
Anche dopo la liberazione di Daniele Mastrogiacomo, la questione Afghanistan resta al centro del dibattito politico.
Da un lato ci si chiede se è stato giusto ottenere il rilascio del giornalista di Repubblica in cambio della scarcerazione di cinque talebani. Dall’altro fa discutere la proposta del segretario dei Ds Piero Fassino che suggerisce di convocare i talebani alla conferenza di pace. Perché a quasi sei anni dall’offensiva della Nato gli “ex studenti coranici” continuano a controllare una parte rilevante del territorio afghano. E un vecchio adagio della diplomazia recita: “La pace si fa con il nemico”.
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- Martedì 20 Marzo 2007
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Commenti
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Il 20 Marzo 2007 alle 20:28 lozahir ha scritto:
…beh la pace si fa con i nemici…mica vorreste fare la pace con gli americani?
Il 21 Marzo 2007 alle 0:37 art ha scritto:
Su che basi?
Si instaura nuovamente tutte le regole dell’islam radicale, burka per le donne, gli occidentali verranno decapitati e Bin Laden (se vivo!!!!) ministro degli esteri. Basta non ne posso più di questa sinistra Vergognatevi.
Il 21 Marzo 2007 alle 0:44 Panoramico ha scritto:
La questione credo sia veramente bizarra, non siamo noi che dovremmo chiedere ai Talebani di fare la pace o a cercare di capire le loro ragioni. Sono loro che devono avere la volontà di smetterla di considerare noi occidentali non credenti e quindi esseri privi di anima da eliminare, questo significherebbe che i Talebani dovrebbero fare una improbabile autoanalisi che li porterebbe a crescere di centinaia di anni in pochissimo tempo, la cosa mi pare veramente improbabile, che i talebani possano accettarci a un tavolo di trattative potrà succedere forse ma non in tempi brevi putroppo, prima si dovrebbero risolvere le moltissime variabili che hanno consentito al fenomeno talebano la nascita e lo sviluppo verticale degli ultimi decenni.
Il 21 Marzo 2007 alle 8:20 il nano ha scritto:
Per porre fine a una guerra come quella che gli USA hanno intrapreso in Afghanistan ci sono tre strade possibili: 1) si debella la fazione nemica, quella contro la quale si è scatenata la guerra, annientandola di fatto; 2) avendo modificato i rapporti di forza si rimodellano gli equilibri, lasciando lo stato in una nuova situazione, legittimando tutte le parti; 3) ci si ritira riconoscendo l’inutilità dell’intervento e il proprio fallimento.
Il 21 Marzo 2007 alle 8:23 il nano ha scritto:
Mi sembra chiaro che la strada 1) si sia rivelata impraticabile: l’intervento in Afghanistan è cominciato, se non erro, alla fine del 2001, sono passati quindi più di cinque anni senza risultati significativi. La strada 3) non mi sembra rientri nei desideri degli USA nè di quanti adesso criticano l’ipotesi di trattare con i Talebani.
Resta la strada 2) quella di cercare un nuovo equilibrio fra le forze in gioco. E mi sembra del tutto irrealistico trovare un equilibrio fra le forze in gioco escludendo a priori la forza che si è dimostrata più tenace.
Il 21 Marzo 2007 alle 9:49 voltaire ha scritto:
vorrei vedere se un un paese straniero avesse proposto un conferenza di pace all’ italia con le brigate rosse; basta siamo contenti della liberazione del giornalista, ma non trattiamolo come eroe, penso che qualche responsalità per l’uccisione dei 2 afgani che lo accompagnavano li va attribuita, e stendiamo un velo pietoso sulla liberazione dei 5 criminali perché le responsabilità vanno divise con i suoi amici prodi, d’alema ecc.
Il 21 Marzo 2007 alle 10:16 il nano ha scritto:
Per Voltaire: Il paragone che lei fa non c’entra assolutamente nulla.
1) Le brigate rosse sono nate in un paese libero e democratico, non sotto un’occupazione militare.
2)Le brigate rosse non avevano il controllo di buona parte del territorio come hanno adesso i talebani.
3) Le brigate rosse non avevano avuto il controllo pieno dell’Italia come i Talebani prima dell’intervento USA.
Può bastare?
Il 21 Marzo 2007 alle 11:36 willy ha scritto:
perpiacere sono stufo di sentire queste proposte,non DOBBIAMO SOTTOMETTERCI a loro,così facendo dovremmo far mettere il BURKA alle nostre donne e perdere completamente la NOSTRA CULTURA!BASTA!!!
