Signori, la Giuria. Ecco chi c’è dietro il verdetto d’appello su Cogne

Annamaria Franzoni prima dell'udienza del processo d'appello a Torino
Ci sono l’allenatore di calcio e il tecnico di laboratorio, l’insegnante e il pensionato. Quattro sono donne e due sono uomini. L’età media è sui 50 anni, il titolo di studio è il diploma di scuola superiore. Ecco a voi la giuria. Quella responsabile del destino di Annamaria Franzoni, nel processo più mediatico dell’ultimo decennio, e a cui John Grisham dedicherebbe certamente un remake del suo best seller da cui è stato tratto anche un film. È composta da otto giudici (sei popolari e due togati) e ha iniziato il suo lavoro alla Corte d’assise d’appello di Torino 527 giorni fa, il 16 novembre 2005. Da allora ha presenziato a ventidue udienze dedicate all’omicidio, il 30 gennaio di 5 anni fa, del piccolo Samuele Lorenzi nella villetta di Cogne.

Il presidente della corte è Romano Pettenati (61 anni, dal ‘62 in magistratura; tra i suoi processi quello per i sassi dal cavalcavia di Tortona e della mummia di Avigliana), il giudice a latere è Luisella Gallino. Li affiancano sei giudici popolari, il cui parere (vige la regola: una testa un voto) è decisivo nella sentenza. Ecco i loro nomi: Concetta Carlino, Valeria Cristiani, Maddalena Iannicella, Leonardo Melillo, Mauro Pesce e Fiorella Albina Selvaggi. Panorama.it ha parlato con tre di loro.

Pesce, 66 anni, fisico asciutto e capelli candidi, ha un diploma di scuola superiore, una figlia ed è pensionato: “Prima facevo il dirigente alla Fiat”. Sa di essere protagonista nel destino di Annamaria Franzoni. “Purtroppo” commenta. Melillo, 54 anni, geometra, due figli, la sera prima della sentenza è sceso in campo: per hobby fa l’allenatore di calcio, di mestiere è responsabile dell’ufficio tecnico di una ditta pubblicitaria. Iannicella, 53 anni, un figlio e il diploma di perito chimico, è tecnico di laboratorio. E si stupisce quando scopre che il suo voto vale quanto quello di Pettenati: “Davvero?”. Degli altri colleghi sanno poco. Non si sono mai scambiati i numeri telefonici e rare confidenze sulle proprie vite private. Mestieri compresi. Per Iannicella, Selvaggi lavora in ospedale, secondo Pesce la Cristiani è un insegnante. La Carlino è una casalinga per entrambi. “O forse una commercialista” cambia idea Pesce. In aula c’è chi si appisola e chi mastica il chewing-gum nervosamente, tutti sono stati sorteggiati dall’urna pochi giorni prima dell’inizio del processo, all’interno di uno speciale elenco comunale.

I requisiti richiesti? Per i processi d’assise d’appello occorre avere almeno un diploma di scuola media superiore e un’età compresa tra i 30 e i 65 anni. Non sono ammessi coloro che hanno precedenti penali né si può essere magistrati, militari, poliziotti o i ministri di qualsiasi culto. La paga? I giurati popolari hanno diritto a un rimborso spese e a una diaria di 25,82 euro al giorno, ma se sono liberi professionisti la “paghetta” cresce: da 51,65 a 61,97 a seconda del numero di udienze. “Quei signori dovrebbero essere la giusta conciliazione tra diritto e buon senso” spiega l’ex difensore di Franzoni, Carlo Taormina. Che però l’11 aprile ha costretto alle dimissioni Maria Prandi, un giudice popolare colpevole di scuotere la testa quando parlava l’imputata. Per Taormina una prova della mancanza di serenità. Lei, alle polemiche, ha preferito l’addio.

LEGGI ANCHE: Pronostici in camera di Consiglio

Commenti

Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.

