25 aprile: festa della contestazione

Contestazioni a Milano durante il discorso del 25 aprile del sindaco Letizia Moratti
“Ho detto al sindaco che ritorni anche l’anno prossimo. Mica gliela possiamo dare vinta a questi”. A parlare così è il presidente della provincia di Milano, Filippo Penati, diessino. Il sindaco a cui si rivolge è Letizia Moratti, Forza Italia.

“Questi” sono i contestatori che in Piazza Duomo urlano e fischiano contro l’intervento del sindaco di Milano: “Vergogna, via, fascista….!”. Sul palco, però, la solidarietà di chi circonda Donna Letizia è unanime. La sostiene (”Vai avanti, Letizia”) anche il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, anche lui bersagliato (”Guarrafondaio” gli gridano) da alcuni giovani dei centri sociali. I due alla fine si abbracciano pure, dopo che il sindaco chiude il suo intervento con un: “Viva Milano libera, viva la Resistenza”. Un gesto difficile da immaginare, solo un anno fa.
Che siano pochi o un folto gruppo, ogni 25 aprile la scena si ripete: la Festa della Liberazione, ancora lontana dall’essere festa condivisa da tutti gli italiani, come auspicato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (e dai suoi predecessori) continua a dividere (qui il FORUM). Ma soprattutto a diventare, ogni anno di più , un’occasione mediatica per fischiare e contestare sindaci, amministratori e politici. Di un polo e dell’altro.
A Genova sono stati fischiati due sindaci del centrosinistra: Giuseppe Pericu primo cittadino ulivista del capoluogo ligure e quello di Bologna Sergio Cofferati. I contestatori hanno esposto uno striscione con scritto “Chi sgombera e reprime non parli di Resistenza”.
A Torino sul muro della sede dell’Associazione nazionale partigiani (Anpi) è stata tracciata una grande scritta “Skinheads” accompagnata da una svastica.

Contestazioni a Genova durante il discorso del sindaco di Bologna Sergio Cofferati
Unico segnale di riconciliazione è arrivato da Roma, dove per la prima volta ha sfilato in corteo la Brigata ebraica e la bandiera israeliana ha sventolato accanto a quella palestinese.
Potrebbe bastare rispondere alle incursioni di gruppi di estrema sinistra in cerca di visibilità, come ha fatto Sergio Cofferati: “I più anziani hanno vissuto momenti più difficili dei vostri ma nonostante questo ci hanno insegnato prima di tutto la tolleranza che voi non conoscete e hanno combattuto per garantire il rispetto delle idee degli altri”.
Più sinistro invece il messaggio lanciato nel giorno della Liberazione dai simpatizzanti dei Brigatisti. Una trentina di militanti (divisi in due gruppi: i padovani del Centro popolare occupato Gramigna da una parte e quelli vicini al centro sociale di Sesto San Giovanni La Fucina) hanno portato in corteo e scrtto sui muri slogan di solidarierà con i “compagni Br” arrestati il 12 febbraio: “Libertà per gli arrestati”, i cui nomi campeggiano su una quindicina di cartelli portati in manifestazione, dietro la scritta: “1200 morti sul lavoro: chi sono i terroristi?”. Una scritta provocatoria e “fuori luogo”, proprio perché il 25 aprile è il giorno della memoria della Resistenza; non quello dedicato al lavoro. Quando, si sa, è molto più difficile far passare certi messaggi, con i media occupati quasi esclusivamente dall’evento musicale di Roma.
Sia come sia, la solidarietà agli arrestati presunti appartenenti alle br “è una delle cose che mi preoccupano di più oggi in Italia” ha detto il ministro dell’Interno, Giuliano Amato, commentando le scritte di Milano. Come dargli torto.
Messaggi di solidarietà ai presunti brigatisti arrestati il 12 febbraio scorso, durante il corteo del 25 aprile a Milano

Commenti

Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.

Il 26 Aprile 2007 alle 14:11 persefone ha scritto:

Ma siete sicuri che il cartello si riferisse ai terroristi br e non ad altro tipo di terrorista? Islamico, ad esempio.

(Guarrafondaio?)

Il 26 Aprile 2007 alle 14:41 giancarlob ha scritto:

Questo 25 aprile dà un’idea della forte della pochezza della generazione in corso, a prescindere dal colore politico.
Gli italiani del 1945 erano persone coraggiose, disposte a farsi ammazzare dai nazisti per le loro idee. Oggi il 25 aprile è ridotto a gazzarra tra ubriachi in osteria, a discussione al banco del bar dello sport solo che si parla (a vanvera) di storia invece che di milan e inter. Che tristezza. Qualcuno dovrebbe chiedere scusa agli italiani del 1945, per il modo in cui stiamo trattando la giornata del loro sacrificio.

Il 26 Aprile 2007 alle 14:44 enricototi ha scritto:

E perchè mai non si possono fischiare i sindaci? E’ proibito? Da quando?

Devi aver fatto log-in per inserire un commento.

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Io la penso così, di Giovanni Fasanella
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
FacebookTwitter
NewsletterFeed rss
Mobile & AppsServizi SMS
Il video del direttore, di Giorgio Mulè
L'arcitaliano, di Giuliano Ferrara
Cane sciolto, di Vittorio Feltri
L'editoriale, di Giorgio Mulè
L'europeo, di Sergio Romano
Fatti & credenze, di Luca Ricolfi
Fuori Porta, di Bruno Vespa
 
 
 
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 

  • Panorama Unplugged
  • Bruce Springsteen
  • Meteo
  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Le uscite al cinema
  • Scopri il nuovo Panorama
  • Abbonati subito a Panorama!
  • Immobiliare.it
    Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

    Provincia
    Tipologia



  • Applicazioni Mondadori
  • R101