Il 21 Marzo 2007 alle 11:52 danilto ha scritto:
per Il Nano,
sorvolo sulle tre obiezioni in qunato non ho tempo, e sono scollegate dal contesto, come del resto paragoni con BR..
Il problema è semplice, dobbiamo lasciare che i talebani continuino ad esistere e minacciarci?
ti ricordo che nonostante la loro ascesa ci indignasse tutti, ( compresi voi di sinistra,.. ti ricordi i buddha?? ecc ) nessuno si è permesso di cercare di combatterli fino a che ci hanno attacato. ( ciò dimostra che è quello che hanno voluto e vogliono fare)
Ora tu condividi il loro desiderio di colpirci?
lo ritieni giusto?
io preferisco difendermi( sai com’è…)
la guerra è dura? si combattuta male? si!
quindi vediamo di fare meglio e bene.
Sei convinto che se ritornasse uno stato talebano non saremmo attaccati?
mai ? 11 sett è stata una eccezione? in realtà no vogliono farci nulla?
Sei convinto di poterli convincere a non farci nulla?
cosa pensi di potergli offrire?
sono curioso!!
Il 21 Marzo 2007 alle 12:32 il nano ha scritto:
Per danilto,
Certo i paragoni con le BR non ci stanno, come ho scrittop a voltaire.
Non ho nessuna intenzione di rivalutare i Talebani, non condivido nulla con loro.
Però è impossibile non prendere atto di alcune cose:
- da 5 anni si cerca di eliminarli, praticamente senza successo, sono ancora lì, sono ancora forti.
- è evidente che al momento è impossibile eliminarli militarmente, manca la volontà , mancano le forze, forse non è proprio fattibile, realistico.
- non ha alcun senso parlare di conferenze di pace senza che intervengano non dico tutte le forze combattenti, ma almeno le più importanti, quelle che hanno il controllo del territorio. E i Talebani rientrano indubbiamente fra queste.
- Se si facesse una conferenza di pace senza coinvolgerli tu pensi che si convincerebbero a deporre le armi o combatterebbero come prima, se non di più, per far fallire gli eventuali accordi presi?
“Sei convinto che se ritornasse uno stato talebano non saremmo attaccati?
mai ?” può anche darsi che preso atto di quello che gli è successo dopo aver attaccato cambino politica.
“11 sett è stata una eccezione? in realtà no vogliono farci nulla?” rispondo con una domanda: secondo te è ancora tutto come nel 2001 o qualcosa è cambiato?
“Sei convinto di poterli convincere a non farci nulla?” tu sei convinto che si possono eliminare, cancellare dallo scenario? Probabilmente nemmeno i generali USA lo sono …
“cosa pensi di potergli offrire?” queste sono cose di cui si parla alle conferenze di pace, in cui ognuno pone le proprie richieste e le vede riconosciute o meno, mediate con le richieste delle altre parti.
“io preferisco difendermi” nessuno vuole mostrare le terga ai Talebani invitandoli ad accomodarsi, questo è chiaro. Diciamo che come idea quella dell’invasione non si è dimostrata, finora, del tutto vincente.
“la guerra è dura? si combattuta male? si!quindi vediamo di fare meglio e bene.” come? Ti sembra così facile?
Il 21 Marzo 2007 alle 12:50 ^shevale^ ha scritto:
Io credo che il dialogo sia una strada da seguire, magari prima di iniziare un conflitto, che mi sembra faccia vittime solo tra la popolazione…
Trovo assurdo che l’idea di aprire un tavolo di trattative coi Talebani possa avere come conseguenza che le nostre donne dovranno indossare il Burka, ma forse non ho colto l’ironia.
Per quanto riguarda il rispetto delle diverse culture evito di dire cose scontate… non si può comprendere al 100% una cultura non nostra (è scontato?).
