Voto a Palermo, Cdl unita contro l’Orlando furioso (con i suoi)

www.leolucaorlando.it e www.diegocammarata.it. Immagine di sfondo: Xerones by Flickr
Per riconquistare Palermo (in Sicilia le amministrative si terranno il 13 e 14 maggio, due settimane prima che nel resto d’Italia) il centrosinistra rimette in pista una vecchia conoscenza: Leoluca Orlando. Fu il sindaco della cosiddetta «primavera antimafia» degli anni Novanta, quando in procura dominava Giancarlo Caselli. Il centrodestra schiera invece Diego Cammarata , sindaco uscente. I sondaggi non sembrano lasciare dubbi: Cammarata dovrebbe spuntarla, ma più che per il suo credito personale grazie alla forza dei partiti che lo sostengono. Il distacco tra le coalizioni è di dieci punti (55% Cdl, 45 Unione), quello tra i candidati di quattro (52% Cammarata, 48 Orlando).

Questo riguarda in particolare il centrodestra, deciso ad impegnarsi al massimo per la riconferma di Cammarata. Nell’Unione la candidatura di Orlando ha invece provocato polemiche a non finire. Ex dc, poi prodiano, nel 2001 fu sconfitto alle regionali da Totò Cuffaro della Cdl. Nel 2006, sempre per le regionali, cercò di sbarrare la strada a Rita Borsellino, candidata dall’Ulivo (e comunque sconfitta, sempre da Cuffaro). Stavolta, per correre per la poltrona di sindaco, si è invece scontrato con la Margherita, il partito che ha abbandonato a favore dell’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro, di cui è deputato. Non solo: al momento della costituzione del governo aveva inutilmente chiesto di diventare ministro per gli Italiani all’estero. Gli anni della «primavera» sembrano dunque lontani. La sinistra siciliana è divisa, così come divisioni e faide si sono succedute in Procura, nonostante i successi nella cattura dei mafiosi.

Dall’altra parte il centrodestra appare compatto: ma più per necessità che per convinzione. Tutto ruota intorno al rapporto Forza Italia-Udc: ma gli scontri a livello nazionale tra Silvio Berlusconi e Pier Ferdinando Casini in Sicilia si risolvono in un matrimonio d’interessi. L’Udc sostiene Forza Italia a Palermo e il partito del Cavaliere contraccambia alla regione. Per capire il perché basta pensare che la Sicilia costituisce il maggior serbatoio elettorale del partito di Casini, e gli Udc locali da sempre si muovono in totale autonomia.
Ed i problemi di Palermo? Per ora, da una parte e dall’altra, contano gli interessi politici e il peso dei partiti.

Commenti

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Il 11 Aprile 2007 alle 12:21 andybranca ha scritto:

Finchè i siciliani continuano ad appoggiare gli amici di Binnu non devono chiedere niente dallo Stato e non devono lamentarsi.

Il 11 Aprile 2007 alle 12:32 andybranca ha scritto:

Errata corrige:

…allo Stato…

sorry for the mistake

Il 11 Aprile 2007 alle 17:03 fablen ha scritto:

Non è vero che “i sondaggi non sembrano lasciare dubbi”. Cliccando sul link “sondaggi” si può leggere che in due rilevazioni su tre (Swg e Ispo) è Orlando in testa alle intenzioni di voto dei palermitani: 35 a 21 per l’Swg, 58 a 42 per l’Ispo. Solo nel terzo sondaggio, effettuato dalla Ekma di Luigi Crespi, è in vantaggio il candidato del centrodestra: 52 a 48.

Il 11 Aprile 2007 alle 17:28 aladino61 ha scritto:

Prima di pensare come cambiare il mondo,pensiamo come cambiare noi, con i nostri comportamenti accomodanti.
I politici con i loro partiti pensano a spartirsi la torta fatta di indennita’ e pensioni d’oro; a noi le briciole e le pensioni sempre piu’ misere.Punire chi compie il salto della quaglia.

Il 13 Aprile 2007 alle 0:42 Leoluca Orlando ha scritto:

Non nascondo la mia amarezza per l’approssimazione di questo articolo… che si esprimano giudizi e opinioni anche critici rientra nella ovvia libertà di opinione e di giudizio ma che si scrivano cose tanto fasulle come quelle contenute in questo articolo è veramente segno di scarsa attenzione o di scarsa informazione.
Tralascio ogni commento sui commenti personali dell’autore e sulla sua interpretazione dei sondaggi (già per altro stigmatizzate da altro commento). Mi limito a chiedere quando io avrei “cercato di sbarrare la strada a Rita Borsellino”, considerato che proprio il sostegno dato alla sua candidatura è stato il motivo della mia uscita dal partito della Margherita…
Se è vero che all’epoca delle regionali del 2006 ho avuto posizioni diverse dalla dirigenza della Margherita circa la candidatura della Borsellino, non vedo proprio dove sarebbe avvenuto il mio contrasto con la Margherita in occasione delle comunali, visto che proprio la Margherita era fra i partiti che ufficialmente sostenevano la mia candidatura già dalle primarie….

Insomma, massimo rispetto per le opinioni dell’autore, purché questi non inventi fatti che nulla a che vedere con la realtà.
Buon lavoro

Leoluca Orlando

Il 17 Aprile 2007 alle 11:50 Renzo Rosati ha scritto:

Rispondo, scusandomi per il ritardo, a Leoluca Orlando.

