Dico decisamente no. E Bagnasco batte Bertone

Il Presidente della Cei Monsignore Angelo Bagnasco
“La legalizzazione delle coppie di fatto è inaccettabile sul piano di principio, pericolosa sul piano sociale ed educativo e avrebbe effetti deleteri sulla famiglia”. Questi i duri giudizi dei vescovi italiani, contenuti nella nota pastorale sulla famiglia e sui Dico. Nel primo atto ufficiale della Cei (Conferenza episcopale italiana), vince quindi la linea dettata dell’arcivescovo di Genova Angelo Bagnasco, che ha voluto, e non solo per atto di cortesia, riprendere il documento sulle coppie di fatto abbozzato dal Card. Camillo Ruini prima di lasciare la guida dei vescovi.
A nulla pare sia valso il richiamo (spedito via lettera) del Segretario di Stato Vaticano, Tarcisio Bertone che, col suo stile diretto e asciutto, aveva provato a indicare la strada al successore di Ruini, chiedendo: più collegialità nelle decisioni, più attività pastorale e meno politica e candidandosi come guida in materia di rapporti con lo Stato e la politica italiana.
Ebbene, il documento pubblicato oggi dalla Cei sembra non tener conto dell’invito del Cardinal Bertone, visto che dopo aver ribadito, com’era prevedibile, il no convinto a qualsiasi legislazione sulle coppie di fatto, i vescovi si sono spinti molto più in là, trasformando il testo da indicazione pastorale a documento politico. Che, pur non sfociando in sanzioni (tipo la scomunica),  interviene pesantemente sui deputati e senatori cattolici: “Non si appellino al pluralismo e all’autonomia dei laici in politica” si legge nella Nota, “sarebbe incoerente quel cristiano che sostenesse la legalizzazione delle unioni di fatto. Ricordiamo l’affermazione precisa della Congregazione per la Dottrina della Fede (pubblicate nell’estate del 2003, quando l’organismo vaticano era guidato da Joseph Ratzinger, l’attuale Papa, ndr), secondo cui, nel caso di ‘un progetto di legge favorevole al riconoscimento legale delle unioni omosessuali, il parlamentare cattolico ha il dovere morale di esprimere chiaramente e pubblicamente il suo disaccordo e votare contro il progetto di legge’ che possa dare un riconoscimento alle unioni gay”. Insomma, un vero e proprio richiamo all’obbedienza. Destinato, come ovvio a creare scompiglio e polemiche. Nonché una prima grana nei rapporti tra gli alti prelati impegnati a trovare una via politica comune per il dopo-Ruini.

Commenti

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Il 29 Marzo 2007 alle 8:56 NOCOP ha scritto:

NO DICO ,NO PACS,NO PRODI,NO ZAPATERO
E’ UNA SX EUROPEA DECADENTE E SENZA
FUTURO :TONY BLAIR ERA L’UNICO
UOMO VINCENTE DELLA SX EUROPEA:

SE IL FUTURO POLITICO DELL’ITALIA SAREBBERO GATTO SILVESTRO VENDOLA,CASARINI,CARUSO,WLADIMIRO LUXURIA , GIOVANNONA COSCIALUNGA MELANDRI E LIVIA TURCO TABAGISTA

ALLORA BEN VENGA IL NUOVO GOVERNO CENTRISTA DI CASINI,BAGNASCO,RUTELLI,MASTELLA,
GIOVANARDI,BUTTIGLIONE,FORMIGONI.

Il 29 Marzo 2007 alle 9:06 paolo 1957 ha scritto:

Forse mi sbaglio, forse no, ma avevo quasi sicuramente postato un commento e non lo ritrovo.
E’ passata la censura?

Il 29 Marzo 2007 alle 9:57 Dico no: la Cei attacca, il Palazzo risponde. Diviso » Panorama.it – Italia ha scritto:

[...] Dopo gli strali della Cei sui Dico, in una netta campagna di opposizione al disegno di legge, il mondo politico si spacca nuovamente. E in modo trasversale. Per primo, è intervenuto anche il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, che ha ribadito come la “lacità dello Stato sia fondativa per le istituzioni”. “Bisogna anche avere grande rispetto per tutti i fenomeni religiosi e, in particolare, per la presenza significativa della religione cattolica. Ma proprio per questo” ha proseguito Bertinotti” bisogna avere l’ambizione di realizzare ogni giorno la laicità dello Stato per costruire la storia delle istituzioni su valori autonomi”. Si è trincerato dietro un “no comment” Romano Prodi: “Non ho letto la nota della Cei”. [...]

Il 31 Marzo 2007 alle 15:49 talete ha scritto:

dico: il vaticano si faccia gli affari suoi.
e i parlamentari facciano i parlamentari della repubblica italiana. questo bigottismo e integralismo cattolico ha veramente stufato. nocop, aggiorna l’orologio. adesso siamo nel 2007: le leggi sulle coppie di fatto, in europa, le hanno fatte aznar e blair qualche anno fa!

Il 3 Aprile 2007 alle 8:52 Le uscite di Bagnasco sotto scorta » Panorama.it – Italia ha scritto:

[...] In gergo, monsignor Angelo Bagnasco, Arcivescovo di Genova e presidente Cei, è “persona attenzionata”. Tradotto: secondo il questore del capoluogo ligure, Salvatore Presenti, vanno definite, dal comitato per la sicurezza, misure da adottare a tutela del prelato. Perché la sicurezza personale dell’arcivescovo è secondo gli inquirenti a rischio, dopo che lunedì mattina, sui battenti della cattedrale di San Lorenzo, ha fatto la comparsa una scritta ingiuriosa, a stampatello con spray bianco: “Bagnasco vergogna”. La scritta, notata alle sette e mezzo (orario di apertura della cattedrale) è probabilmente stata vergata nella notte e rientra nella polemica innescata dal presidente della Cei in riferimento ai Dico e al riconoscimento delle coppie di fatto omosessuali contenuto nel disegno di legge. Riconoscimento che secondo l’Arcivescovo costituirebbe un passo verso la pedofilia e l’incesto. Quando la polizia è arrivata, davanti alla cattedrale, il personale della chiesa aveva già coperto la scritta, come se la preoccupazione maggiore fosse quella di cancellare le parole piuttosto che mettere in allarme le forze dell’ordine. Però l’attenzione è alta. Anche per le prese di posizione degli oppositori del prelato: il presidente dell’Arcigay Sergio Lo Giudice, si è dichiarato “solidale con Bagnasco per la scritta ma ancor più con le vittime delle sue affermazioni su pedofilia e famiglie di fatto, ben più offensive”. Tanto è bastato perché, martedì mattina, al comitato per la sicurezza, si valuti quale forma di protezione garantire all’arcivescovo. Si va dalla semplice vigilanza alla tutela, alla tutela rafforzata e alla scorta (di tre livelli). [...]

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