Il 21 Marzo 2007 alle 12:50 bellisa ha scritto:
Il primo giorno di primavera il mio primo intervento su questo sito…Forse c’entra poco,ma vi dico che se non tentiamo di arginare questa prepotenza ne saremo sopraffatti.Sono una ins. di Scuola Primaria, a scuola siamo costrette a rispettare tutte le loro regole che ci condizionano in tutto e loro se ne infischiano altamente delle nostre,anzi le deridono
Il 21 Marzo 2007 alle 13:05 criptoman ha scritto:
E’ facile, da lontano, definire i talebani come assassini e criminali. Sono persone religiose che hanno ricevuto un’educazione distorta della religione e una visione altrettando distorta della realtà . Personalmente credo che non è possibile comunicare con persone di questo tipo e che pertanto sia inutile invitarle a un tavolo di pace. Penso sia però criminale lasciare il popolo afgano in preda a una fazione estremista e fanatica, le regole della democrazia non sono attive in campo religioso. Anche se il 70% degli afgani vuole vivere in pace ci sarà un 30% che non si arrenderà se non vede realizzata la fede islamica sulla terra. Difendere gli uni dagli altri secondo me è un dovere della comunità mondiale e questo deve essere fatto con da una parte un’opzione militare (su come viene realizzata c’è molto da discutere, ma scendiamo su un piano tecnico che esula da questa discussione) ma dall’altra, e qui ha ragione la sinistra, ci vuole un’opzione politica, economica e culturale. Fornire risorse, costruire lavoro, insegnare anche a quel popolo la ricchezza culturale delle altre civiltà , questo è il mezzo a lungo termine per battere i talebani.
Il 21 Marzo 2007 alle 13:11 voltaire ha scritto:
caro nano, il suo distiguo b.r.telebani sinceramente a me sembra animato da ideologia, per quanto mi riguarda un terrorista, e assassino, rimane sempre tale non ha attenuanti ne scusanti di qualsiasi tipo e genere,poi credo ricordare che in afganistan ci siano stati elezioni libere come in italia,ch’é l’atto più democratico basta presentarsi all’elezioni se sei maggioranza nel paese governi, il volere imporre il proprio volere col terrorismo e l’assassinio, veramente io non riesco ad appasionarmi nel cercare differnze; certo lei é molto fine nel fare distinguo
noto che non ha niente da obbiettare sul secondo punto quello del giornalista
Il 21 Marzo 2007 alle 14:26 voltaire ha scritto:
“Ce qui c’est passé, c’est que les négociations pour obtenir la libération de l’Italien ont eu comme prix la libération de terroristes. C’est sans précédent”, s’est indigne
che strano una volta ogni colpo di tosse dun giornale straniero era autorevole, adesso bisogna ignorarli mahhh
Il 21 Marzo 2007 alle 14:40 ^shevale^ ha scritto:
Per quanto vi possa sembrare assurdo, siete così convinti che la nostra cultura sia quella “giusta”? Siete davvero convinti che noi siamo i buoni e loro i cattivi? Certo, mi da fastidio sentire che dobbiamo rispettare le loro regole mentre loro se ne infischiano delle nostre, ma forse il problema sta nella concezione di rispetto che dovremmo avere a monte sia noi che loro… E comunque, se il loro problema è l’ignoranza, l’errata visione della realtà , bisogna combatterli con la cultura, non con le bombe.
Il 21 Marzo 2007 alle 19:23 » Attacco Usa: non dovevate cedere ai talebani » Panorama.it – Mondo » Blog Archive ha scritto:
[...] Il dipartimento di Stato americano non condivide le modalità attraverso cui è stato ottenuto il rilascio di Daniele Mastrogiacomo. E bolla come una pessima idea l’ipotesi, avanzata dal segretario dei Ds Piero Fassino, di coinvolgere anche i talebani in un’eventuale conferenza di pace sull’Afghanistan. Lo si è appreso da una fonte della amministrazione americana che ha scelto di rimanere anonima. [...]