Il quale peraltro si risponde da solo: nega contrasti con la Margherita dopo aver confermato di esserne uscito, e clamorosamente, nel 2006,per dissensi sulla candidatura di Rita Borsellino. Per l’esattezza fu Francesco Rutelli ad annunciargli per lettera “l’interruzione del rapporto di fiducia”. Di conseguenza Leoluca Orlando uscì dalla direzione del partito, e successivamente dal partito spesso. Il sostegno della Margherita alla sua attuale candidatura a sindaco va dunque, appunto, considerato come di coalizione ma non personale.
Quanto ai rapporti con Rita Borsellino, è vero che la sostenne alle Regionali 2006. Ma è altrettanto vero che questo sostegno fu sempre visto con molta cautela dalla candidata, la quale subito dopo le primarie prese le distanze dall’ala dura dei suoi supporter capeggiata da Orlando. «Tutto si può dire meno che io sia una giustizialista» dichiarò ricordando il famoso articolo di Leonardo Sciascia sui “professionisti dell’Antimafia”, e l’amicizia tra lo scrittore e suo marito, Paolo Borsellino.

Ad andybranca vorrei dire che non trovo giusto il suo commento. La gran parte dei siciliani merita un governo che risolva i molti problemi della regione. Che li risolva, in questo ha ragione, cercando di gravare di meno sullo Stato.

A tutti, agli elettori ed a Leoluca Orlando, ricambio gli auguri di buon lavoro.

Il 23 Aprile 2007 alle 14:35 Amministrative 2007: dodici milioni al voto. Ecco i principali duelli » Panorama.it – Italia ha scritto:

[...] Primo turno al 27 e 28 maggio (con eccezione della Sicilia, dove le amministrative si terranno il 13 e 14 maggio, due settimane prima che nel resto d’Italia), eventuali ballottaggi il 10-11 giugno: queste le date delle prossime amministrative fissate dal governo: piuttosto avanti, piuttosto verso l’estate, nella speranza che il tempo possa ribaltare i sondaggi che attualmente vedono avanti il Polo in parecchi comuni. Sono chiamati al voto circa 12 milioni di cittadini, per il rinnovo di 29 consigli comunali capoluoghi e 8 province (qui l’elenco completo). Tra questi spiccano: Palermo, Genova, Gorizia, Verona, Reggio Calabria, Vicenza (provincia), La Spezia, Taranto. [...]

Il 8 Maggio 2007 alle 12:49 Speciale amministrative: tutto quello che serve sapere » Panorama.it – Italia ha scritto:

[...] Parte dalla Sicilia, domenica 13 maggio e lunedì 14 maggio 2007 (ballottaggi domenica 27 maggio e lunedì 28 maggio 2007), la tornata elettorale delle amministrative 2007. Che interessa circa 12 milioni di cittadini. Il resto del Paese (ad esclusione della Val d’Aosta che voterà il 20 maggio 2007) va alle urne domenica 27 e lunedì 28 maggio 2007 (eventuali ballottaggi il 10-11 giugno). Si vota per rinnovare 958 consigli comunali, di cui 29 capoluoghi, e 8 amministrazioni provinciali (qui l’elenco completo in .pdf). Tra i principali consigli comunali (scheda azzurra) spiccano: Palermo, Como, Cuneo, Genova, Lecce, Agrigento, Lucca, Matera Gorizia, Piacenza, Parma, Verona, Reggio Calabria, La Spezia, Civitavecchia, Taranto. Le province (scheda gialla) sono: Ragusa, Vercelli, Como, Varese, Vicenza, Genova, La Spezia e Ancona. Per esprimere il proprio voto (qui la guida del Viminale), ogni cittadino deve presentarsi presso la propria sezione elettorale, esibendo la tessera elettorale e un documento di riconoscimento valido (patente, passaporto, libretto di pensione, tessera di riconoscimento rilasciata da un ordine professionale). LEGGI ANCHE: i principali duelli: a Palermo l’Orlando furioso, a Genova, Vincenzi e Musso, a Gorizia e Verona il diavolo e l’acqua santa, a Verona, prove generali di Polo unito, a Civitavecchia, il porto e il fantasma dell’opera, a Taranto il ciclone Cito e ad Ancona, comunque vada sarà femmina. [...]

Il 11 Maggio 2007 alle 14:02 Sicilia al voto: urne in 156 Comuni con oltre 18 mila candidati » Panorama.it – Italia ha scritto:

[...] In attesa che arrivi il 27 maggio, occhi puntati, con curiosità e una certa attenzione, sul voto in Sicilia, Regione a Statuto speciale, dove le urne si aprono a partire da questo week end, domenica 13 e lunedì 14 maggio. Curiosità e attenzione non solo perché in programma c’è la grande disfida di Palermo: tra l’uscente sindaco Diego Cammarata e il redivivo Leoluca Orlando (furioso con gli alleati). Ma anche perché l’isola siciliana è da sempre considerata territorio politico di grandi mutamenti e di spregiudicate prove di laboratorio. Come quella che, per singolari alchimie, ha portato l’Udeur e i Ds di Agrigento ad allearsi contro il resto dell’Unione a sostegno dell’ex segretario provinciale dell’Udc, la Quercia di Cefalù ad unirsi al partito di Casini e la prima apparizione della sinistra mussiana fuoriuscita dai Ds che corre apparentata a Prc-Verdi-Pdci alla provincia di Ragusa. Questioni locali? Non proprio: con il proliferare di cantieri aperti in entrambi gli angoli di destra e sinistra della politica italiana, l’orientamento dei 2 milioni e 200 mila elettori (la metà del corpo elettorale siciliano) non è un dato da sottovalutare. Per capire cosa potrebbe accadere due settimane dopo nel resto d’Italia. Sono 156 i Comuni della Sicilia (di cui 35 con più di diecimila abitanti) chiamati al voto. Le amministrative riguardano anche la Provincia di Ragusa e sedici consigli circoscrizionali. I capoluoghi in cui si vota per il sindaco sono tre: Palermo, Agrigento e Trapani. [...]

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