
Abolire i Reality show? Lo ha proposto senza mezzi termini il presidente della Rai Claudio Petruccioli: «I reality vanno eliminati dalla programmazione Rai già dal prossimo anno».
Ma come colmare “i buchi” dopo 7 stagioni di programmazione intensiva? Dal primo Grande Fratello su Canale 5 nel 2001 è stato un crescendo di telecamere invasive in fattorie, ristoranti, selvaggi West ed Isole varie. Persino Simona Ventura, che su quella dei Famosi aveva messo la sua bandiera con quattro edizioni, a febbraio aveva annunciato di voler voltare le spalle al reality, confessando a Chi di essersi stufata: “L’Isola è un programma magico, che ha significato molto per me, ma devo misurarmi con altre trasmissioni”.
Sarà anche che gran parte dei partecipanti veniva dalla premiata ditta Lele Mora & Co…
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- Giovedì 29 Marzo 2007
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Commenti
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Il 29 Marzo 2007 alle 9:56 rem ha scritto:
Penso che l’informazione giornalistica SERIA sia l’unica cosa che è da sviluppare nei palinsesti di un servizio pubblico, Annozero,ballarò,report sono degli esempi di giornalismo di denuncia, premiati dal pubblico, come gli ultimi dati di share manifestano.
Comunque auspico che siano anche meno schierati politicamente/partiticamente.
Remigio
Il 29 Marzo 2007 alle 15:00 Angelo975 ha scritto:
Ma prima che il Grande Fratello (ma io lo chiamo il Grande Bordello, perchè tale è…) inaugurasse l’era dei cc.dd. “reality show” cosa trasmettevano le reti Rai e Mediaset?? Sembra quasi che senza questa immondizia la tv non possa sopravvivere. La Rai ha il dovere di distinguersi dalle reti private e di fare più servizio pubblico, sempre che ne sia capace.
Il 29 Marzo 2007 alle 16:36 fram ha scritto:
Il meccanismo del reality mi sembra assomigli molto al gioco d’azzardo. Il direttore della RAI non ha visto male, secondo me.
Come riepire i buchi? Beh se reality deve essere, perchè non puntare su temi ludico-culturali?
Fateci prendere qualche laurea a distanza a gratise, per esempio. Per chi non lo sapesse se uno vuole acquistare i videocorsi del consorzio Nettuno, si pagano cari.
Oppure insegnare alle giovani massaie e massai, quello che non si è più capaci di fare: la spesa, cucinare sano, fare i lavori di casa, risparmiare energia, risparmiare denaro, educare i figli……….
Il 29 Marzo 2007 alle 18:49 antipodi5 ha scritto:
di sicuro contro i reality.
ma evidentemente siamo un popolo di m.per meritarceli. forse non sanno che educazine e studio ci rende più intelligenti. ma con i reality gli conviene tenerci ignoranti.
Il 1 Aprile 2007 alle 18:48 primodegliignoranti ha scritto:
I Reality (o meglio Fintality)hanno rotto. Ma comuque esiste sempre il telecomando e basta cambiare canale (sperando di non trovarne un altro di Fintality). Ma perchè comunque in c.a RAI no si discute di cose più importanti, come il riconoscimento che la RAI è di fatto una tv commerciale che opera sul mercato della pubblicità, e che dunque oramai i tempi sono maturi per eliminare il canone, ops scusate, TASSA SULLA TELEVISIONE?