Il 22 Marzo 2007 alle 10:44 max winter ha scritto:
Ma mi faccia il piacere ! Diceva Totò
Il 22 Marzo 2007 alle 12:51 pacato ha scritto:
… stanno devastando la Politica Estera Italiana e indebolendo irrimediabilmente la Nato … forse questo era il loro disegno … che il Centrodestra non si renda complice di questo sfacelo … faccia una propria mozione sull’Afghanistan, che ridia dignità e forza all’Italia e a tutta l’Alleanza e la voti …
Il 10 Aprile 2007 alle 11:44 Sequestri: perché Berlusconi dà una mano a Prodi » Panorama.it – Italia ha scritto:
[...] Nel momento di massima debolezza, stretto tra l’uccisione per mano dei talebani di AdiJimal Nashkabandi, collega e interprete di Daniele Mastrogiacomo, e le debordanti accuse di Gino Strada per la mancata liberazione di Rahmatullah Hanefi, prigioniero dei servizi segreti afghani, Romano Prodi riceve un aiuto inatteso, almeno per l’opinione pubblica: quello di Silvio Berlusconi, che fischia l’alt alle polemiche politiche da parte del centrodestra, dove qualcuno si era spinto a chiedere l’impeachment del premier. Perché? Un mistero nei misteri? Si può prendere per buona la versione berlusconiana (”Le ragioni umanitarie, il prestigio e il buon nome del Paese vengono prima di tutto”), oppure, contemporaneamente vedere quale scomodo scenario politico, e non solo, questo drammatico strascico del sequestro Mastrogiacomo rischia di aprire non solo per il governo, ma anche per l’opposizione. Prodi, nella vicenda Afghana, rapimento compreso, ha scelto il metodo suggerito dalla sinistra massimalista: delegare tutto, o quasi, a Gino Strada e ad Emergency, che di quella parte è un’icona e un modello. Modello anche politico, se Fausto Bertinotti, dopo il rilascio del reporter di Repubblica al prezzo della liberazione di cinque capi talebani si era detto “orgoglioso di vivere in un Paese che segue comportamenti simili. E se Massimo D’Alema e Piero Fassino avevano ipotizzato di coinvolgere i “talebani buoni” in una conferenza di pace per ora proposta solo dall’Italia. La piega presa dagli avvenimenti minaccia non solo di mandare a gambe all’aria quel modello, ma di far definitivamente franare “la diplomazia alla Gino Strada” alla quale l’Unione sembrava essersi affidata, e che era già finita pesantemente nel mirino degli americani, e poi degli inglesi, dei tedeschi. Ma anche i governi precedenti, quelli di Berlusconi, hanno evidentemente qualche coda di paglia. Si tratta del ruolo del Sismi nella liberazione degli ostaggi, a cominciare da quello di Giuliana Sgrena in Iraq. Se si osservano le immagini dell’arrivo della Sgrena a Ciampino si nota subito chi c’è a spalancarle il portello dell’aereo di Stato: Marco Mancini, numero due del servizio e braccio operativo dell’allora capo, Nicolò Pollari. Certo, una differenza c’è, e sostanziale: il Sismi è una branca dello Stato, Emergency no, anzi agisce spesso in antitesi dello Stato. Ma sia attraverso Emergency sia attraverso il Sismi è evidente che molto l’Italia deve aver dato, ai terroristi iracheni ed ai killer afghani, per ottenere il rilascio dei suoi cittadini. Milioni di dollari allora, rilascio di prigionieri ora. Più gli aspetti ancora oscuri che queste trattative hanno sempre con sé. Come lo stesso Gino Strada ha rivelato, c’è anzi stato un momento nel quale il metodo del centrodestra è andato a braccetto con quello del centrosinistra: per la liberazione di Gabriele Torsello il Sismi avrebbe consegnato due milioni di dollari al mediatore di Emergency, Hanefi. È certo che non conviene né a Prodi, e neppure a Berlusconi, che se ne parli più di tanto. Men che meno in qualche commissione d’inchiesta: qualche altra imbarazzante verità potrebbe venire anche dall’estero, in aggiunta alle accuse già piovute in abbondanza dai governi Nato. [...]
Il 25 Settembre 2007 alle 17:19 Il Ministro della Difesa britannico: i talebani al tavolo della pace » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Pragmatismo diplomatico o improvvida esternazione che rischia di delegittimare l’azione sul campo dei soldati della coalizione internazionale? Il dibattito è aperto. Mesi fa, all’indomani del rapimento di Daniele Mastrogiacomo, fu Piero Fassino a sostenere questa tesi, suscitando non poche polemiche tra i politici di casa nostra. Questa volta tocca nientemeno che al capo della diplomazia della Gran Bretagna, il Paese che dopo gli Usa ha offerto il maggior tributo di sangue per “democratizzare” l’Afghanistan: “Non credo che in quel Paese possa essere instaurato uno Stato di diritto. - ha dovuto ammettere Browne - Il ritorno alla pace dovrà passare per una soluzione che abbia come fondamento radici islamiche’’. Una frase pronunciata dal capo della diplomazia inglese che, sei anni fa, agli albori di Enduring Freedom, sarebbe stata semplicemente impensabile. n [...]
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