchina.
Quindi non eravate sguinzagliati da Corona a caccia di polli da spennare?
(Urla) Assolutamente no. Se mi chiama la tizia e mi dice: ‘Vieni che stasera vado a cena con Luca Toni’, io che sono alla ricerca di scoop, mi apposto. Questo devo fare io, trovare notizie. Ho iniziato fotografando le scimmie, se potessi, farei l’inviato di guerra: a me non interessa vendere le foto ai calciatori. Sono le società che ci chiamano per bloccarle, per evitargli brutte figure.
Insomma, nessun ricatto…
Una domanda gliela faccio io: se fotografo Trezeguet, preferisco vendere le immagini a lui o sono più contento di darle a un giornale? Non scherziamo, io ho tutte le mie copertine appese al muro, questo è il mio lavoro.
Ma magari non quello di Corona, dicono gli inquirenti…
Io facevo le foto e basta.
E le immagini della figlia di Berlusconi?
I giornali non le volevano perché mancavano tre settimane alle elezioni. Così noi ci siamo rivolti ai siti Internet e abbiamo trovato cinque acquirenti. Prima che andassero online, la famiglia ha preferito toglierle dal mercato. Tutto qui.

Commenti

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Il 15 Marzo 2007 alle 12:31 Panorama.it – Italia » Blog Archive » Vallettopoli, questi fantasmi ha scritto:

[...] Vip, paparazzi, politici, starlettes, ricatti (veri o presunti, si vedrà), foto rubate o millantate, tradimenti, notti brave, paginate di giornali, schizzi di fango… C’è di tutto nel nuovo capitolo di Vallettopoli, scoperchiato dai magistrati di Potenza. Come si confà a un vero “caso italiano”: c’è di tutto, comprese le “confessioni”. La prima, provocatoriamente surreale come suo costume, porta la firma del presidente emerito della repubblica Francesco Cossiga: “Per rimorsi di coscienza, per dissuadere il Ministro della Giustizia da mandare a Potenza inutili ispezioni e per difendere da ingiuste accuse le autorità giudiziarie di Potenza, mi presenterò alla Procura della Repubblica di Roma per confessare che sono stato io a consegnare ai giornali verbali e anche intercettazioni telefoniche dell’inchiesta su Vallettopoli dopo essermi introdotto di notte nel Palazzo di Giustizia e aver fotocopiato con una fotocopiatrice portatile i documenti e copiato con una sofisticata apparecchiatura le registrazioni telefoniche”. La seconda, frutto più della prudenza che della fantasia, è invece di Massimiliano “Max” Scarfone, uno dei fotografi nel mirino dei magistrati di Potenza. Precisamente, quello che ha gettato fango sull’immagine di Silvio Sircana, portavoce di Romano Prodi, riferendo di averlo visto assieme ad un trans, scatenando una vera e propria bufera politica, trasversale. “Non ho mai venduto una foto sua con i trans. Non l’ho mai fatta. Mi vantavo con Corona, ma tra noi si scherza” ha raccontato il fotografo al Corriere della Sera. Secondo i magistrati, comunque, all’estero sarebbe costudito un archivio con tutte le foto dei ricatti. “Scarfone, scusi, come sarebbe a dire: basta? All’una di notte lei tempesta di telefonate Fabrizio Corona, per chiedere addirittura l’aiuto di Bicio. Ci sono le intercettazioni. Lei esulta…” chiede il giornalista del Corsera. E lui: “Dicevo cose non vere. Lo giuro. Cazzeggiavo: avrò raccontato quello che si diceva nell’ambiente. Sì, c’era questa voce che girava. Echeggiava. E io ci ho fatto il fico con Corona, che detto tra noi all’epoca era titolare di una agenzia più che rispettabile. E adesso quasi mi dispiace di non averle fatte io quelle foto. Sai che scoop. Foto così non hanno prezzo. Sircana quella sera l’ho visto, ma era stato a una cena di lavoro con una signora”. E riguardo al presunto bacio galeotto, precisa: “Era un bacio di saluto, sennò il servizio l’avremmo venduto e invece non se l’è comprato nessuno”. Tutti però ne parlano. Nessuno l’ha visto, come fosse l’araba Fenice o Osama bin Laden. Ma l’Italia ha i fantasmi che si merita. [...]

Il 13 Aprile 2007 alle 9:08 Gerini: che Vip sei, se il fotoricatto non ce l’hai? » Panorama.it – Italia ha scritto:

[...] Claudia Gerini ha acquistato delle foto per non vederle pubblicate. Ieri sera, su Canale 5, durante il Maurizio Costanzo Show, l’attrice Claudia Gerini ha confessato: “Di mia spontanea volontà una volta ho comprato delle foto che volevo togliere di mezzo”. L’episodio risalirebbe a circa tre anni e mezzo fa, ma l’attrice non ha voluto svelare né le circostanze degli scatti né l’autore. Incalzata dalle domande di Costanzo, ha poi fatto intendere che queste situazioni sono inevitabili e parti integranti del mondo dello show business “noi persone dello spettacolo siamo sempre seguite ed è inevitabile che accadano queste cose. Io lo accetto”. La scelta della Gerini di rivelare questo oscuro aneddoto proprio il giorno antecedente l’uscita nelle sale del suo nuovo film, Nero bifamiliare (qui due clip), potrebbe sembrare a prima vista controproducente. Questo, se non si considerasse che la popolarità delle star dello spettacolo è data sì dalla loro abilità professionale, ma anche dalla loro capacità di trovarsi sempre sotto il cono di luce del riflettore della notorietà. E in questo momento quel riflettore illumina gli uffici della procura di Potenza e ha l’aspetto dei flash delle macchine fotografiche. [...]

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