Il 27 Aprile 2007 alle 9:29 Cogne, pronostici in camera di Consiglio » Panorama.it – Italia ha scritto:

[...] Oggi la giuria (composta da otto membri, ecco chi sono) della corte d’assise d’appello di Torino decide la sorte di Anna Maria Franzoni. I sei giudici popolari, con il loro voto, possono ribaltare il giudizio del presidente della corte Romolo Pettenati e del giudice a latere Luisella Gallino, o più probabilmente, sostenere una delle due linee emerse durante le 22 udienze. Infatti è ormai abbastanza chiaro che il presidente è pronto a riconoscere all’imputata la seminfermità mentale (in questo caso la pena, nei pronostici degli addetti ai lavori, oscillerebbe tra i dieci e i quindici anni), mentre il giudice a latere sembra convinta di una colpevolezza piena ( la conferma della sentenza di primo grado, 30 anni di prigione, oppure una ventina se verranno riconosciute le attenuanti generiche). Dal punto di vista tecnico, quando la giuria entre in camera di consiglio deve votare (si inizia dal più giovane) i quesiti proposti da Pettenati. Il primo è quello fondamentale: Anna Maria Franzoni ha ucciso il figlio Samuele Lorenzi? Poi si passa ai sottoquesiti legati alle singole prove (dagli zoccoli al pigiama). Infine l’ultima domanda: la mamma di Samuele è sana di mente? Quindi la sentenza. [...]

Il 27 Aprile 2007 alle 11:44 kubaiashi00 ha scritto:

Che bello il gossip sui giurati: mancano solo i loro segni zodiacali…

Il 27 Aprile 2007 alle 11:52 aemme ha scritto:

Questo processo mi è sempre apparso notevolmente strano. Come mai, per un lunghissimo periodo di tempo rispetto ad altri casi simili, la Franzoni non è stata ritenuta né definitivamente colpevole né definitivamente innocente? Solo ora si cerca di prendere una decisione, dando l’impressione di dover decidere su un caso del tutto particolare, con presunti assassini che sembrano avere la consistenza di fantasmi che sanno fare benissimo il loro mestiere di fantasmi.

Il 27 Aprile 2007 alle 13:51 rosaria7 ha scritto:

Che tristezza, invece di pensare ad un bimbo che è morto, il processo è guardato come un spettacolo.

Il 27 Aprile 2007 alle 20:13 Cogne, Franzoni condannata ma con lo sconto: 16 anni » Panorama.it – Italia ha scritto:

[...] Annamaria Franzoni, dovrà scontare 16 anni di reclusione. È la decisione appena annunciata dal presidente della corte d’Assise d’Appello di Torino, Romano Pettenati che “in nome del popolo italiano” ha copnadnnato in Appello la mamma di Cogne ma le ha ridotto la pena rispetto alla condanna di primo grado a trenta anni, concendendo all’imputata le attenuanti genriche. Sono passati 5 anni da quel 30 gennaio 2002 quando il figlio di Annamaria, Samuele Lorenzi, fu ucciso nel lettone dei genitori nella ormai famigerata villetta di Cogne. Dopo 22 udienze e 527 giorni di giudizio, è arrivata dunque la sentenza di secondo grado. La giuria ha trascorso più di 9 ore in camera di Consiglio. Annamaria Franzoni non ha assistito alla lettura della sentenza, dopo aver invece partecipato a gran parte delle udienze e anche alle repliche del suo difensore Paola Savio questa mattina. Ha lasciato l’aula all’ora di pranzo dopo essersi rivolta per l’ultima volta alla Corte con voce incerta: “Siate giusti nel giudicarmi”. Poi, con la famiglia è ripartita per Ripoli Santa Cristina, sull’Appennino bolognese, dove l’attendevano i due figli, Davide e Gioele, il secondo nato dopo l’omicidio. [...]

Il 29 Luglio 2008 alle 15:06 Per la Cassazione Annamaria uccise Samuele “con lucidità” » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Annamaria Franzoni uccise con “razionale lucidità” il figlioletto Samuele, di 3 anni e 2 mesi, la mattina del 30 gennaio del 2002, nella casa di Cogne. Lo sottolinea la Cassazione con la sentenza 31456, depositata oggi, che contiene in 50 pagine, le motivazioni in base alle quali i Supremi giudici hanno confermato il 21 maggio scorso la condanna a sedici anni di reclusione nei confronti della donna. [...]