Il 12 Aprile 2007 alle 12:47 Reality, ma quale capitolo chiuso! » Panorama.it – Cultura e società ha scritto:
[...] A dispetto di quanto annunciato giorni fa dal presidente della Rai, i reality non sono affatto morti. Lo confermano i fatti. “I reality vanno eliminati dalla programmazione Rai già dal prossimo anno” dichiarò Claudio Petruccioli, Presidente della Rai, lo scorso 28 marzo in apertura dei lavori del Consiglio di Amministrazione. Una dichiarazione che sembrò mettere definivamente la parola fine al genere reality in Italia. Una settimana più tardi, la scomparsa dei reality diventa già meno definitiva. La posizione del Presidente di Viale Mazzini si ammorbidisce e proprio lo stesso Petruccioli fa intravedere uno spiraglio per una riprogrammazione autunnale dell’Isola dei Famosi. Simona Ventura, interrogata su una sua possibile conferma alla guida del programma, si cela dietro un elegante “No, comment”, ma si lascia sfuggire che “gli ospiti vip sono finiti”, fornendo così una possibile traccia per la nuova Isola. La vera conferma che il reality non sia ancora esaurito come genere televisivo, arriva però da Mediaset. Un due tre… Stalla! è il nuovo programma condotto da Barbara D’Urso, inizialmente in onda in prima serata del martedì su Canale 5. Il reality è firmato da Simona Ercolani della Greed - autrice di Sfide e de La pupa e il secchione, fenomeno indiscusso di questa stagione televisiva - che, nonostante la similitudine concettuale tra i due programmi (pupe e secchioni, pupe e fattori), non riesce a bissare il successo ottenuto lo scorso autunno su Italia 1. Dopo sole due settimane di programmazione, Simona Ercolani abbandona Un due tre… Stalla! “per profondi dissensi con Endemol Italia sulla gestione e la realizzazione del programma”. Mediaset approfitta dell’occasione per cambiare marcia e raddoppia lo staff di autori: a Endemol Italia affianca Maria de Filippi e la sua Fascino, una carta che da anni produce ascolti straordinari alle reti Mediaset. Nel caso ci fossero dubbi sui motivi di questo investimento, Un due tre… Stalla! cambia da subito collocazione e va allo scontro diretto con il nuovo reality di Rai Due, La sposa perfetta. Una scelta che dimostra chiaramente quanto ancora contino i reality nel palinsesto televisivo italiano. Maria De Filippi si conferma la regina dell’auditel. Nonostante la partita di Champions League, Bayern-Milan, in onda in prima serata su Rai Uno, Un due tre… Stalla! realizza il 18,35 di share con 4 milioni 29 mila spettatori. Crollo di ascolti invece per La sposa perfetta, che scende a 9,94: il debutto della scorsa settimana aveva raccolto 3 milioni 111 mila spettatori e il 13,29% di share, quasi 800 mila spettatori in più rispetto a ieri sera. [...]
Il 25 Luglio 2007 alle 10:55 Conati « Per il verso giusto ha scritto:
[...] Primo conato di vomito. Eppure erano buone le notizie in merito: sembrava che lo show fosse stato cancellato; sembrava che Claudio Petruccioli, presidente Rai, fosse deciso a chiudere la stagione dei reality: sembrava che Simona Ventura avesse mollato l’Isola con la scorsa edizione. Invece, nell’Italia degli eterni ripensamenti e dei mille gattopardi, ecco il contrordine: tutto come prima, tutto come sempre. In più, dopo due giorni di colloqui segreti nella villa di Gemonio - racconta il settimanale Chi - è arrivato anche il via libera del Senatùr al suo primogenito. Adesso l’ultima parola spetta a Giorgio Gori, nr. uno della Magnolia produttore dello show, e a Antonio Marano, direttore di Rai Due in quota Lega, dal principio scettico per i risvolti politici dell’ingaggio. Secondo conato di vomito. Non è ancora chiaro se Riccardo Bossi troverà spazio nella categoria “Vip” o parteciperà tra gli sconosciuti, vista la divisione, (la “grande novità” dell’edizione 2007), tra il cast dei famosi e quello dei non. La riconoscibilità di Riccardo è, come quella di molti degli altri papabili al cast, totalmente riflessa: sono tutti figli, o lontani parenti, di gente che conta. Dopo le smentite della casa di produzione sulla presenza di Azouz Marzouk e Cicciolina, si parla di Davide Lippi (primogenito dell’ex ct della Nazionale campione del Mondo e coinvolto nell’inchiesta Calciopoli); Guenda Goria (figlia di Amedeo Goria e Maria Teresa Ruta, un’ex naufraga) e Natalia Bush (nipote, non si è capito esattamente di quale grado del presidente degli Stati Uniti). Terzo conato di vomito: per tutti gli altri aspiranti famosi (pare siano migliaia: donne di mezza età, coppie di fidanzatini, bestioni tatuati, manager d’azienda, le solite lolite con la quinta di reggiseno) è già iniziato il casting, tra Roma, Napoli e Milano. Proposta: vogliono fare i naufraghi? Portiamoli davvero su un’isola e molliamoli là. Explore posts in the same categories: Società, Televisione [...]
Il 19 Febbraio 2008 alle 17:28 carlo.tosi ha scritto:
Sarebbe uno grande passo verso una TV migliore. Nessuno sentirebbe la mancanza di trasmissioni così futili ed inutili. Che offendono l’intelligenza del pubblico, propinano scene false e falsi modelli di comportamento. Probabilmente è anche colpa, in parte, anche di queste trasmissioni, se il mito attuale di molti giovani di oggi è quello di arrivare al successo nella vita passando da queste squallide scorciatoie.
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