di Paolo Liguori
Ad agosto compie 34 anni. È il giocatore simbolo dell’Inter. Del 15° e probabilmente anche del 14° scudetto. È anche di più: il campione più rappresentativo del calcio italiano nel 2007.
Marco Materazzi si è guadagnato tanti riconoscimenti in un solo anno, in un momento particolare della sua carriera. A gennaio 2006, a quasi 33 anni, età da calciatore anziano, Marco fu tentato dall’idea di chiudere altrove la carriera. Dalla critica era giudicato poco adatto all’Inter di Roberto Mancini. E alla fine del campionato, non più di un anno fa, la tentazione di andare sul mercato c’era ancora.
Poi venne la Nazionale di Lippi, Calciopoli e quel clima particolarissimo che selezionò gli uomini secondo il carattere, prima ancora che secondo i ruoli prestabiliti. Il cuore, prima della classe. La volontà e l’impegno, prima del curriculum e del gradimento tecnico. E Marco divenne Matrix. Per tutto il Mondiale e, in particolare, quel 9 luglio magico in cui la sorte lo portò allo scontro con Zidane. Un altro campione, anziano e navigato. L’esatto opposto del nostro Matrix: celebrato, osannato per la sua classe e per una carriera eccezionale, Zizou aveva tutto nel suo passato e niente nel futuro. Materazzi, il contrario. Quella testata(qui il video), fu la scintilla che provocò un travaso dall’uno all’altro.
L’anima del campione abbandonò Zidane e scelse Materazzi e lui, veterano di mille battaglie, da quel giorno è letteralmente rinato. Se provate a ricordare a chi segue meno il calcio che Matrix ha 34 anni, osserverete lo stupore. Pensano tutti che sia un ragazzo
freschissimo che ha appena cominciato a raccogliere i frutti del suo lavoro. Ed è vero.
Marco Materazzi è rinato e gli è stato facile rappresentare simbolicamente la rinascita dell’Inter, una società che gli assomiglia più di quanto si creda. I colori e la tradizione nerazzurri sono antichi e gloriosi. Uomini di 60 anni sono cresciuti ammirando calcisticamente la grande Inter. Poi sono venute le altre Inter, fino al 1989, a quella dello scudetto di Trapattoni. Da lì gli anni duri, come quelli di Matrix, al centro delle polemiche, dello scherno, delle barzellette. Oggi il riscatto di una squadra che tra tanti campioni ne ha uno che le assomiglia più degli altri e il suo riscatto se l’è guadagnato prima ancora di iniziare la cavalcata, strappando su un campo di Berlino l’anima ad un campionissimo francese.
E il riscatto è simbolico per il calcio italiano. Nel 1989 cadeva il Muro di Berlino e cambiava il mondo, nel 2006 è caduto il Muro di Calciopoli e l’Inter ha vinto in un solo anno i primi due scudetti del Calcio Libero. Materazzi e i nerazzurri sono rinati sulle ceneri di Moggi: sono cresciuti grazie al latte di Massimo Moratti, ma hanno compiuto un percorso che resterà nella memoria e negli Annali del calcio. Per questo motivo, il loro scudetto è grande, non minore rispetto ad altri. Materazzi quest’anno ha avuto tutto insieme ciò che gli era stato per anni negato. E ora la rete lo omaggia così:
- Lunedì 23 Aprile 2007
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Il 23 Aprile 2007 alle 10:45 Festa nerazzurra: l’Inter è Campione d’Italia » Panorama.it – Italia ha scritto:
[...] Matrix Materazzi simbolo del trionfo nerazzurro Panorama Canali Italia Festa nerazzurra: l’Inter è Campione d’Italia [...]
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