Genova al voto: la Vincenzi sbaraglia a sinistra, ma Musso non molla

www.martavincenzi.it
Da tutti i sondaggi salta fuori un dato: la politica locale interessa assai di più di quella nazionale. Attenzione: non ci riferiamo alle intenzioni di voto. Qui il «sangue» continua a scorrere, come dimostra l’ultimo rilevamento di Ipr Marketing. Si parla invece dell’attenzione riservata ad un candidato sindaco rispetto a quella che circonda, per esempio, il partito democratico. O, per par condicio, la federazione delle libertà.
Ovviamente anche queste ultime sono questioni rilevanti perché ci riguarderanno (forse) alle prossime elezioni. Ma per ora incombono le amministrative. E dunque vediamo che cosa accade a Genova, principale città del Nord interessata alla consultazione, sia comunale sia provinciale.

Sulla carta per la poltrona di sindaco non dovrebbe esserci gara. La candidata del centrosinistra, Marta Vincenzi , distanzia nei sondaggi il rappresentante del centrodestra, Enrico Musso. Ma attenzione: mentre la coalizione unionista ha un gradimento del 55% contro il 45 della Cdl, la Vincenzi ottiene personalmente il 52% contro il 48%. Una marcia di avvicinamento, quella di Musso, che almeno per ora non sembra preludere ad un ribaltone.

Marta Vincenzi, 60 anni, è una navigatrice di lungo corso della politica, prima come deputata del Pci poi come europarlamentare Ds. Il che le ha permesso, alle primarie della sinistra, di distanziare sia l’imprenditore Stefano Zara sia l’intellettuale Edoardo Sanguineti. Musso è un docente universitario e manager, è sponsorizzato da Forza Italia, che anni fa, con Sandro Biasotti, era pure riuscita a conquistare la regione oggi in mano al ds Claudio Burlando.
Stessa situazione, ma a parti invertite, alle provinciali, dove il centrodestra candida Renata Olivieri, un’intera carriera come dirigente politica, e l’Unione Alessandro Repetto , della Margherita, presidente uscente. Alle politiche 2006 il centrosinistra ottenne nella provincia il 57,8 % dei voti, contro il 42,2 della Cdl. Ridurre questo distacco sarebbe già un buon risultato per l’opposizione, che a Genova, a differenza di Verona si presenta compatta con l’Udc.

Quali sono i problemi principali di Genova? Il proseguimento della riconversione del porto al turismo e ai servizi, ed i collegamenti con Milano ed il Nord Europa. Gli interessi economici e non sono cospicui. Per occuparsene, a quanto pare, si punta più sulle persone che non sui partiti. A differenza dell’altro capoluogo di regione interessato alle amministrative, Palermo. Dove prosegue il nostro viaggio.

Commenti

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Il 11 Aprile 2007 alle 11:01 ariellina ha scritto:

questo musso è davvero una persona in gamba,ho sentito persone di solito schierate a sinistra dirsi interessate al programma di questo giovane professore,ma la sinistra a genova è capillarmente ovunque quindi molto potente,la vincenzi una politica di lungo corso

Il 11 Maggio 2007 alle 15:28 Beppe Grillo, Genova e le elezioni: “I candidati come avatar che si agitano” » Panorama.it – Italia ha scritto:

[...] Pronto, Beppe Grillo? Sì? Sono un giornalista di Panorama.it Ci siamo già sentiti altre volte… Mi dica tutto. Ho visto che c’è una lista collegata al suo blog, il movimento Pigreco. Sì, sì prendono delle idee da lì… Lei ha già deciso per chi voterà alle elezioni amministrative nella sua città? Noooooo, io non me ne occupo! Lei vota? No no no no, io sono residente via… no no no. Ma è un’intervista? Non mi interessa proprio. Sono cose distanti per me queste. Mettiamola diversamente: se lei si dovesse candidare a sindaco avrebbe qualche idea per Genova? Non so di che cosa stia parlando. Non mi occupo di queste cose. So che ci sono delle persone che fanno finta di essere una diversa dall’altra e che propongono delle cose che non capisco e quindi io sto a guardare. Sono come su Second life e io osservo questi avatar che si agitano. Ma lei i programmi di questi avatar li ha visti? Ho sentito qualcosa. Ma non capisco: i programmi sono i cittadini che li devono fare. Al posto delle elezioni bisognerebbe fare un sorteggio tra chi vuole fare il sindaco o l’assessore e ha i requisiti: di età, di sesso, di cultura, di titolo di studio, di fedina penale. Per me questa sarebbe la soluzione. Finché non arriveremo a questo non cambierà nulla. La politica non la riguarderà, ma la città di Genova sì, perché ci vive. Giusto? Ma io non voglio fare un’intervista. Come posso fare. Poi su Genova. Mi tenga per la prossima volta. Qualsiasi cosa potrebbe essere usata contro di me… E di Pigreco conosce qualcuno? Conosco dei ragazzi che erano nel Meetup, gli amici di Grillo. Ragazzi che fanno questa esperienza nei Meetup e poi si buttano in politica. Va benissimo, se portano avanti le idee del blog, fanno benissimo. [...]