Il 7 Maggio 2009 alle 23:36 Zione ha scritto:

A proposito del processo “Cogne bis”. Ma a quando la Riforma di questa Ingiustizia ? Governo non tardare oltre; Boja Fauss … !!!

Finalmente e seppure con grave ritardo e vergognosi quanto illegittimi commenti denigratori, si è conclusa la quinquennale istruttoria del cosiddetto processo “Cogne bis”; col proscioglimento di quasi tutta la dozzina di “lestofanti”, accusati con molta sicumera di frode processuale; eccezion fatta per il rinvio a giudizio di un perito della difesa e (per inveterata mania di persecuzione giudiziaria) della Signora Annamaria Franzoni; la sventurata Mamma del piccolo Samuele; che dal Cielo, disgustato e triste, ci osserva inorridito da tanto obbrobrio.

La (fu) dirompente notizia da Guiness dei Primati, della grave incriminazione di tutto il gruppo dei Difensori, annunciata a suo tempo colla solita granitica certezza, si è sciolta come un esile fiocco di neve al sole; dando così un’ulteriore dimostrazione di quanto sia perniciosa per la Salute Pubblica l’avere a che fare con certi nefasti uffici; per cui, se si fosse fatta a suo tempo quest’indagine e si fosse avuto questo pronunciamento, i Giudici, non avrebbero avuto la mente turbata dal cattivo pensiero di avere a che fare con una grossa “banda di malfattori”, in attesa di processo per (presunte) gravi azioni delittuose; quindi è logico dedurre che il processo d’Appello, vista l’assoluta mancanza di qualsivoglia prova, avrebbe potuto e dovuto concludersi con una legittima assoluzione; con buona pace della Cassazione, che si sarebbe risparmiata una grossa fatica e un mare di indignati commenti di deplorazione.

Tale colpevolizzazione e la sciagurata posticipazione dell’acclaramento, riporta alla memoria un analogo e vergognoso stratagemma messo in atto in illo tempore e negli stessi luoghi, con conseguenze incommensurabili a danno di varie persone perbene, morigerate, incensurate e stimate; vigliaccamente dissacrate da un nauseabondo fagotto di Emeriti Cialtroni, sullo squallido altare dell’ignoranza e della prevaricazione, perchè “colpevoli” di resistere alla criminale coartazione con cui pensavano di piegarli, strumentalizzando un boccaccesco e banale episodio di pappagallismo, certi cancrenosi sicofanti e miserabili gaglioffi; per loro recondito fine politico; comunque e fellonescamente raggiunto.

Inoltre, la riserva da parte del Tribunale di non consegnare i residui brandelli del così controverso e tanto periziato pigiama, induce a pensare che, malgrado molte complicate analisi ed esperimenti vari eseguiti anche sullo stesso, con relativo e copioso dissanguamento delle Casse dello Stato, per Faraoniche Spese sostenute per estrosi e farraginosi esperimenti, pingui onorari e laute prebende per perizie di grandi cervelloni ed affini (anche esteri), finora non si è approdato a niente di sicuro; quindi si ritiene che in futuro, progresso permettendo, si possa riuscire a … (?).

Pertanto ci corre l’obbligo di Rivedere questa Triste Anabasi perché la spiegazione del primo momento, di morte naturale, (forse dovuta ad un aneurisma eccezionalmente devastante ?) e sostenuta da Chiarissimi Studiosi, è la più razionale e seppure in ritardo può venire comunque accertata, forse anche colla sola documentazione già esistente, solo da esperti Neurochirurghi (?); quindi è doveroso fare al più presto la Riforma di questo infelice Processo, basatosi finora solo su traballanti e discutibili indizi di comune valenza; sia per la Difesa che per l’accusa e ciò malgrado la laboriosa collaborazione del riverito F.B.I. dell’efficiente Polizia Americana e la discesa in campo del rinomato R.I.S. dei pur valenti Carabinieri, con ben ventisette accurati sopralluoghi.

