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- “Basta: fuori i bulli dalle scuole unitamente ai rispettivi genitori. Uniamoci e scendiamo a Roma, dal ministro, a fare sentire le nostre voci. Proviamoci”.
- “Spendiamo tanto tempo a parlare parlare parlare senza mai arrivare a una conclusione”.
- “Se questa è la scuola allora è meglio rimanersene a casa”
- “Volete uscire da sto schifo? Fate un po di sacrifici e frequentate scuole private, serie naturalmente…”
Sono indignati, scioccati ed esasperati. Sono i ragazzi che si sfogano su uno dei più frequentati siti per studenti. La loro voce non si alza direttamente per l’ultimo e tragico di un’infinita serie di casi di bullismo (termine quanto mai generico e vago): il suicidio del sedicenne di Torino a cui i compagni “imputavano” di essere gay.
Di fatto, nonostante il minsitro dell’istruzione Fioroni dica che “davanti a otto milioni di studenti e un milione di docenti che ogni giorno frequentano le lezioni con successo, gli episodi di violenza e intolleranza (contro i quali è stato istituito un numero verde, attivissimo, ndr) sono isolati”, l’impressione è che questi casi isolati siano sempre più numerosi. Mantenendo fede alla loro dichiarazione d’intenti, i curatori di Scuolazoo, postano a getto continuo sul loro blog video provenienti da tutta Italia e che vedono protagonisti studenti e insegnanti. E spesso il copione “recitato” nei clip non è dei più edificanti.
C’è la “povera” insegnante a cui uno “studente-presentatore”, in un crescendo di stupidità e volgarità, chiede se ha un fidanzato, se ha già fatto sesso con lui, se è parente di Cicciolina, se le piacciono certe pratiche sessuali, quanto guadagna e se non guadagnerebbe di più facendo la puttana. C’è il professore che alza le mani, si arrende e abbandona: a lui una studentessa blocca persino la maniglia per uscire dalla classe. “Non avete più limiti, allora io me ne vado” risponde sconsolato il docente “io domani non vengo!”. E ancora, ecco un altro video in cui si vede un ragazzo entrare in classe con lo scooter e sgommare tra i banchi; un altro in cui “in un liceo di Milano già alla seconda ora… si beve per dimenticare!”.
Di fronte a situazioni di questo tipo, a così tante testimonianze e prove di violenza idiota, i ragazzi si chiedono da che parte stare, e “se non abbia fatto bene l’Inghilterra a dare ai professori dei poteri speciali che consentono di far fronte a bullismo e cyber-bullismo dando loro la facoltà, ad esempio, di usare la forza, sequestrare cellulari ed I-pod”.
Perché loro, i protagonisti di questa scuola allo sbando, un’idea per tornare alla normalità ce l’hanno: chiedere più controllo da parte dei genitori. Lo dichiano chiaramente (si fa per dire) alla loro maniera: “qst fenomeno del bullismo e del cyber-bullismo è dettato dal fatto che i genitori (ke tralaltro molti genitori di tnt studenti sn dei T.D.C. cm i loro “angeli”) se ne fregano d qll ke fanno i figli e ke li lasciano fare tt qll ke ne han voglia….e poi qnd fa qlcs, subito a dfenderlo. Inoltre tt accusano la scuola e il suo sistema utilizzandolo cm capro espiatorio del disagio che s’è creato… ma se i genitori nn iniziano a dialogare e a “PUNIRE” i loro “pargoli” qnd serve….. beh, stiamo sicuri che la situazione nn migliorerà d tnt…anzi…peggiorerà ancora d +”
- Venerdì 6 Aprile 2007
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Il 6 Aprile 2007 alle 18:28 Scuola choc? Perché i bulli non sanno litigare » Panorama.it – Italia ha scritto:
[...] Leggi anche: I VIDEO che fanno discutere. Il NUMERO VERDE di Fioroni. I COMMENTI dei ragazzi. Il nostro FORUM [...]
Il 21 Settembre 2007 alle 16:28 Bambini e cellulare, un idillio. Con il placet di mamma e papà » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Ma anche la modalità degli “squillini” utilizzati dal 50% per farsi richiamare quando a corto di credito e dal 21,3%, più romanticamente, per dire “Ti sto pensando” senza bruciarsi la scheda prepagata. Tra i ragazzi, però, imperversa l’effetto You Tube: quasi la metà di loro (48%) pensa non ci sia nulla di male nel fotografare o filmare con il cellulare una persona senza chiederle il permesso. Probabilmente con la riapertura delle scuole dovremmo attenderci un’altra ondata di filmini più o meno osé girati in classe. Figli pronti a rispondere alle telefonate di mamme ansiose e utilizzatori modello delle nuove tecnologie di comunicazione, quindi? Sì, ma c’è anche il rovescio della medaglia, come spiega Antonio Longo, presidente del Movimento Difesa del Cittadino: “Il quadro che emerge dall’indagine da una parte ci tranquillizza sull’uso che i nostri ragazzi fanno del cellulare, dall’altra evidenzia una sempre più crescente solitudine dei bambini, che vengono dotati di cellulare senza che si guardi all’uso che ne fanno. Dobbiamo recuperare la dimensione della presenza fisica dei genitori, dei nonni, dei fratelli, senza demonizzare le nuove tecnologie ma senza usarle come babysitter”. [...]
Il 2 Marzo 2010 alle 14:51 uniromatv ha scritto:
Al seguente link potete vedere il servizio realizzato da UniromaTV dal titolo “La Scuola per la vita” http://www.uniroma.tv/?id_vide.....o=15088
Ufficio Stampa di Uniroma.TV
info@uniroma.tv
http://www.uniroma.tv
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