Il 11 Maggio 2007 alle 15:53 Family Day. Chi va, chi non va. Chi non sa con che famiglia andare » Panorama.it – Italia ha scritto:

[...] Partiamo dal centrodestra. Se i leader vanno in piazza San Giovanni, quale famiglia si portano dietro? La prima? La seconda? La terza? I figli e nipoti - si sarebbe detto una volta - “di quale letto”? Ovviamente storie e scelte individuali non significano che sia illegittimo o ipocrita chiedere politiche a sostegno della famiglia. Ma sarebbe un grande segno di buon senso che, salvo eccezioni, almeno i big si astenessero dallo sfilare. Altrettanta bizzarria dall’altra parte. In questo caso non personale, ma politica. Francesco Rutelli dichiara che “se non avesse responsabilità ministeriali” andrebbe al Family Day. Forse il leader della Margherita si riferisce al fatto di essere anche vicepremier, visto che un paio di ministri della sua area al Family Day hanno annunciato di andarci, Clemente Mastella e Beppe Fioroni. E quest’ultimo è oltretutto uomo di strettissima fiducia di Rutelli. Speculare l’opinione di Massimo D’Alema, anche lui “con responsabilità ministeriali e anche lui vicepremier”: “Non ci andrei in nessun caso, neppure se non fossi ministro”. Quanto al Coraggio laico, l’unica presenza ministeriale certa è quella di Emma Bonino (ministro del Commercio Internazionale). Barbara Pollastrini, ministra delle Pari opportunità, ha annunciato da tempo la sua scelta: “Sarò a Milano, ma vicina con lo spirito a piazza Navona”. Un po’ come vedere una partita in pay tv. Piero Fassino invece è impegnato a Genova per la campagna elettorale, e dunque niente Coraggio laico neppure per lui (sua moglie, Anna Serafini, ha espresso perplessità sulle coppie di fatto). Rosy Bindi, coautrice con Pollastrini della legge sui Dico, sembra prendere le distanze da se stessa: da giorni ripete ai quattro venti che alla prossima Conferenza nazionale della famiglia, organizzata a Firenze per il 24-26 maggio al fine di “elaborare nuove strategie economiche e di welfare” non saranno invitate le associazioni degli omosessuali. Motivo: “Si terrà conto della famiglia prevista dalla Costituzione”. Escluse anche le famiglie di fatto, anticostituzionali pure quelle. Domanda: ma allora perché la Bindi ha coprodotto la legge sui Dico? Non sarà che anche lei capisce che quella legge rischia di diventare (tanto per rimanere in tema) figlia di nessuno, e dunque cerca di lavarsene le mani? All’irrigidimento della Bindi corrisponde quello opposto del ministro rifondarolo della Solidarietà, Paolo Ferrero, il cui ministero doveva egualmente essere coinvolto nella Conferenza di Firenze: “Allora non ci vado neppure io”. Insomma, se la Cdl nasconde un bel po’ di code di paglia, nell’Unione accade il contrario: volano gli stracci. È con questi presupposti che nasce il Partito democratico? Forse urge un Dico. [...]

Il 14 Maggio 2007 alle 18:00 L’uomo dell’anno: un film americano per il futuro di Grillo? » Panorama.it – Cultura e società ha scritto:

[...] Alle elezioni amministrative di Genova di fine maggio corre anche la lista Pigreco, “movimento di partecipazione politica”, il cui candidato si chiama Michelangelo Trombetta. Anche se a suonarla (a ispirare idee, programma e proposte, s’intende) pare ci sia il blog di Beppe Grillo. Lui, interpellato da Panorama.it, boccia i vecchi partiti e auspica un nuovo modo di fare politica: più vicino ai cittadini e ai loro desideri di verità e certezze. Sembra di sentire Tom Dobbs, il protagonista dell’ultimo film di Barry Levinson (sceneggiatore in Good Morning, Vietnam; regista di Rain Man e Sleepers) L’uomo dell’anno (Usa 2006, titolo originale Man of the Year). Qui un comico, il magistrale Robin Williams, autore di una trasmissione satirica di successo, riceve e-mail esultanti quando “minaccia” una candidatura alla presidenza degli Stati Uniti (un po’ come i frequentatori del blog di Grillo). Decide allora di scendere in campo: si candida alle elezioni presidenziali degli Stati Uniti e partecipa alla gara attorniato da un entourage messo in piedi dal manager Jack Menken (Cristopher Walken). Grillo e Dobbs, a ben vedere, si assomigliano molto e non solo per la copertina che il Time ha loro dedicato (Grillo nel 2005 è stato indicato dal settimanale tra gli eroi europei): attaccano sia la destra che la sinistra, i poteri forti (senza andare troppo lontano nel tempo, tutti hanno ancora nelle orecchie le battute sferzanti del genovese all’assemblea Telecom), sono molto sensibili ai temi ambientali. Il film, secondo il classico schema a lieto fine, racconta di come Tom Dobbs riesca (anche se con il trucco) a vincere le elezioni e a prendere presidente. E Beppe Grillo? A quando la sua discesa in campo? n [...]

