- Tags: Alan-Johnson, alunni, aula, bullismo, cellulari, clip, Giuseppe-Fioroni, ministro, professori, Ragazzi, scuola, sesso, video, Youtube
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“Crudele e implacabile”. Oggetto: il cyberbullismo, cioè la diffusione via Internet di clip girati a scuola che hanno per tema la violenza (per una definizione di bullismo, leggi qui) di uno o più studenti nei confronti del più debole della classe. A sostenerlo il segretario inglese all’Educazione Alan Johnson (il ministro dell’istruzione del governo Blair). Motivazione? Con Internet a immortalare le proprie gesta, il bullo si sente più forte anche fuori dalle aule scolastiche. Senza contare che, continua il ministro inglese: “l’esposizione pubblica che si fa delle umiliazioni che anche gli insegnanti sono costretti a subire ha già indotto alcuni a pensare di abbandonare l’insegnamento” (secondo una rilevazione diffusa nei mesi scorsi, circa il 17% degli insegnanti britannici ha subito episodi di bullismo via email, testi o usi malevoli del web o su chatroom di Internet).
Così, dopo aver dato più poteri agli insegnanti (tra i quali: l’uso moderato della forza o la possibilità di sequestrare i cellulari usati indebitamente), il ministro Johnson si è deciso a chiedere agli operatori dei siti di fare di più per rimuovere video creati dagli alunni, che umiliano o sbeffeggiano personale degli istituti: “Stiamo parlando di grosse aziende. Hanno una responsabilità sociale e l’obbligo morale di agire”. D’altronde “senza la prospettiva della diffusione online” osserva il ministro “simili sinistre iniziative diventano automaticamente molto meno attraenti”.
Un fenomeno in ascesa, quello della diffusione di video scioccanti girati tra i banchi delle aule. E non solo in Italia, quindi. E le vittime possono essere indifferentemente di qua o di là della cattedra. Nessuna citazione precisa, ma è abbastanza chiaro che il riferimento di Alan Johnson va a YouTube, il sito di video su cui, tanti (troppi) filmati di “ordinaria” violenza scolastica sono stati registrati e diffusi, diventando di pubblico dominio e rischiando ogni giorno l’effetto emulazione. O ancora, il sito ratemyteachers.com, che pur non mostrando immagini di violenza, invita i ragazzi a ribaltare completamente i ruoli, giudicando - con tanto di voti - tutti i professori delle scuole del mondo anglosassone (Usa, GB, Eire, Australia…).
Certo, dice il ministro britannico, la Rete non può diventare il capro espiatorio di una realtà dalla complesse ragioni sociologiche: “Internet è comunque uno strumento positivo per l’educazione”. Ma è anche vero che esiste una sorta di rovescio, amaro, della medaglia. La stessa opinione che, in Italia, hanno in molti. A partire dagli psicopedagosisti, fino ad arrivare al ministro dell’Istruzione Giuseppe Fioroni, che di fronte proliferare del bullismo e della sua resa per immagine ha, nei giorni scorsi, inviato un “decalogo” con il tentativo di arginare il fenomeno dell’uso improprio dei telefonini a scuola.
Regole che per ora non sembrano aver sortito un grande effetto. Forse perché calate (imposte) dall’alto e quindi considerate dai ragazzi lontane dal proprio mondo? E allora potrebbe far proseliti l’idea dei ragazzi della I° E del Liceo Classico Statale “Pinio Seniore” (di Castellammare di Stabia - NA): postare su YouTube un video diverso, dal titolo significativo e pieno di speranza: “Sconfiggere il bullismo non è un sogno”. Eccolo:
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- Martedì 10 Aprile 2007
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Commenti
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Il 10 Aprile 2007 alle 21:13 bdb ha scritto:
Posso farvi notare che un titolo in cui si legge ‘il bullo va forte’ e’ quantomeno poco adatto visto l’argomento e vista la tendenza di questi soggetti a sentirsi elogiati dalle notizie che riguardano tali bravate? Sarebbe bastato un piu’ semplice e adatto ‘il bullismo fa tendenza’ o persino piu’ mitigato nei toni.
Il 11 Aprile 2007 alle 14:41 { capemaster } » blog » Analogie? ha scritto:
[...] Noto una strana analogia tra l’instaurazione del codice dei blogger (se ne parla qui qui qui qui qui e qui) e la voglia di dare una regolata a internet e telefonini. [...]