Altrimenti si deve pensare che forse si ritiene ancora che il pigiama possa serbare qualche notizia utile a rivelare l’Arcano; così come chiaramente si evince anche dalle seguenti DIABOLICHE frasi di conferma della condanna, che ha ottenuto di rafforzare il TERRORE che sconvolge buona parte del Popolo Italiano; al solo pensiero di avere a che fare con questa deleteria giustizia che emana gran tanfo di putrefazione; pertanto si cominci col chiamare il Medico dei Pazzi, per farsi spiegare il seguente periodo che sa tanto di bischerata, tipo testa di Modigliani; ponzato evidentemente da qualche mente bislacca; che oltre a distinguersi per strafalcioni e corbellerie, pretende di Martirizzare due poveri bambini, col Crocifiggere la loro Mamma sfortunata (e la sua Famiglia), ottenendo invece solo di aumentare il Grande Pateracchio, con queste cervellotiche arzigogolazioni :

“… LA RICOSTRUZIONE DEL FATTO IN TERMINI DI CERTEZZA TALI DA ESCLUDERE LA PROSPETTABILITA’ DI OGNI ALTRA RAGIONEVOLE SOLUZIONE, MA NON ANCHE DI ESCLUDERE LA PIU’ ASTRATTA E REMOTA DELLE POSSIBILITA’ CHE, IN CONTRASTO CON OGNI E QUALSIVOGLIA VEROSIMIGLIANZA ED IN CONSEGUENZA DI UN IPOTETICO, INUSITATO COMBINARSI DI IMPREVISTI E IMPREVEDIBILI FATTORI, LA REALTA’ DELLE COSE SIA STATA DIVERSA DA QUELLA RICOSTRUITA IN BASE AGLI INDIZI DISPONIBILI …”

A questo punto e in attesa dell’Imminente Riforma di questa pustoloso andazzo, è necessario ricordarci di Totonn ‘e quagliarell : “… quann è arrivat’ l’ora, s’addà calà o sipario; pezzient o milionari, s’addà’rricettà !!!”.

Il 2 Giugno 2009 alle 22:57 Zione ha scritto:

Zione, (vecchio arnese di Galera ?) e la passata (?) offensiva bellica della Cancrena Giudiziaria : “La scomparsa del Malefico Vibrione”, (alias “Menapaccar’o Pulezza cess”, operatore ecologico, socialmente inutile (esso, l’animale)) in cui si parla pulitamente e pubblicamente di qualche riverita e coltissima Eccellenza, nonchè malefico antenato di Mani Sporche.

1° capitolo per ora; salute (e assassini, incaricati) permettendo; perchè per Grazia di Dio mi trovo fuori da un’Aula di Giustizia, pardon volevo dire di Infamia, dove alcuni grandi guitti sono abituati a fare tutti i loro porci comodi, non vado in luoghi immondi e tenebrosi dove scorazzano e devastano tutto, certi micidiali Topi di Fogna e per ora almeno, sono anche lontano da manette e catene di qualche famigerato sbirro e dulcis in fundo NON SONO SOLO in questo doveroso e sacrosanto contrasto alla disumana guerra scatenata da gaglioffi in gara colla Mafia, riguardo a chi è capace di pugnalare meglio alle spalle e con maggiore potenza ; ma sembra che il grande Felloname tribunalizio in questo serpentesco campo sia invitto ed imbattibile, perché molto più dotato di sangue freddo e diabolica pratica.

Riporto dalla valigia (di cartone, con spago) dei ricordi, un fatto verificatosi in una nauseabonda Cloaca, in cui certi Delinquenti, con la complicità di alcuni Pupi e la canagliesca collaborazione di qualche Gendarme, ridussero un Tribunale della fu nobile, Italica Giustizia; per evidente e malcelato scopo di annientamento di loro nemici politici e in considerazione di raggiungere questo risultato, si resero colpevoli di Sadiche Macellazioni di persone per bene, anche di Testimoni (per caso), comunque obbligati e TUTELATI dalla Legge, in quanto in quel momento Loro erano lo STATO e i legulei mercanti del Tempio, avrebbero dovuto porsi con deferenza al Loro servizio, anziché diventare i Loro Boja; a maggior ragione in quanto a Loro non interessava un cazzo della Politica, degli sciocchi litiganti e di quelle ampollose e boriose Eccellentissime Deficienze.