Il 25 Maggio 2007 alle 17:03 Amministrative: quando il gioco si fa duro, i politici cominciano a tremare » Panorama.it – Italia ha scritto:

[...] Di Genova è superfluo spiegare l’importanza, è la maggiore città in cui si vota. Da anni è una roccaforte della sinistra; una sua (improbabile) conquista da parte del centrodestra potrebbe mettere in crisi l’Unione. Il Piemonte è diventato strategico perché si vota in molte città (tra queste Alessandria, Asti, Cuneo, la provincia di Vercelli), ed il risultato potrebbe dire da che parte va una regione che era stata conquistata dalla sinistra nelle 2005 mentre alle politiche 2006 aveva prevalso il centrodestra. Se la Cdl vi si affermasse, tornerebbe ad estendere definitivamente la propria influenza sulle tre grandi regioni del Nord, oltre a minare in prospettiva sia la presidenza regionale di Mercedes Bresso, sia la posizione di Sergio Chiamparino quale sindaco ds di Torino. [...]

Il 9 Giugno 2007 alle 9:43 Ballottaggi: chi conquista Genova, vince la posta in gioco » Panorama.it – Italia ha scritto:

[...] Una provincia, importante, Genova. E sei comuni capoluogo: Parma, Lucca, Latina, Oristano, Piacenza, Pistoia, Matera, Taranto. E la posta in gioco, almeno a livello locale, dei ballottaggi per le amministrative di domenica 9 e lunedì 10. A Genova la giunta uscente è di centrosinistra e si ricandida il presidente Alessandro Repetto (Margherita), che al primo turno ha preso il 49,1%. Contro di lui Renata Olivieri, della Cdl, che parte dal 46,4. Match clou quello di Genova, ma impresa difficilissima quella della Olivieri che non pensava neppure di giungere al secondo turno. Ragion per cui sotto la Lanterna e in provincia si sono impegnati tutti i leader nazionali, con passerella finale di Silvio Berlusconi che ha deciso di infilarsi nella tana del lupo, cioè nel Ponente tradizionalmente rosso, e in particolare a Sestri, cittadella operaia. È evidente che qui a rischiare è soprattutto la sinistra: se perdesse Genova (dopo la vittoria risicata al comune) si aprirebbe l’ennesimo caso nazionale. Ma neppure il centrodestra può dormire sonni tranquilli. Parma, prima ex roccaforte rossa conquistata negli anni Novanta, era diventata il simbolo del buongoverno moderato sotto il sindaco Elvio Ubaldi. Terminati i suoi due mandati, partiti e assessori della Cdl si sono divisi tra varie liste civiche. Comunque il candidato di centrodestra Piero Vignali parte da un buon 45% contro il 37,6 dello sfidante Alfredo Peri. Lucca, invece, benché di tradizioni cattoliche e moderate, un mese fa veniva data quasi per persa dalla Cdl, sempre a causa delle divisioni interne, ma il suo condidato Mauro Favilla è giunto al 48,2 al primo turno contro il 42,7 di Andrea Tagliasacchi. A Latina Vincenzo Zaccheo (An) ha sfiorato la vittoria con il 49,5%. Non avercela fatta subito è un segnale delle faide interne al partito di Gianfranco Fini. Il suo sfidante Naurizio Mansutti (22,7%) non ha comunque chances. Ad Oristano governava il centrodestra, si è andati al ballottaggio con il candidato della Cdl (Angela Eugenia Nonnis) in vantaggio del 37,4% rispetto a Marino Marchi (30,5). Motivo, l’Udc ha corso da sola. [...]

Il 31 Agosto 2007 alle 17:53 Andata e Ritorno « Zero10 ha scritto:

[...] Venendo al nocciolo della questione, analizzando attentamente i contenuti e le parole, rileggendo più volte le dichiarazioni sui candidati condivisi e sulle divergenze d’opinione, tra primarie e candidati regionali del PD, nuove federazioni liberali pre-Partito delle Libertà  sembra proprio che a Genova si ricomincerà da dove eravamo rimasti.   [...]

Il 19 Maggio 2010 alle 8:27 E’ morto Edoardo Sanguineti. Cosa resta della sua eredità? - Libri - Panorama.it ha scritto:

[...] lo ricordano in cattedra nelle università di Torino, Salerno e Genova, senza parlare dell’impegno civico e politico, quasi sempre polemico e di [...]

Il 5 Ottobre 2010 alle 23:44 Una (lunga) storia di (dis)amore @ fiordisale ha scritto:

[...] Non posso sinceramente pensare di avere in casa uno che mi fa il preludio di campagna elettorale (un po’ tanto in anticipo, direi) e con un candidato PDL. Ma che cavolo gli hanno raccontato quei famosi 4 amici al [...]

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