- Tags: Angelo-Bagnasco, cardinale, cattedrale, Cei, Chiesa-cattolica, coppia, Dico, gay, genova, scorta, scritta, unioni-civili
- 2 commenti

In gergo, monsignor Angelo Bagnasco, Arcivescovo di Genova e presidente Cei, è “persona attenzionata”.
Tradotto: secondo il questore del capoluogo ligure, Salvatore Presenti, vanno definite, dal comitato per la sicurezza, misure da adottare a tutela del prelato.
Perché la sicurezza personale dell’arcivescovo è secondo gli inquirenti a rischio, dopo che lunedì mattina, sui battenti della cattedrale di San Lorenzo, ha fatto la comparsa una scritta ingiuriosa, a stampatello con spray bianco: “Bagnasco vergogna”.
La scritta, notata alle sette e mezzo (orario di apertura della cattedrale) è probabilmente stata vergata nella notte e rientra nella polemica innescata dal presidente della Cei in riferimento ai Dico e al riconoscimento delle coppie di fatto omosessuali contenuto nel disegno di legge. Riconoscimento che secondo l’Arcivescovo costituirebbe un passo verso la pedofilia e l’incesto. Quando la polizia è arrivata, davanti alla cattedrale, il personale della chiesa aveva già coperto la scritta, come se la preoccupazione maggiore fosse quella di cancellare le parole piuttosto che mettere in allarme le forze dell’ordine.
Però l’attenzione è alta. Anche per le prese di posizione degli oppositori del prelato: il presidente dell’Arcigay Sergio Lo Giudice, si è dichiarato “solidale con Bagnasco per la scritta ma ancor più con le vittime delle sue affermazioni su pedofilia e famiglie di fatto, ben più offensive”.
Tanto è bastato perché, martedì mattina, al comitato per la sicurezza, si decidesse, per precauzione, che d’ora in poi nelle sue uscite l’arcivescovo venga accompagnato dalla scorta.
- Martedì 3 Aprile 2007
Tutto sulla tragedia della Costa Concordia
La pirateria online è un furto?
Avetrana: video, articoli e foto esclusive
IL MEGLIO DEL 2011







LA CASTA - Privilegi (veri o presunti) di politici, lobby e categorie
Mostri della porta accanto
Il Governo Monti
Le grandi inchieste sul sesso di Panorama








Lettere dal fronte dei nostri soldati














Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 3 Aprile 2007 alle 16:31 Dalle parrocchie in marcia su Roma per il Family Day » Panorama.it – Italia ha scritto:
[...] Tutti in strada, appassionatamente. Come succedeva (e ancora succede) per le gite dell’oratorio, il prossimo 12 maggio, quando dalle parrocchie d’Italia partiranno verso Roma i pullman di cattolici (gay compresi), in piazza ci saranno anche i parroci. Una visita non tanto di piacere, quanto pastorale. La missione? Sostenere il Family day. A dare il via libera al clero di base (lasciando invece a vescovi e monsignori graduati la scelta se partecipare o meno) è stato il segretario generale della Cei, monsignor Giuseppe Betori: “La parrocchia - ha spiegato - non è una realtà privata del clero, la loro partecipazione al Family Day dipende da come si organizzeranno al loro interno, certo alcuni parroci vorranno esserci”. L’iniziativa gode ovviamente, come ha ricordato Betori, dell’appoggio della Conferenza episcopale italiana, che a sua volta poggia sul consenso pontificio. Il segretario della Cei è anche tornato anche sulle polemiche suscitate dalle parole del presidente Angelo Bagnasco contro il disegno di legge sulle coppie di fatto, paragonate a pedofilia e incesto. “Monsignor Bagnasco - ha spiegato Betori - è stato compreso male, anche a causa dei titoli scelti da agenzie di stampa. Ma il suo richiamo ai fondamenti dell’etica resta valido, al di là degli esempi fatti, che non intendevano mettere sullo stesso piano cose che sono diverse”. E per allargare le considerazioni del presidente e il raggio dell’azione ecclesiastica, Betori ha voluto mettere nel mirino anche la legge per l’istituzione del testamento biologico. “La Chiesa è preoccupata - ha spiegato Betori - se un eventuale disegno di legge dovesse aprire a una eutanasia di fatto”. Da qui, il segretario della Cei ha avanzato una richiesta specifica ai legislatori: “La volontà del paziente non si può imporre al medico, pena il venir meno della sua stessa funzione. Eventuali disegni di legge dovrebbero essere ‘chiusi’ in questa direzione”. Su questi temi, ha voluto ricordare monsignor Betori, la Chiesa è oggi compatta, dalla Santa Sede alla Conferenza Episcopale: che siano coppie omo o eutanasia, è la loro istituzione di fatto a far paura. [...]
Il 12 Aprile 2007 alle 17:59 Su Bagnasco tutti d’accordo. Anarchici e graffitari in vena di pubblicità » Panorama.it – Italia ha scritto:
[...] Genova, Bologna, Milano, Torino, Napoli. Le scritte contro il presidente della Cei Angelo Bagnasco o quelle più genericamente blasfeme sui muri delle chiese stanno diventando un tormentone, come è successo in passato con Acquabomber, l’avvelenatore delle bottiglie di minerale. “È vero, il rischio è che si sia scatenato un fenomeno emulativo, dopo l’ampio risalto dato ai primi casi da giornali e tv” ammettono alla Digos di Genova, città dove sono state realizzate le prime scritte (Bagnasco è l’arcivescovo del capoluogo ligure). In effetti il fenomeno è rimasto circoscritto fino a quando la notizia non è stata ripresa dai media nazionali. E le indagini di questi giorni confermerebbero la mancanza di una regia unica negli attacchi a Bagnasco. Gli insulti o le minacce portano firme molto diverse: dalla A cerchiata degli anarchici, al linguaggio degli autonomi (”Bagnasco attento ancora fischia il vento”), alla blasfemia che non ha nulla di politico. “Al massimo evoca le sette sataniche” sottolineano in questura. Per quanto riguarda la ricerca dei graffitari, le telecamere cittadine non hanno ripreso nessun vandalo, ma anche se gli autori venissero scoperti le accuse sarebbero comunque lievi. Le più gravi: minacce e vilipendio della religione. [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.