Comunque, ingigantendo a dismisura anche piccoli episodi di scemenza in cui era coinvolto qualcuno ad essi “antipatico”; supposto pure che fossero avvenuti, creavano così, fraudolentemente le premesse per la persecuzione, da ascrivere come punto di merito a proprio vantaggio nella corrente politica di appartenenza, costruendo così eccelse carriere; oltre ad un ciclopico guazzabuglio che ha divorato anche Faraoniche risorse finanziarie Pubbliche, per proliferazione di successivi e infiniti procedimenti, (derivante da qualche cazzata iniziale che una volta veniva chiusa sul nascere dalla comprensiva e paziente mediazione di un “Appuntato”) perizie, tempo, eccetera; per cui il Governo DEVE fare luce e perseguire i Colpevoli di tanto sconquasso e di tante innocenti Vittime, almeno per restituire in qualche caso alle martoriate Famiglie l’Onore rapinato ed almeno un piccolo risarcimento ai “Derelitti dalla Giustizia”; colla speranza che l’illustre Ministro delle Finanze appronti subito per questa inderogabile necessità, una Molto robusta Finanziaria, altrimenti tanti resteranno privi dell’obolo.

Un AVVOCATO, all’ennesimo e squallido attacco calunnioso portato al suo assistito, alla di lui Madre e ai testimoni (tutti gran Signori), da parte di un miserabile p.m. già noto nel triste ”ambiente” per una precedente e pubblica manifestazione di ridicoli e prolungati schiaffeggiamenti, con continui rivoltamenti del povero Codice, alla vana e inutile ricerca di un articolo esistente solo nella sua bacatissima testa, per cui quel giorno si guadagnò sul campo e meritatamente almeno per quel giorno il temibile appellativo di “Menapaccher’ e jurnat”, che era ancra in auge fra i delinquenti del tempo; ma il malo soggetto era ancora più noto per SEQUESTRI di PERSONE, (finora per vari motivi e per sua fortuna, ancora sommersi; per cui sarebbe bene che lo stesso non smuova troppo la Copiosa merda lungamente prodotta nella sua brillante carriera; sciaguratamente Usurpata a qualche onesto Giudice, altrimenti rischia di annegarci dentro) il Giureconsulto, allora rottosi le palle, gli gridò con potente veemenza :

“TACI (o, taccia (?) colle Carogne è meglio chiarire); EMERITO IGNORANTE; ma come ti permetti !!!”; (frasi che lo Sciacallo d’altronde ben conosceva, avendole già sentite nella squallida giornata in cui i Sicofanti celebrarono la Morte della Giustizia; seppure di sdegno maggiore (… ma non dire Scemenze, … presidente, ma come si permette questo Gran Fetente … ma chist’è pazz; chiammat e Mastuggiorg’ … ma dove ci troviamo, Vergognatevi … e via dicendo)) in altre udienze e rivolte con maggiore sdegno da Galantuomini e anche da Signore, ed a cui il Meschino e i suoi degni compari, Pulcinella, Zeza e Colombina, non sono neanche lontanamente degni di fare a loro da lacchè (con tutto il rispetto per il Compagno Lavoratore) o di lustrare le scarpe, neanche adesso che sono (?) “vecchi Pregiudicati”, perché resi tali dalla Criminale Crocifissione di laidi Macellai), aggiungendo altresì, il Giurista che se il tizio avesse sostenuto l’esame da procuratore, il Primo Passo per diventare Magistrato, la Commissione Esaminatrice da lui presieduta in quei giorni, lo avrebbe Solennemente BOCCIATO, giacchè (l’Asino) IGNORAVA questo, IGNORAVA quello e via dicendo.

