Cannabis, il Tar boccia il ministro Turco


Il Tribunale regionale del Lazio (Tar) ha deciso di sospendere il decreto ministeriale con il quale veniva innalzato, da 500 a 1.000 milligrammi, la quantità massima di cannabis detenebile a uso personale. Il decreto era stato emanato a novembre dell’anno scorso dal ministro della Salute Livia Turco, con l’intenzione di far rientrare l’uso della sostanza vietata tra gli atti da prevenire e non reprimere. Cioè: in base al decreto, chi viene trovato in possesso di un quantitativo al di sotto del nuovo limite di 1 grammo è punibile con una sanzione amministrativa e non più con una pena detentiva, come inizialmente previsto dalla legge Fini-Giovanardi approvata dal precedente governo.
Il ministro della Salute non ci sta e promette battaglia: “Rispetto sempre le sentenze ma contro questa farò appello al Consiglio di Stato perché ne ritengo infondate le motivazioni”.
Il provvedimento governativo, seguendo i convincimenti di una parte della sinistra, non affrontava la questione droga alla radice, mettendo mano a una legge. Questo era anche il convincimento del Codacons - che aveva chiesto, insieme alla cooperativa sociale-comunità terapeutica di Taranto, al Tar la sospensione del Decreto - e che ora esulta: “È senza alcun dubbio una decisione giusta, visto anche il raddoppio, dal 2001 al 2005, del numero di consumatori di cannabis soprattutto dei giovani tra i 15 e i 24 anni” ha commentato il presidente del Carlo Rienzi.

Commenti

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Il 15 Marzo 2007 alle 19:12 NCC1701 ha scritto:

L’ennesima legge assurda ed inspiegabile, fatta solo per accontentare centri sociali ed estrema sinistra, che per fortuna cade sotto i colpi del TAR.
Vergona a chi l’ha proposta e sostenuta!

Il 16 Marzo 2007 alle 6:57 francescoreiki ha scritto:

No alla droga!

Il 17 Marzo 2007 alle 14:48 A perfect World ha scritto:

Purtroppo non è neppure la prima volta che accade: già nel corso della legislatura 1996-2001 la sinistra al potere utilizzò gli strumenti legislativi per far passare un impianto normativo favorevole alla tossicodipendenza.
Voglio essere buono: voglio credere che questa loro tendenza è solo una reminescenza degli slogan che gridavano nei movimenti (dichiarati falliti da tempo) del 1968…
I signori del governo si dovrebbero rendere conto, scendendo dai piani alti dei loro salotti radical chic e frequentando quel popolo che dichiarano di voler rappresentare ma di cui non dimostrano ogni giorno di non sapere proprio nulla, degli enormi e potenziali danni di qualsiasi forma di droga, anche assunta occasionalmente.
E’ inutile imporre nuovi limiti di velocità sulle strade o proibire l’uso dell’alcol quando i ragazzi possono trovare qualsiasi sostanza stupefacente più facilmente che i fiammiferi: sotto l’effetto della droga, anche di uno spinello, la probabilità di schiantarsi in auto, e di far fuori oltre che sé stessi anche altri incolpevoli, è enormemente elevata.
Possiamo far correre questo rischio ai nostri giovani?
Per non parlare del rischio di incappare nel tunnel della tossicodipendenza.
Una linea dura, durissima contro lo spaccio ed il consumo di stupefacenti è primariamente nel loro interesse.

Il 21 Marzo 2007 alle 19:30 » Il Tar manda in fumo il decreto Turco » Panorama.it – Italia » Blog Archive ha scritto:

[...] Dopo la sospensione, l’annullamento. E adesso c’è chi, come Carlo Giovanardi (Udc), chiede che il ministro della Salute Livia Turco riferisca in Parlamento, e chi, come Gianfranco Rotondi (segretario della Dc per le Autonomie) equipara  a una sconfitta per il governo Prodi l’annullamento da parte del Tar del Lazio al provvedimento che ha innalzato da 500 milligrammi a un grammo la quantità massima di cannabis consentita, oltre la quale scattano le sanzioni penali. [...]

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