- Tags: calcio, Filippo-Raciti, Manchester-Utd, Olimpico, Polizia, Roma, scontri, stadio, tifosi, ultrà , violenza
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A meno di 48 ore dall’approvazione “forzata” del decreto legge Amato proposto all’indomani della morte dell’ispettore di polizia Filippo Raciti a Catania e dalla nascita di un Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive, le tifoserie hanno dato un altro bello spettacolo di sé in occasione di Roma-Manchester. E oggi la stampa inglese (leggi il Guardian, The Independent, The Times) ha gioco facile nel parlare male di Roma, del calcio italiano, della polizia con la mano troppo pesante.
Il rischio scontri, d’altra parte, era stato preannunciato proprio dal quotidiano inglese The Times che aveva allertato i tifosi del Manchester sulla pericolosità dello stadio Olimpico e dei romanisti in vista della partita di andata di Champions League.
È bastato un incontro ravvicinato tra le tifoserie fuori dallo stadio e ben prima dell’inizio della partita per scatenare le solite scene di guerriglia proseguite sugli spalti dell’Olimpico dove la polizia ha caricato i supporter del Manchester United. Manganelli, fumogeni, seggiolini divelti, lanci di pietre. Risultato: 18 feriti, un hooligans grave per una coltellata alla gola. Sette in tutto le persone ferite da coltelli, che non avrebbero dovuto arrivare nelle vicinanze dello stadio. Come gli alcolici. Peccato che all’esterno dell’Olimpico sia stato trovato un tappeto di lattine di birra…
Qui il video degli scontri, postato su YouTube:
- Giovedì 5 Aprile 2007
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Commenti
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Il 5 Aprile 2007 alle 17:08 All’Olimpico, riecco le lame del Bisl. E gli inglesi invocano Blair » Panorama.it – Italia ha scritto:
[...] Bisl. Si chiama così il gruppo che durante le partite della Roma sfoggia lo striscione in curva Sud con il misterioso acronimo. Radio curva lo traduce così: “Basta infami solo lame”. E ieri sera contro i tifosi inglesi del Manchester Utd quei coltelli sono entrati in azione, alla faccia delle norme antiviolenza da stadio approvate dal Senato. Un giovane è finito in ospedale con una brutta ferita alla gola e altri colleghi di curva sono stati “tagliati” (il numero non è ancora chiaro). Sul loro sito, gli ultrà spiegano il Bisl-pensiero: “L’ultras nasce e muore clandestino, soprattutto non tradisce i suoi amici perchè il nemico numero uno resta chi lo vuole eliminare. Per il resto (scontri) non esistono regole. Non diremo mai il significato di B.I.S.L. anche se intuibile. Questa spiegazione è doverosa ma non ne seguiranno altre. Onore ai detenuti, ai diffidati, morte alle spie!”. Segue altro comunicato. “Bisl nasce come una provocazione verso tutto ciò di contraddittorio e falso che ci circonda. Il passo da acronimo ad una polivalente linea di pensiero è breve (…) agli infami il massimo disprezzo”. Ma, ieri, in curva, le manganellate della polizia hanno colpito soprattutto gli inglesi. Con relative e inevitabili polemiche su tv e giornali inglesi. Una vicenda che è già diventato un caso diplomatico: il Manchester vuole che a intervenire sia il primo ministro Tony Blair in persona, per accertare le responsabilità dirette delle forze dell’ordine in Italia, difese sia dal neopresidente della Figc Giancarlo Aberte sia dal prefetto della capitale Achille Serra. Lo stato d’animo di un paese intero al di là della sconfitta subita dai red davils per 2-1 è ben espresso dal Sun, che titola “Battle of Rome” e rincara con “United fans battered by Italian cops”, pubblicando una gallery fotografica degli scontri. Scontri che non mancarono anche in due altri precedenti per i tifosi inglesi in trasferta all’Olimpico. Nell’ottobre 1997 un tifoso d’Oltremanica viene accoltellato prima della partita della sua nazionale contro l’Italia e gli incidenti causano una polemica politica: il governo inglese critica la polizia italiana. Tre anni dopo, il 18 ottobre 2000, altri due tifosi inglesi vengono accoltellati nei pressi dello stadio, prima della sfida Lazio-Arsenal. Leggi anche l’inchiesta su curve e ultrà . Questo il video degli scontri, postato su YouTube: [...]
