
“La Liberazione fu per l’Italia il frutto di innumerevoli sforzi” realizzati da “tante componenti diverse e convergenti”. Così il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha voluto ricordare la pluralità di contributi che portarono alla liberazione dell’Italia dal nazifascismo. Sforzi, ha detto Napolitano in un incontro con le Associazioni combattentistiche e d’arma, “coerenti nello spirito e negli scopi, anche se distinti nei modi, che anticiparono, accompagnarono e spesso integrarono l’intervento pur determinante delle forze anglo-americane”. Tra questi il presidente ha citato “la lotta partigiana in armi, le azioni di combattimento delle forze armate in Italia e all’estero dopo l’8 settembre, la resistenza dei deportati e degli internati nei lager e quella spontanea delle città fino all’azione, spesso silenziosa e misconosciuta di tantissimi singoli cittadini”.
Il 62esimo anniversario della Liberazione, 25 aprile 1945-2007, sarà ricordato in tutta Italia con manifestazioni, incontri, proiezioni di film, mostre. L’elenco completo sul sito dell’Anpi associazione Nazionale Partigiani d’Italia e su quello dell’Insmli (Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia).
- Martedì 24 Aprile 2007
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Il 26 Aprile 2007 alle 13:47 25 aprile: festa della contestazione » Panorama.it – Italia ha scritto:
[...] “Questi” sono i contestatori che in Piazza Duomo urlano e fischiano contro l’intervento del sindaco di Milano: “Vergogna, via, fascista….!”. Sul palco, però, la solidarietà di chi circonda Donna Letizia è unanime. La sostiene (”Vai avanti, Letizia”) anche il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, anche lui bersagliato (”Guarrafondaio” gli gridano) da alcuni giovani dei centri sociali. I due alla fine si abbracciano pure, dopo che il sindaco chiude il suo intervento con un: “Viva Milano libera, viva la Resistenza”. Un gesto difficile da immaginare, solo un anno fa. Che siano pochi o un folto gruppo, ogni 25 aprile la scena si ripete: la Festa della Liberazione, ancora lontana dall’essere festa condivisa da tutti gli italiani, come auspicato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (e dai suoi predecessori) continua a dividere (qui il FORUM). Ma soprattutto a diventare, ogni anno di più , un’occasione mediatica per fischiare e contestare sindaci, amministratori e politici. Di un polo e dell’altro. A Genova sono stati fischiati due sindaci del centrosinistra: Giuseppe Pericu primo cittadino ulivista del capoluogo ligure e quello di Bologna Sergio Cofferati. I contestatori hanno esposto uno striscione con scritto “Chi sgombera e reprime non parli di Resistenza”. A Torino sul muro della sede dell’Associazione nazionale partigiani (Anpi) è stata tracciata una grande scritta “Skinheads” accompagnata da una svastica. Unico segnale di riconciliazione è arrivato da Roma, dove per la prima volta ha sfilato in corteo la Brigata ebraica e la bandiera israeliana ha sventolato accanto a quella palestinese. Potrebbe bastare rispondere alle incursioni di gruppi di estrema sinistra in cerca di visibilità, come ha fatto Sergio Cofferati: “I più anziani hanno vissuto momenti più difficili dei vostri ma nonostante questo ci hanno insegnato prima di tutto la tolleranza che voi non conoscete e hanno combattuto per garantire il rispetto delle idee degli altri”. Più sinistro invece il messaggio lanciato nel giorno della Liberazione dai simpatizzanti dei Brigatisti. Una trentina di militanti (divisi in due gruppi: i padovani del Centro popolare occupato Gramigna da una parte e quelli vicini al centro sociale di Sesto San Giovanni La Fucina) hanno portato in corteo e scrtto sui muri slogan di solidarierà con i “compagni Br” arrestati il 12 febbraio: “Libertà per gli arrestati”, i cui nomi campeggiano su una quindicina di cartelli portati in manifestazione, dietro la scritta: “1200 morti sul lavoro: chi sono i terroristi?”. Una scritta provocatoria e “fuori luogo”, proprio perché il 25 aprile è il giorno della memoria della Resistenza; non quello dedicato al lavoro. Quando, si sa, è molto più difficile far passare certi messaggi, con i media occupati quasi esclusivamente dall’evento musicale di Roma. Sia come sia, la solidarietà agli arrestati presunti appartenenti alle br “è una delle cose che mi preoccupano di più oggi in Italia” ha detto il ministro dell’Interno, Giuliano Amato, commentando le scritte di Milano. Come dargli torto. [...]
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