
“Mai lasciare i minori soli con Internet. È proprio quello che i pedofili si aspettano e cercano”. Accorato, ma senza andare sopra le righe: ecco l’appello della polizia delle Comunicazioni lanciato in occasione della presentazione a Roma di “Missione Internet sicuro” (qui il documento .pdf: 4,98 Mb, il progetto didattico di Unicef Italia e di Microsoft per la sicurezza online (qui in .pdf i consigli per i genitori: 403 KB)
L’appello se a prima vista può sembrare ovvio, è invece molto importante e legato all’attualità quotidiana, se si pensa che, secondo i dati raccolti dalla polizia delle Comunicazioni, l’11% dei bambini italiani che frequenta le chat line sulla Rete ha avuto un contatto diretto con un pedofilo, ma il 75% di questi non ne parla con i propri genitori per vergogna, incoscienza, ma anche perché sicuro che la famiglia “non avrebbe capito”.
Il tema delle insidie della Rete per i minori non è certo nuovo, ma a un sempre maggiore utilizzo del web da parte dei bambini (il 79% dei minori utilizza Internet, secondo lo studio della Polizia, effettuato su un campione di più di 50.000 bambini delle scuole italiane e solo il 23% naviga accompagnato, mentre il restante 77% viene seguito “qualche volta”) non sembra corrispondere ancora una consapevolezza e un’educazione efficace dei genitori, che troppo spesso manifestano “totale disinteresse” nei confronti del tema, dice Marco Valerio Cervellini, responsabile dei progetti per la navigazione sicura dei minori su Internet della Polizia delle comunicazioni.
“Non vogliamo demonizzare Internet, che consideriamo uno strumento importante per la crescita dei bambini, ma vogliamo sottolineare come troppo spesso venga a mancare la figura genitoriale nel momento in cui il bambino si avvicina a questo strumento”.
È sempre più “necessario sensibilizzare i ragazzi” afferma Marco Cervellini “ma anche le famiglie. I genitori devono riappropriarsi della responsabilità della crescita dei figli. Il nostro lavoro è basato principalmente sulla prevenzione, perché una volta che il danno è fatto, è difficile, a volte impossibile, ripararlo”.
I pericoli della Rete non arrivano solo attraverso i computer, perché da quando i telefoni cellulari sono dotati di browser che consentono di navigare sulla Rete e di macchine fotografiche che permettono di inviare foto digitali, alcuni pedofili hanno iniziato a utilizzare i cellulari per entrare in contatto con i bambini. Di recente, infatti, la Polizia delle comunicazioni ha arrestato un gruppo di pedofili che ricaricavano le schede dei cellulari a minori adescati in chat in cambio di foto dei bambini, racconta Cervellini, che lamenta anche in questo caso un’eccessiva leggerezza di molti genitori sull’utilizzo del telefonino da parte dei loro figli. La sicurezza dei minori sulla Rete, insomma, è una questione che chiama al coinvolgimento le famiglie e soprattutto le scuole. Ed è da questo tipo di considerazione che nasce il progetto “Missione Internet sicuro”, ideato da Unicef e da Microsoft Italia, con il patrocinio della Polizia delle comunicazioni e dal ministero delle Politiche della Famiglia.
Il progetto (valido dal 16 aprile fino all’11 giugno 2007, termine dell’anno scolastico) coinvolgerà studenti, insegnanti e genitori di 1.000 scuole secondarie di primo grado. Due le fasi di sviluppo: una didattica, che si svolgerà in classe, l’altra di partecipazione a un concorso, cui sarà possibile accedere online.
Qui la pagina con il regolamento.
- Lunedì 16 Aprile 2007
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