- Tags: cannabis, Codacons, decreto, droga, Lazio, Legge-Fini-Giovanardi, Livia-Turco, spinello, Tar
- 4 commenti
Dalla sospensione all’annullamento. E adesso c’è chi, come Carlo Giovanardi (Udc), chiede che il ministro della Salute Livia Turco riferisca in Parlamento, e chi, come Gianfranco Rotondi (segretario della Dc per le Autonomie) equipara a una sconfitta per il governo Prodi l’annullamento da parte del Tar del Lazio al provvedimento che ha innalzato da 500 milligrammi a un grammo la quantità massima di cannabis consentita, oltre la quale scattano le sanzioni penali. Sconfitta politica o meno, i giudici della III sezione quater del Tar hanno nel merito accolto il ricorso proposto contro il ministero della Salute e quello della Solidarietà Sociale dal Codacons, dall’Associazione Articolo 32 e dall’Aidma (Associazione italiana per i diritti del malato), giustificando la loro sentenza così: “Il decreto del ministro della salute del 4 agosto 2006 deve essere annullato in quanto la motivazione dell’atto, non spiega le ragioni delle scelte operate, né esse vengono adeguatamente giustificate sulla base di approfondimenti tecnici specifici sugli effetti dannosi delle sostanze stupefacenti in questione”. Nella sostanza, il Tribunale amministrativo sostiene che la cannabis ha un principio attivo più potente rispetto a quello di altre sostanze stupefacenti e pertanto è sufficiente una dose minima per “indurre alterazioni comportamentali e scadimento delle capacità psicomotorie, senza considerare che per il secondo dei suddetti parametri è prevista un’alta incidenza ed intensità di effetti disabilitanti, intesi proprio come grave scadimento della performance pisco-motoria nell’esecuzione di compiti complessi”. Sulla base di questa considerazione, i giudici amministrativi precisano che “il raddoppio del fattore moltiplicatore, da 20 a 40, non appare certo congruo”. Tradotto? La cannabis non è una droga da prendere così alla leggera. Ora, i ministri Turco e Ferrero non sembrano disposti a fare marcia indietro, sull’esempio dell’ inglese Independent on Sunday. Tuttavia hanno deciso di non impugnare la sentenza davanti al Consiglio di Stato. La sentenza del Tar sul decreto Turco, ha spiegato il ministro della Solidarietà sociale, “dice che questo decreto ha elementi di arbitrarietà, ma dice anche che pure il decreto del precedente governo, che aveva fissato le quantità massime di droga detenibili per uso personale senza incorrere nel reato di spaccio, aveva questa arbitrarietà”. Quindi? Quindi la strada che Turco e Ferrero intraprenderanno sarà quella di annullare il precedente decreto Fini-Giovanardi sulle quantità massime consentite. Una strada tutta politica che non sarà facile percorrere, viste anche le resistenze di esonenti della maggioranza, e che, come dice il Tar, entra solo superficialmente nel merito scientifico degli effetti dannosi delle sostanze stupefacenti. Leggi l’intervista a Riccardo Gatti, psicoterapeuta e specialista in psichiatria, direttore del Dipartimento delle Dipendenze della Asl di Milano
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- Mercoledì 21 Marzo 2007
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Commenti
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Il 22 Marzo 2007 alle 14:17 mark ha scritto:
Non c’è niente da fare. Tanto vale liberalizzare tutto. Sigarette, superalcolici,anebolizzanti e altre porcherie velenose per la salute, sono legali,perchè la droga no? liberalizziamo tutto e con un sol colpo eliminiamo spacciatori e parte della criminalità connessa.
Ognuno sia libero di gestire la propria salute come preferisce NATURALMENTE CHI FARA USO DI SOSTANZE DANNOSE DOVRA ESSERE ESCLUSO DAL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE (Grande Risparmio !!!!)ciao
MARK
Il 22 Marzo 2007 alle 14:59 Panoramico ha scritto:
Penso che potrebbero limitare l’uso della marijuana anche a 0,0001 milligrammi, non cambierebbe nulla, basta fare un giro in centro in città e tutti possiamo vedere che i ragazzi si fanno le canne senza alcun timore e senza nascondersi, è da decenni che ogni tanto il governo cambia la quantità di eraba considerata non punibile, ed è decine di anni che chi fuma non tiene in nessun conto queste direttive, semplicemente perchè non esiste nessun controllo, ormai l’italia è invasa dall’erba, è una guerra persa.
Il 23 Marzo 2007 alle 18:56 NOCOP ha scritto:
LA 56ENNE LIVIA TURCO HA FATTO UN DECRETO PERUVIANO…. NEPPURE I PERUVIANI FUMANO QUANTO I PACIFINTI
DEI CENTRI SOCIALI ITALIANI.
SE QUESTO GOVERNUCCIO CADESSE NEI PROSSIMI
GIORNI SAREBBE UN BENE PER LE FINANZE DI TUTTI GLI ITALIANI (ICI,ENEL E GAS SONO AI MASSIMI STORICI) E PER LA SALUTE
DI TUTTI GLI ITALIANI.
Il 23 Marzo 2007 alle 19:09 barbone ha scritto:
Finalmente una buona decisione!
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