
Alla fine è dovuta intervenire la polizia. E quando gli agenti sono entrati nella sala dell’hotel Palatino di Roma, i socialisti sono tornati ognuno al proprio posto. Ma prima…
Prima, nel parlamentino interno del Nuovo Psi, riunitosi lo scorso 31 marzo, se le sono date di santa ragione. Contendenti, i fratelli coltelli del Nuovo Psi: da una parte i seguaci di Stefano Caldoro (qui il profilo a cura di Wikipedia), dall’altra quelli del segretario Gianni De Michelis. La riunione finita in rissa, di cui tutti i giornali hanno dato conto, è dunque datata sabato. I video della burrascosa seduta degenerata in spintoni, botte e schiaffoni, sono comparsi poche ore fa, immancabilmente postati su YouTube dall’utente “partitosocialista“. Pomo della discordia virtuale, l’assegnazione, anzi e meglio l’individuazione dei consiglieri. Motivo reale, il futuro ormai prossimo del Nuovo Psi: De Michelis vuole partecipare alla costituente con Enrico Boselli e Bobo Craxi, Caldoro (già ministro alle Attività Produttive del secondo governo Berlsuconi, nel 2005) invece vuole “confermare la scelta di campo”, restando all’opposizione dell’Unione e di Romano Prodi.
Dopo la baruffa e l’assedio al banco della presidenza del consiglio, come detto, è intervenuta la polizia e i delegati si sono aggiornati al 23 e 24 giugno, data prevista per il congresso. Sempre che il Nuovo Psi ci arrivi, perché frase che chiudeva la giornata, del portavoce del partito Mauro Del Bue vicino al segretario De Michelis, è stata lapidaria: “Non siamo più un partito! Qualcosa non va, nonostante la conclusione unitaria”.
- Martedì 3 Aprile 2007
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