Il 16 Aprile 2007 alle 16:10 Metello, ecco chi è cosa pensa l’ideatore del portale di video choc sulla scuola » Panorama.it – Italia ha scritto:
[...] Loro sono piccoli ma… non si vergognano. “Vergognarsi? E di che? Per aver mostrato come stanno le cose nella scuola italiana?” Reagisce tra il divertito e il piccato, Federico Bolondi, trentaquatrenne milanese (già fondatore di Gsmbox), a capo di Metello.com (”nome derivato dalla crasi di due termini inglesi Meet e Hello” dice Bolondi), la prima video community italiana, nata nel dicembre 2006, con l’obiettivo di diventare lo YouTube de noantri, cioè uno spazio di video sharing dove ognuno può (gratuitamente) inserire, guardare, commentare e scambiare clip d’ogni genere. Anche quelli provenienti dalla scuola, da qualche tempo nell’occhio del ciclone delle polemiche e per i contenuti (sempre più spinti) e per il contesto. “Sono polemiche pretestuose e superficiali. Uno perché noi siamo una piccola società (Metello è un prodotto di Nexdea Srl, ndr) che non alcuna responsabilità (giuridica e morale) rispetto ai contenuti che vengono immessi in rete, tramite il nostro spazio web; due perché il nostro obiettivo non è quello di denunciare in che condizioni versa la scuola italiana, ma offrire una cassa di risonanza a chi voglia fare questa denuncia. Più o meno lo stesso principio di YouTube, ma in piccolo, circoscritto all’Italia: viviamo solo di pubblicità ”. Sono in molti a sostenere che la colpa del proliferare del cyberbullismo è da attribuire a siti come questi. Non ultimo il ministro dell’Istruzione inglese Alan Johnson. Motivo: con Internet a immortalare le proprie gesta, il bullo si sente più forte anche fuori dalle aule scolastiche… Io direi che se vanno attribuite delle colpe, queste sono della tv. Che prende un video e lo spara a milioni di utenti passivi. Magari nei Tg dell’ora di cena come è successo proprio con un video postato su Metello, (ripreso da Scuolazoo.com e rivenduto da Studio Aperto come esclusivo, ndr) in cui una studentessa, presumibilmente minorenne, mostra il seno e invita i compagni a palpeggiarla. Su Metello invece i video sono nascosti: bisogna andarseli a cercare. E poi sono soggetti al parere e al giudizio di chi guarda. E quando sono “offensivi”, non esitiamo a toglierli. È successo? Sì: un professore (che veniva ripreso mentre maltrattava un alunno) ci ha scritto chiedendo di togliere il clip per rispetto alla sua privacy. E noi l’abbiamo fatto. Certo, sul nostro sito continuano a rimanere video dai contenuti forti, ma questo immettono i ragazzi: se non si vergognano loro, perché dovremmo farlo noi. I ragazzi, dunque: con un videofonino in mano sono più audaci e disinibiti: quanti utenti vengono su Metello? E non rischiate di aumentarne l’eccitabilità e la voglia di protagonismo? No: siamo appena nati: abbiamo toccato i 50mila utenti da poco. E poi il desiderio degli adolescenti di oggi è di finire in tv, magari protagonisti di un video “spinto” girato in classe, ripreso da noi e rilanciato dai tg. È lì che si creano miti e mostri. Non è stoppando Metello che si arginano certi atteggiamenti (per la precisione, va detto che certe scene riprese e pubblicate ritraggono ragazzi che “giocano” durante il cambio dell’ora o nei corridoi). E sono, più o meno, gli stessi atteggiamenti di qualche anno fa: la scuola e la società non sono cambiate, né in bene né in male negli ultimi 20 anni. Chi non ha mai fatto goliardate e scherzi a compagni e professori?! Ricordo amici dell’Università di Pavia che scaricarono un carro di letame davanti al rettorato… Se qualcuno li avesse ripresi e poi messi in rete, sarebbero diventati degli eroi. La differenza la fa la tecnologia? Esatto. E meno male che c’è: merito ai videofonini che mostrano come gira il mondo dei ragazzi. Altrimenti quando mai avremmo scoperto cosa succede nelle scuole d’Italia. In tv arrivano solo le polemiche, si fanno parlare gli esperti, si dà voce ai vari politici: non c’è un programma che abbia come protagonisti gli studenti. Ma in molti (compreso il ministro dell’Istruzione Fioroni) dicono che la scuola vista dai videofonini non è quella vera. Che bullismo e immagini hard sono una parte marginale dell’istituzione… Può essere, ma da quello che vediamo da qui, dal nostro spazio di osservazione, una cosa va detta: che non c’è più autorità da parte dei professori e non c’è mai stata autorevolezza dei parte dei genitori. Un buon punto d’osservazione il vostro… Già e spero che cresca. Il sogno è di creare presto una tv line con contenuti diversi, più audaci rispetto alla produzione tradizionale. Vogliamo diventare il palcoscenico di tutti i produttori indipendenti e nuovi. [...]
Il 15 Marzo 2008 alle 13:56 lucapisano ha scritto:
Ho il piacere di segnalarVi un nuovo sito specializzato sul fenomeno del cyberbullismo: http://WWW.CYBERBULLISMO.COM.
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