
In Veneto la parola ronda è di destra, le sue declinazioni (”volontari della sicurezza” o “accompagnatori sociali”) sono di sinistra. Ma su una cosa sono tutti d’accordo: sono cosa buona e giusta. Per questo dall’inizio del 2007 sono ripartite in pompa magna.
Il vicepresidente della Regione, il leghista Luca Zaia, cita la Gran Bretagna: “Là il cosiddetto controllo del vicino è assolutamente legittimo e qui da noi le ronde vanno alla grande, anche se non si devono sostituire allo Stato”. In provincia di Treviso il gruppo Veneto sicuro, secondo Zaia, sta coinvolgendo 500-600 cittadini. Chi non scende in strada, dà comunque il suo contributo, come l’autoconcessionario che ha messo a disposizione cinque macchine.
A sinistra la parola ronda non piace, ma, per esempio a Padova, gli anziani che vogliono andare a ritirare la pensione senza correre rischi vengono scortati dal Comune: “Con l’aiuto di cooperative e associazioni offriamo un servizio di accompagnamento sociale” spiega il vicesindaco Claudio Sinigaglia. A Rovigo il Comune, da marzo, ha messo in campo i “volontari della sicurezza”: sono 22, lavorano sei ore al giorno e percepiscono 260 euro al mese. L’assessore Nadia Romeo, 34 anni, dei Socialisti di Bobo Craxi, avverte: “Sono molto diversi dal fai-da-te, visto che sono stati formati dalla polizia municipale a cui devono dare sostegno”. Le ronde spopolano in Friuli Venezia Giulia, da Trieste a Pordenone a Udine, magari dietro sigle apolitiche come i “gruppi spontanei per il controllo del territorio”. In Lombardia, dopo anni di torpore, la Lega Nord le preannuncia per l’estate, anche se in alcuni paesi sono attive piccole avanguardie (da Lainate a Settimo Milanese). A Torino nel 1998 è nato il Coordinamento dei comitati spontanei torinesi che oggi conta centinaia di simpatizzanti. “Vigiliamo su 7-8 zone a rischio” spiega il presidente Carlo Verra, commerciante a Porta Palazzo. “Scendiamo in strada in gruppi di 12-20 persone e siamo in tutto 150-200. Le nostre uniche armi sono i fischietti”. I comitati sono un movimento trasversale che coinvolge anche numerosi colletti bianchi. Per esempio Roberto Zenga, quadro Fiat e consigliere di zona della Lega: “È un’iniziativa che piace anche a sinistra. Alcuni militanti si offrono di lavorare con noi. Tra i promotori più attivi del coordinamento c’è l’eurodeputato leghista Mario Borghezio che dice: “Siamo assediati dalla voglia di ronde. Si tratta di volontariato genuino, senza colore politico”. Non mancano gli incidenti di percorso: in città un gruppo che sorvegliava il cosiddetto Tossic park è finito nei guai per aver sprangato un giovane drogato.
Bernardo Moscariello, 60 anni, disoccupato, leader del comitato sotto accusa, avverte: “Bisogna stare attenti alle infiltrazioni e ai giovani troppo esuberanti”.
- Giovedì 22 Marzo 2007
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Il 23 Marzo 2007 alle 11:59 A Lainate debuttano le ronde padane. Ed è scontro » Panorama.it – Italia ha scritto:
[...] Il debutto è fissato per la sera del 23 marzo. A Lainate sarà l’europarlamentare della Lega Mario Borghezio a presentare le neonate Rac (Ronde anti crimine) padane: una dozzina di volontari verdi che con una Fiat 500 gialla (”Perché di notte si vede meglio e poi le finanze non permettevano di più” commenta al Corsera Andrea Mario Pilati, unico consigliere leghista in Comune), percorreranno le strade del paesone a nord di Milano per ripulirlo dagli spacciatori. “Qui criminalità e traffico di droga sono in continuo aumento e noi cittadini non siamo tutelati” dice Pilati. “I vigili sono impegnati a fare multe, la polizia non c’è e i carabinieri mancano”. Il Carroccio a Lainate sta all’opposizione, il comune è in mano alla sinistra. Il progetto delle ronde non è per niente isolato: il desiderio dei cittadini di tutelarsi da soli è sempre più diffuso, da est a ovest, in parecchi comuni del nord d’Italia, al di là del colore di chi governa. Eppure dicono che il sindaco, il diessino Bussini Mario, non veda di buon occhio i difensori volontari dell’ordine pubblico. Soprattutto dopo che due quarentenni hanno pensato di anticipare l’inaugurazione delle Rac, venendo alle mani con uno spacciatore maghrebino. Risultato? L’immigrato li ha fatti pestare da una decina di suoi amici: uno è finito al pronto soccorso, l’altro denunciato dalle forze dell’ordine, chiamate proprio per proteggere le ronde. [...]
Il 23 Marzo 2007 alle 12:13 paolo 1957 ha scritto:
Ho letto con attenzione l’articolo senza trovare accenni all’uso di armi da parte delle ronde.
Ritengo che l’immagine che lo accompagna, in cui si intravede un’arma da fuoco sia assolutamente fuorviante e soprattutto scorretta.
Se le ronde non usano armi, visto che per fortuna non si può, perchè quella foto?
Delle due l’una: o giacomo.amadori sogna le ronde armate, o vuole screditarle: in ogni caso non ce lo dice.
Troppo spesso da queste parti la notizia non si accompagna con l’opinione, ma per questo abbiamo già le Ansa, mi pare.
Il 22 Marzo 2009 alle 23:44 pilatilainate.com » Archivi del blog ha scritto:
[...] Il debutto è fissato per la sera del 23 marzo. A Lainate sarà l’europarlamentare della Lega Mario Borghezio a presentare le neonate Rac (Ronde anti crimine) padane: una dozzina di volontari verdi che con una Fiat 500 gialla (”Perché di notte si vede meglio e poi le finanze non permettevano di più” commenta al Corsera Andrea Mario Pilati, unico consigliere leghista in Comune), percorreranno le strade del paesone a nord di Milano per ripulirlo dagli spacciatori. “Qui criminalità e traffico di droga sono in continuo aumento e noi cittadini non siamo tutelati” dice Pilati. “I vigili sono impegnati a fare multe, la polizia non c’è e i carabinieri mancano”. Il Carroccio a Lainate sta all’opposizione, il comune è in mano alla sinistra. Il progetto delle ronde non è per niente isolato: il desiderio dei cittadini di tutelarsi da soli è sempre più diffuso, da est a ovest, in parecchi comuni del nord d’Italia, al di là del colore di chi governa. Eppure dicono che il sindaco, il diessino Bussini Mario, non veda di buon occhio i difensori volontari dell’ordine pubblico. Soprattutto dopo che due quarentenni hanno pensato di anticipare l’inaugurazione delle Rac, venendo alle mani con uno spacciatore maghrebino. Risultato? L’immigrato li ha fatti pestare da una decina di suoi amici: uno è finito al pronto soccorso, l’altro denunciato dalle forze dell’ordine, chiamate proprio per proteggere le ronde. [...]
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