
Politica e tv, un binomio quasi sempre destinato a far discutere, ma di cui a volte si può anche sorridere. C’è la volta in cui i politici ritengono di essere stati trattati male, ultimo caso il ministro Clemente Mastella che abbandona gli studi di Annozero, quell’altra in cui il politico di turno raccoglie meno consensi (share) del previsto o fa capolino nel programma di intrattenimento come una autentica pop star. In tutti i casi, i politici dimostrano di amare, e tanto, il tubo catodico. Per qualche minuto di celebrità sono disposti a dividersi tra mille impegni, mille studi di registrazione, mille scalette da ricordare. In base ai dati diffusi dal Centro di ascolto dell’Informazione Radiotelevisiva risulta che sono 256 i parlamentari ospitati in tv nel mese di febbraio nelle principali trasmissioni di approfondimento giornalistico delle reti nazionali (ecco dove sono andati). Mica pochi, se si considera che il dato lascia fuori molte delle ospitate nei programmi comici, nei grandi contenitori per famiglie e persino nei programmi di cucina. Novelli intrattenitori, i politici nostrani nascondono negli archivi esibizioni da romantici chanteur, come in una memorabile performance di Mastella in versione Peppino di Capri (guarda il video sotto) o da linguacciuti attaccabrighe, come nella querelle tra Vittorio Sgarbi e Alessandra Mussolini, partita negli studi de La pupa e il secchione e finita in ogni dove televisivo. Ministri canterini, parlamentari litigiosi e a volte poco colti, come ha dimostrato la dissacrante inchiesta delle Iene di qualche tempo fa. L’importante è apparire: via libera allora alle torte in faccia, dove sempre Mastella ha fatto da apripista, alle lezioni casereccie di cucina, come in un vecchio filmato di D’Alema alle prese con il risotto, alle divertenti gag del parlamentare trasgender più discusso, Vladimir Luxuria. E a chi si chiede perché i politici preferiscano programmi leggeri a vecchie tribune elettorali, gli interessati rispondono che tutto ciò risponde alla necessità di avvicinarsi il più possibile alla gente. Probabile, anche se a volte viene il dubbio che la vera ragione sia un po’ di narcisismo: insomma, la voglia di essere riconosciuti per la strada, come dei divi del grande schermo.
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Commenti
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Il 20 Marzo 2007 alle 10:35 luglionickname ha scritto:
Che dire, la vita moderna è apparire e non essere e il mezzo televisivo si presta alla perfezione.
Purtroppo si fa di tutto per apparire e farsi pubblicità gratuita e quindi vanno bene anche le iene.
Ma c’è anche dell’altro, la rete, interne e second life e Di Pietro ne sa qualcosa e si è comperato un’isola virtuale e ci ha piazzato una bandiere del suo partito “Italia dei Valori”.
Nell’isola ci paizzerà uffici, sale confernza e varie divolerie informatiche per attirare curiosi e adepti.
Vedremo che rispostà avrà dal popolo di second life il pioniere Di Pietro.
Il 21 Marzo 2007 alle 18:58 ^shevale^ ha scritto:
Io su second life volevo vendere il pollo fritto…
Di Pietro è troppo avanti per me…
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