Il 6 Aprile 2007 alle 13:34 Stadi e violenza: steward, quegli sconosciuti » Panorama.it – Italia ha scritto:
[...] Mercoledì sera allo stadio Olimpico di Roma, durante gli scontri tra tifosi della Roma e quelli Manchester United prima e tra supporters inglesi e forze dell’ordine poi, dove erano gli steward? Le pettorine arancioni, mentre infuriavano gli scontri, sono scomparse dagli spalti. Forse perché la legge Amato-Melandri, appena approvata, gli dà pochissimi poteri. Gli steward sono inquadrati come persone “incaricate di pubblico servizio” e quindi insultarli o picchiarli è un reato più grave rispetto a una rissa con un normale cittadino, ma la loro tutela da parte della legge è solo passiva: se prendono un pugno non possono effettuare alcun fermo di polizia, ma devono segnalare l’accaduto alle forze dell’ordine. Il che li rende particolarmente innocui. E allora? Bisogna arrendersi? Nelle prossime settimane un decreto ministeriale dovrebbe recepire la normativa europea in materia e delineare meglio questa figura. Intanto il problema è che in Italia quella di assistente allo stadio è una professione improvvisata. “Io sono disoccupato” spiega Mario, che la domenica lavora allo stadio Luigi Ferraris di Genova. La paga? “Dieci euro e la possibilità di sbirciare la partita”. E la formazione? Per ora i corsi riguardano solo i coordinatori.Peccato che dovranno guidare persone senza esperienza. “Tra di noi c’è di tutto, pensionati, studenti, disoccupati, gente che utilizza questo lavoro per vedere la partita e socializzare. Qualcuno si porta da leggere per non annoiarsi”. Nella capitale la situazione è, se possibile, peggiore (qui invece la situazione di tutti gli stadi italiani). Tra i 650 steward “ufficiali” della Roma calcio, inquadrati come “collaboratori occasionali”, a quanto risulta a Panorama.it, sono pagati solo quelli impegnati agli ingressi. E lo “stipendio” non è di quelli che cambia la vita: 35 euro netti a gara in ritenuta d’acconto per i coordinatori, che sono una quarantina circa, 20 agli altri. La Lazio punta sul volontariato e i cento steward che vengono pagati incassano 15 euro netti a partita. Si capisce perché preferiscano evitare le risse. [...]
Il 12 Novembre 2007 alle 10:20 Muore un tifoso laziale, la polizia e il calcio nella bufera » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Il campionato di calcio è già finito? Forse no, ma certamente la morte del tifoso laziale Gabriele Sandri riaccende la polemica sul tifo violento e sulle forze dell’ordine. [...]
Il 31 Marzo 2008 alle 9:46 Ancora sangue sul calcio. Ennesima riunione straordinaria al Viminale » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Le trasferte dei tifosi e l’arrivo dei supporter del Manchester United a Roma (che l’anno scorso aveva dato più di un problema di ordine pubblico): sono i due argomenti di cui si parlerà nella riunione straordinaria dell’Osservatorio sulle manifestazioni sportive in programma questa mattina, convocata dopo la morte di Matteo Bagnaresi, l’ultrà del Parma investito e ucciso in un’area di servizio da un pullman di tifosi juventini. La decisione di convocare l’Osservatorio è stata presa ieri pomeriggio proprio per fare il punto sui rischi connessi alla movimentazione dei tifosi in trasferta e valutare eventuali provvedimenti. Nel corso dell’incontro si parlerà anche di Roma-Manchester in programma domani all’Olimpico che suscita preoccupazioni tra i responsabili delle forze dell’ordine. Nei giorni scorsi c’è già stata una riunione operativa per definire i servizi legati all’ordine pubblico in vista dell’arrivo di migliaia di tifosi inglesi a Roma. Alla riunione straordinaria, il capo della polizia Antonio Manganelli proporrà una “carta del tifoso” negli stadi per ridurre la violenza tra tifosi. Il progetto è stato anticipato in un’intervista al Corriere della Sera, durante la quale Manganelli ha definito un “tragico incidente” la morte di Matteo Bagnaresi, investito e ucciso dal pullman di tifosi bianconeri in un’area di servizio della A21 nell’Astigiano. Ma “ogni particolare” sarà verificato. “Il cammino è ancora lungo” sottolinea Manganelli “è la cultura del tifoso che deve cambiare”. Il capo della polizia pensa ad “una sorta di carta-bancomat con la quale il sostenitore si qualifica con nome, cognome e squadra per cui fa il tifo, acquista i biglietti e accetta di farsi riconoscere. In questo modo si crea un meccanismo di “fidelizzazione” e affidabilità grazie al quale quel tifoso, ad esempio, potrà assistere alle partite in trasferta che l’Osservatorio dovesse vietare ai tifosi ospiti”. Su quello che Manganelli ha definito un tragico incidente sono in corso accertamenti e perizie: al momento è ancora difficile stabilire la dinamica dell’accaduto in quanto le prime voci giunte dall’autogrill sarebbero contrastanti. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, all’area di servizio si sarebbero incrociati un pullman di tifosi del Parma e un pulmino a 9 posti che trasportava a Torino alcuni supporters bianconeri: secondo alcuni “testimoni” il furgone con i tifosi juventini sarebbe stato aggredito, mentre altri presenti sosterrebbero la tesi che sarebbero stati i bianconeri a provocare i parmigiani mentre stavano pranzando. Accaduto tra le 12,30 e le 13, l’episodio è arrivato subito alle orecchie dei dirigenti di Juventus e Parma che di comune accordo hanno deciso l’annullamento della gara e il conseguente spostamento. Decisione che non ha trovato l’unanimità di tutti i tifosi presenti allo Stadio Olimpico. I tifosi del Parma non sono neppure arrivati a Torino e appresa la notizia hanno deciso di fare marcia indietro. Di fatto, ancora una volta quella tra Juventus e Parma verrà ricordata come una partita “maledetta”. Già all’andata la sfida tra fu funestata dalla scomparsa di un altro giovane tifoso, il laziale Gabriele Sandri, ucciso in un autogrill con un colpo di pistola sparato da un poliziotto per cercare di sedare una rissa tra sostenitori della Lazio e della Juventus. n [...]
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