
Emergenza criminalità straniera? Sarà, ma la cronaca recente riserva qualche sorpresa. A rapire Barbara Vergani è stata una banda raffazzonata di compaesani, neanche giovanissimi. A sceglierla come obiettivo, un ex dipendente del padre Carlo: Virgilio Giromini aveva scelto la vittima e aveva arruolato come carcerieri l’anziana baby sitter dei suoi figli, Alessandra Cerri, e un conoscente di lei, Giuseppe Lettini, muratore di Borgomanero. La villa dell’imprenditore edile a cui volevano estorcere denaro sequestrando Barbara, era appena poche vigne più in là da Ghemme terra di Nebbiolo, dove abitavano i sequestratori.
La strage di Erba (qui una rassegna di video), in cui morirono il piccolo Youssef, la sua mamma, la nonna e una vicina, ha fatto correre fiumi di inchiostro sui vicini di casa assassini, Olindo Romano e Rosa Bazzi. Ma prima che la giustizia illuminasse davvero la scena del delitto, era stato sin troppo facile puntare il dito contro l’unico componente della famiglia non ucciso la notte dell’11 dicembre 2006: Azouz il tunisino.
I due recenti sequestri di persona finiti peggio, quello del piccolo Tommaso Onofri e quello del banchiere Gianmario Roveraro, sono stati messi a segno da italianissimi balordi: Mario Alessi e soci che conoscevano il papà di Tommaso per aver lavorato nella casa della famiglia Onofri a Casalbaroncolo, e Filippo Botteri, consulente finanziario che in passato era stato in affari con quella che sarebbe diventata la sua vittima.
Per non parlare del massacro della famiglia Cottarelli, a Brescia: madre e figlio di 17 anni seviziati prima di essere uccisi assieme al padre. S’era subito definita una mattanza compiuta da una banda venuta dai paesi dell’Est. E invece era Cosa Nostra, in tutti i sensi. Una strage commissionata dalla mafia trapanese non contenta di come Cottarelli aveva svolto il suo ruolo in una truffa ai danni dello Stato pensata dai boss.
Forse, mentre molti parlano di ronde, immigrati pericolosi, insicurezza dovuta agli stranieri, ancora una volta siamo costretti a confrontarci con il mostro della porta accanto. A Barbara Vergani, alla fine, è andata bene. Ma forse vale la pena di ricordare la saggezza popolare. “Dagli amici mi guardi Dio, che dai nemici mi guardo io”.
- Giovedì 5 Aprile 2007
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