La Virtù e la Verità, che prima erano state vigliaccamente infangate, finalmente trionfarono, con grande tripudio e fragoroso entusiasmo dei presenti e il Malefico Vibrione da quel momento scomparve anche dai giornali, per cui la Gente sulla quale aveva giurisdizione, con grande sollievo, pensò che giustamente, l’avevano mandato a pulire i Cessi da qualche parte (e immantinente lo fregiarono dell’onorifico titolo col quale sicuramente lascerà ai posteri un chiaro segno della sua passata Grandezza (nella Nefandezza) e passerà alla Storia come “o Pulezzacess”; o male che vada, sarà sempre lungamente ricordato almeno dagli studiosi del Diritto come il Capostipite dei L.S.U e gli resterà sempre la consolazione di poter entrare nel Guiness dei Primati per questo o qualche altro fatto unico di cui si è reso ridicolo o schifoso protagonista) colla speranza che almeno lì potesse buscarsi il pane quotidiano, senza fare troppi danni; purtroppo il Miracolo non durò abbastanza a lungo; per cui il Cavallo di Attila ritornò nella Buona Stalla, sempre abbondante di fieno e carrube nelle comode e basse mangiatoie, e di volenterosi e zelanti Famigli sempre pronti e felici di Servire.

Immaginatevi la sorpresa dopo un certo tempo nel leggere su “La Bugiarda”, un malfamato e molto servizievole quotidiano, che (il noto figuro) era ritornato da una “importante missione in cui aveva espletato delicati incarichi … (e pertanto subito si immaginò a come se la dovevano ridere e come, cantando allegramente, sfottevano i buoni Cittadini, i bravi Vespasiani : “Rir chi o perd e chiagn chi o trov …”) e riprendeva il posto che gli competeva (l’Omertà per i Cammorristi, è sacra e fa testo); ed infatti subito ricominciarono i grandi Pateracchi con altre macellazioni e relativi pavoneggiamenti giornalistici che tanto gli hanno reso nella grassa carriera, per cui ha raggiunto grossi traguardi; anche nelle protettive Confraternite affini e non solo lui, ma anche alcuni suoi tristi e biechi compagni che vanno per la maggiore (ma fino a quando (e questo sarebbe ancora il meno), succhieranno ancora impunemente il sangue del nostro Popolo ?); per cui, stranamente essere un Suino o uno schifoso individuo in questa deleteria giustizia, comporta sempre dei grossi vantaggi per i Cialtroni, anziché un doveroso e potente calcio in culo; così com’è sacrosanto e come capita in tutte le Professioni e i Mestieri Seri; quando si riscontra un pessimo elemento che spavaldamente felloneggia o delinque; tranne nella Bella Società dell’Umiltà (della Camorra); da tempo trasformatasi in Bella Società della Magistratura (Riformata).

Speriamo che questo sapiente e probo Governo possa entrare per restare perennemente ed a testa alta nella sublime Pagina d’Onore, colla rifondazione di questa nefasta Magistratura in suppurazione, da scrivere al più presto nel grande Libro della Storia d’Italia; affrontando serenamente e coraggiosamente e lavorando di bisturi e cauterio, possa guarire così in modo definitivo, questa infame Cancrena; con l’istituzione di un’autorevole e saggia Commissione Parlamentare, composta da esimi Giuristi e chiari Giudici Militari; risolvendo così e punendo in modo esemplare, anche passate scelleratezze perpetrate dal nefasto Giudiciume.

Si auspica pure che da parte di qualche Miserabile Verme, che dovesse riconoscersi in quanto detto e ritenersi stupidamente offeso, anziché pentito e pronto a recitare un Atto di Dolore, di conservare le energie per quando sarà il momento delle Pubbliche Spiegazioni e di risparmiarci la solita declamazione della lagnosa, scema e pallosa Litania, sempre la stessa : “Attacco alla Magistratura !”; perchè qui finora si è fatto solo una breve e semplice sintesi di quello che sarà (assassini permettendo) un “Santo attacco alla Criminalità”, tranne che come spesso capita con dei brutti soggetti, scarsi di comprendonio o impostori, si prenda o si voglia prendere l’asso per la figura; e che adesso finalmente possa passare un Angelo e in nome di tanti Martiri, gridare AMEN !

