
Trent’anni sembran pochi, poi ti volti a guardarli e non li trovi più.
Si può parafrasare Francesco De Gregori perché il passato recente è davvero qualcosa che si perde, soprattutto se è ancora oscuro e irrisolto come sono gli anni di piombo. Il film allora diventa uno strumento della memoria e un libro come Schermi di piombo di Christian Uva (ed. Rubettino), che ripercorre tutta la filmografia su quegli anni, da Il terrorista del 1963 a Buongiorno, notte di Marco Bellocchio, non è un libro che parla solo di cinema.
Un aspetto che emerge, ad esempio, è come il cinema d’autore abbia privilegiato quale oggetto d’interesse il terrorismo rosso, ignorando completamente quello nero. Se ne è occupato invece il film di genere, il “poliziottesco”, termine dispregiativo che indica il poliziesco all’italiana, di serie B sul piano dello stile, ma da non ignorare su quello dei contenuti. Si tratta di quegli “instant movies” che riproducevano sullo schermo quello che accadeva proprio in quegli anni, in quei mesi. La polizia accusa: il servizio segreto uccide di Sergio Martino è una sorta di western dove i cattivi sono i servizi segreti e i buoni i poliziotti,
che arrivano a eliminare il nemico dopo che questo ha scoperto la loro trama volta a ribaltare l’ordine democratico. Lo scontro esplode in una vera e propria battaglia in un campo paramilitare dove la polizia spara e i servizi segreti, ma soprattutto la loro manovalanza, cioè i terroristi neri, rispondono.
Non è un’invenzione, è quel che accadde alla metà degli anni settanta a Pian del Rascino, tra le montagne abruzzesi, dove si esercitavano corpi paramilitari fascisti. La polizia fece irruzione in uno di questi e finì per uccidere Giancarlo Esposti, esponente di Avanguardia Nazionale, movimento dell’estrema destra di quegli anni. “Ce l’ha oggi il cinema il coraggio di affrontare queste vicende?” si chiede lo scrittore Carlo Lucarelli , intervistato nel libro. E la domanda racchiude una critica vasta, che riguarda anche un sistema televisivo in grado di bloccare certa produzione cinematografica. Se il terrorismo si specchia negli occhi del cinema avviene però anche il contrario: i terroristi hanno avuto dei film culto, dai quali sono stati perfino condizionati. Così a leggere le memorie del brigatista rosso Valerio Morucci ci si imbatte in considerazioni come “mi era piaciuta molto la scena di Scorpio in cui Burt Lancaster spara al direttore della Cia con una pistola silenziata infilata in un sacchetto della spesa. Così, per nascondere l’arma alla vista avevo rubato l’idea al film”. Un’immagine davvero inquientante, se si pensa alla scia di morti che gli anni di piombo si sono lasciati alle spalle, che racconta le passioni cinefile di giovani terroristi rossi e neri. Schermi di piombo di Christian Uva , verrà presentato giovedi 19 aprile alle 18,30 nella libreria Mondadori Trevi , in via di San Vincenzo 10 a Roma. Interverranno Michele Anselmi (Il Giornale) e il regista Guido Chiesa. Il libro uscirà entro la fine di aprile.
- Giovedì 19 Aprile 2007
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