- Tags: alcolici, auto, codice, Emanuele-Scafato, Eurobarometro, incidenti, sabato-sera, soccorsi, strade
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Il 19% dei giovani tra i 15 e i 24 anni beve per ubriacarsi. Binge drinking, così si chiama il fenomeno. Lo dice il rapporto Eurobarometro sulle opinioni degli europei nei confronti dell’alcol, mostrato in Lussemburgo ai rappresentanti governativi del Working Group Alcohol and Health della DgSanco. Il dato si affianca a quello della mortalità giovanile a causa del bere: il 25% dei decessi di ragazzi tra i 15 e i 29 anni è legato all’abuso di alcol.
In Italia, per di più, si registra uno tra i più bassi livelli di conoscenza del limite di alcolemia (0,5 grammi/litro) consentito alla guida: il 77% degli intervistati afferma di non conoscerlo e il 4% è convinto che sia superiore a più del doppio del livello consentito. Una bassa consapevolezza dei rischi? “Sulla base delle evidenze e dei report della Polizia stradale, è chiaro che i giovani conoscono la finalità dei controlli e sanno che l’alcol non va d’accordo con la guida, ma la loro percezione del rischio viene meno con il bere” dice Emanuele Scafato, direttore dell’Osservatorio nazionale alcol e collaboratore Oms per la ricerca e la promozione della salute su alcol e problemi correlati.
Il 77% degli europei è favorevole all’uso di messaggi da apporre sulle etichette delle bevande alcoliche, simili a quelli usati per le sigarette. “È bene adottare misure, ma devono rientrare in una strategia” commenta Scafato. ”Dovrebbe esserci una sicurezza di sanzione, sia per chi è alla guida in stato di ebbrezza, sia per chi vende alcolici a minori. Prima di tutto, quindi, un rafforzamento delle leggi e del numero dei controlli in strada: ora in Italia sono 230 mila - contro un milione di controlli in Francia -, tutti concentrati in alcune zone. La possibilità di essere fermati è di una volta ogni 176 anni”.
Nel dibattito su come realizzare campagne efficaci contro le stragi del sabato sera, si inserisce la storia di Jacqueline Saburido, una ragazza venezuelana che era negli Stati Uniti per studiare l’inglese. Un incidente d’auto causato da un ubriaco le ha cambiato completamente la vita. La giovane ha voluto prestare la sua esperienza per una campagna, durissima, contro l’alcol. Guarda il suo video su Youtube (si avvisa che i contenuti sono molto forti).
- Mercoledì 21 Marzo 2007

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Commenti
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Il 21 Marzo 2007 alle 15:44 gabi ha scritto:
Ammiro il coraggio di Jacqueline Saburido. Il coraggio di mostrare la sua sventura per portare altri a riflettere. E magari “salvare” qualcuno.
Il 21 Aprile 2007 alle 11:05 Frenate. È la settimana della sicurezza stradale » Panorama.it – Italia ha scritto:
[...] Dati dell’Organizzazione mondiale della Sanità rilevano che la prima causa di morte per chi ha tra i 10 e i 24 anni sono proprio gli incidenti stradali. Ogni anno muoiono 400 mila ragazzi per imprudenze o distrazioni alla guida, proprie o altrui. Solo in Italia più di 100 bambini; e i conducenti con meno di 30 anni sono protagonisti della metà dei 600 incidenti che quotidianamente si verificano nel Paese. Durante le notti del weekend si registra, secondo l’Aci, un morto ogni 75 minuti sulle strade italiane (la media giornaliera è di uno ogni 97 minuti), proprio nelle ore in cui si concentra solo il 4% del traffico. [...]
Il 5 Agosto 2007 alle 9:15 Tecnologia per la Sicurezza Stradale | Andrea Bondi - Blog, Imola, Politica, Informatica... ha scritto:
[...] Intanto questo era il primo week-end dove è entrato in azione l’inasprimento delle pene contro chi beve o corre previsto dal decreto legge del governo. La trovo una giusta iniziativa (mi lascia perplesso solo il limite di potenza per i neopatentati). Ora, dopo aver fatto paura, bisogna però aumentare i controlli: il nostro è infatti il solo paese in europa dove chi guida ubriaco rischia un conrollo solo ogni 176 anni. Segnala [...]
Il 15 Dicembre 2008 alle 16:48 Pirati da strada in aumento nel 2008. “Chi guida non deve bere” » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Questo invece l’identikit del guidatore-tipo coinvolto in un incidente stradale, secondo un’indagine condotta a Milano dal Trauma team del Niguarda: maschio, quarantenne, “annebbiato” una volta su due da sostanze stupefacenti assunte da sole o in cocktail. Alcol e cocaina in primis. Nell’Aula magna della struttura meneghina esperti italiani e stranieri a confronto su un modello di assistenza integrata che nella Penisola riguarda oggi 5 Trauma center ospedalieri, ma che consente di azzerare le morti evitabili. Il “peso” di alcol e droghe quali cause all’origine degli incidenti stradali, dalle cosiddette stragi del sabato sera agli schianti infrasettimanali, “ha un’importanza di gran lunga superiore a quanto si possa immaginare”, assicura il direttore del Trauma team di Niguarda, Osvaldo Chiara. “Da un lato servono interventi di educazione” sottolinea l’esperto “ma dall’altro occorre potenziare lo strumento dei controlli”. Un appello al quale si unisce Domenico Musicco: “Nel nostro Paese si esegue ogni anno un milione di alcoltest, contro i 10 milioni della Francia” rileva “e il numero di narcotest è di gran lunga inferiore”. Risultato: “Fino a qualche tempo fa ogni guidatore aveva solo una probabilità ogni 127 anni di essere fermato per un controllo” calcola “mentre oggi siamo a una ogni 74 anni”. Nell’indagine milanese, spiega Chiara, “tutti i conducenti che venivano ricoverati in seguito a un incidente stradale sono stati sottoposti ai test per valutare i livelli di alcolemia e l’eventuale assunzione di una o più droghe”. Circa “il 50% del campione è risultato positivo”, riassume lo specialista. In particolare, “il 20-22% aveva assunto soltanto alcol” puntualizza “il 20% solo droga (soprattutto cocaina) e il 15% alcol e droga in mix”. In generale, “il 70% dei guidatori analizzati era maschio e l’età media del campione era 39 anni”. [...]
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