Il 9 Giugno 2009 alle 1:58 Zione ha scritto:

LA GIUSTIZIA ITALIANA ??? ———- UNA VERGOGNA !!!

Salve a tutti cari lettori, voglio illustrarvi in poche righe la mia disavventura giudiziaria, con conseguente disastro personale, morale ed economico. —– Sono un Agente Finanziario (o meglio lo ero) e nel portare avanti una attività (in Campania) oggi è veramente difficile. —– Opero in questo campo dal 2004; e con grosso impegno sono riuscito fino al 17-12-2008 a portare avanti questa attività.

Ma il giorno 18-12-2008 alle 3:00 di notte, sono stato raggiunto a casa da una notifica di CUSTODIA CAUTELARE IN CARCERE, con il capo d’imputazione del 416 - bis.

Un fulmine a ciel sereno, anche e soprattutto perché nella mia vita e quella dei miei familiari, nessuno mai ha avuto problemi con la GIUSTIZIA, anzi ho fatto il Carabiniere Ausiliario nel 97/98. —– La mia foto è stata pubblicata per circa 15 giorni su tutti i quotidiani locali, le Società per le cui operavo hanno immediatamente sospeso e revocato i mandati; tutti i collaboratori che operavano con la mia struttura, per esigenze lavorative hanno trovato altre collocazioni.

Il partito di cui ricoprivo la carica di coordinatore cittadino, (Forza Italia) mi ha espulso, commissariando la sezione, mia moglie incinta di 5 mesi , è dovuta restare a letto fino alla fine della gravidanza su ordine del ginecologo.
Un disastro morale, psicologico ed economico.

Sono rimasto nel carcere per 20 giorni, condividendo la cella con VERI MALVIVENTI, solo il giorno 7 gennaio 2009 dopo che il Tribunale del Riesame ha esaminato la mia posizione e ha deciso la liberazione immediata.

A distanza di 6 mesi dalla mia liberazione nella mia agenzia non entra nemmeno più un cliente; sono totalmente rovinato dal punto di vista lavorativo, morale e psicologico; non riesco più a dormire di notte e vivo costantemente nella paura, nell’ansia e nel pensare : “Ora cosa mi succederà ancora ?”.

Mi chiedo e Vi chiedo, ma si può rovinare la VITA a un cittadino Italiano che paga le tasse, solo perché nell’ambito del suo lavoro (far da tramite con le banche per la concessione di finanziamenti) 3/4 clienti sono stati coinvolti in un’inchiesta giudiziaria ? —– Si può arrestare una persona senza alcuna minima prova ? —– Si può rovinare l’esistenza e l’immagine di un cittadino Italiano, solo perchè qualche PM suppone e sostiene degli intrecci che non esistono?
Si può andare in galera perchè non si dispone di amicizie importanti ?

Adesso sia Il PM che il GIP vivono la loro vita tranquillamente, perchè “IL FATTO NON SUSSISTE” e il problema rimane a questo umile Cittadino, che si ritrova a 33 anni con una Moglie e un Figlio di 1 MESE, a fare i conti con la vita e con due possibilità di scelta :

o t’inventi qualcos’altro ! —– o la fai finita con la vita !!!

Con estrema amarezza.—– salerno 996 a Forum Panorama il 4-6-09; utente registrato 18-02-09 —– Messaggi 2

Devi aver fatto log-in per inserire un commento.

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Io la penso così, di Giovanni Fasanella
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
FacebookTwitter
NewsletterFeed rss
Mobile & AppsServizi SMS
Il video del direttore, di Giorgio Mulè
L'arcitaliano, di Giuliano Ferrara
Cane sciolto, di Vittorio Feltri
L'editoriale, di Giorgio Mulè
L'europeo, di Sergio Romano
Fatti & credenze, di Luca Ricolfi
Fuori Porta, di Bruno Vespa
 
 
 
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 

  • Panorama Unplugged
  • Bruce Springsteen
  • Meteo
  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Le uscite al cinema
  • Scopri il nuovo Panorama
  • Abbonati subito a Panorama!
  • Immobiliare.it
    Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

    Provincia
    Tipologia



  • Applicazioni Mondadori
  • R101