
La maledizione di fuoco su Treviso è stata domata. Ieri lo stabilimento De Longhi in fiamme. Oggi una fabbrica di cuscini di Cordignano. I lavoratori fortunatamente salvi. Mentre sempre ieri, da Grosseto, è giunta l’ennesima morte bianca: un operaio schiacciato da una ruspa. Argomento ricorrente: la sicurezza sul lavoro.
E proprio dal Sindacato di base dei Vigili del Fuoco, protagonisti in questi giorni nel trevigiano, arriva una proposta per affrontare il problema. Puntando sulla prevenzione. “Potremmo effettuare ispezioni sui luoghi di lavoro, contando sulla più grande “azienda” di laureati (2.800 ingegneri), diplomati e tecnici professionalmente preparati, uniformemente distribuiti sul territorio” dice Antonio Jiritano, coordinatore nazionale del Sindacato. “Oltre agli interventi di soccorso, ci occupiamo di formazione del personale di ditte private o di enti pubblici. Ma ci manca l’attività di ispezione: non possiamo poi verificare che le norme antincendio e di sicurezza siano effettivamente adeguate a causa di un’evidente carenza di organico”. Per questo motivo anche l’attività di formazione spesso è praticata al di fuori degli orari di lavoro.
Il corpo dei Vigili del Fuoco è costituito da 30.000 unità (contro le 505 dei Carabinieri per la Tutela del Lavoro), distribuite su 4 turni, garantendo ogni giorno in servizio, nelle 24 ore circa 4.000 unità. Ogni provincia ha un comando, a cui si aggiungono 230 distaccamenti nei comuni più piccoli. Secondo il Sindacato il corpo necessiterebbe di altre 25.000 unità: “Ora c’è un vigile ogni 2.800 abitanti, mentre secondo le normative europee dovrebbe essere uno ogni mille. E ogni centro dovrebbe essere raggiungibile in massimo 20 minuti, cosa spesso irrealizzabile” spiega Jiritano.
- Giovedì 19 Aprile 2007
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Commenti
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Il 20 Aprile 2007 alle 10:52 ^shevale^ ha scritto:
a quanti morti dobbiamo arrivare perchè inizino le ispezioni?
Il 13 Maggio 2007 alle 9:09 primalancia66 ha scritto:
sono un vigile del fuoco permanete, e vorrei dire al collega Jiritano di fare bene i conti! le sedi distaccate vengono giornalmente chiuse per mancanza di personale, e nelle sedi centrali a malapena si riesce a garantire una squadra ed il servizio in sala operativa con massimo due operatori al posto di 4 o 6 in base al comando.
approfitto anche per ringraziare il mio datore di lavoro cioè il Ministero dell’interno che in 15 anni di servizio, diploma di perito elettronico, e vari attestati in informatica, non mi ha dato mai l’opportunità di avanzare di qualifica, e quando me la darà, si presume tra 4 / 5 anni dovro’ anche andare in un altra città per 5/7 anni.
di contro i vigili del fuoco volontari dopo un paio di anni e con un corso online di una settimana diventano capi squadra e se ci incontriamo nell’intervento, devo dire a me con 15 anni di servizio sul campo giorno e notte, quello che devo fare.
questa è l’Italia!!!!
Il 28 Agosto 2007 alle 16:09 daniele06 ha scritto:
Cara Simona hai affrontato il problema delle morti bianche con servizi sui Carabinieri e sui vigili del fuoco.
Ora, se non è chiedere troppo, la prossima volta mi aspetterei un servizio che riguardi chi effettua per LEGGE il 99% dei controlli per la sicurezza in TUTTI gli ambienti di lavoro e cioè gli ispettori dei servizi di Prevenzione delle ASL.. Se occorrono maggiori info/collegamenti posso fornire via email. webmaster@parapetto.it
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