
Più di 50mila cittadini, 23 formazioni in lizza alle amministrative del 27 e 28 maggio, sei candidati sindaci. E almeno tre nodi su cui si sta giocando la campagna elettorale a Civitavecchia (Roma): la centrale Enel a carbone, l’ampliamento del porto e uno spettacolo fantasma col teatro gremito e il palco vuoto. Dedicato a Massimo D’Antona.
Qui si vota per tornare alla “normalità”: da quattro mesi a governare Palazzo del Pincio c’è infatti il Commissario Prefettizio Maria Giovanna Iurato, nominato a seguito delle dimissioni in massa di sedici consiglieri comunali. A Civitavecchia si litiga da ben più di un anno per il progetto bipartisan (voluto dall’allora ministro per l’Ambiente Altero Matteoli è sostenuto anche da Piero Fassino, da Romano Prodi e da Enrico Letta) di riconversione a carbone dell’impianto Enel di Torre Valdaliga nord, i cui vecchi impianti incombono sulla città. Proprio la battaglia coke-sì/coke-no (a cui proprio oggi, 2 maggio 2007, una sentenza della Corte Costituzionale dovrebbe aver messo fine, rendendo di fatto operativa la centrale) è stata al centro della scorsa campagna elettorale. Nel 2006 si andò al voto (anche allora era il 28 maggio) e la composizione delle liste e dei candidati sindaci fu un tripudio di “carbonari”. Il centrosinistra concorse diviso: alla fine vinse Gino Saladini (un medico legale voluto da Pietro Tidei, l’uomo forte e deputato Ds della zona), grazie all’apporto di Ds, Margherita, Sdi, Verdi e IdV, che riempì la sua coalizione di transfughi del centrodestra: tutti favorevoli alla riconversione. Dall’altra parte corse, invano, l’altra sinistra: Rifondazione comunista, alcuni rappresentanti della cosiddetta area Mussi (che a Civitavecchia esistevano già prima della spaccatura all’ultimo congresso ds di Firenze), i comunisti italiani e, ovviamente i no-coke. La giunta Saladini, nata debole e zoppa, durò solo sette mesi e crollò sotto il peso, appunto, di King Coke. Che, molto probabilmente, soprattutto dopo la sentenza della Consulta, sarà, insieme a quella dell’ampliamento del porto della cittadina, terreno di scontro anche per i sei candidati sindaci alle elezioni del 2007: Claudio Dell’Anno, favorevole alla centrale a carbone, per Progetto Impresa; Sandro De Paolis, già assessore margheritino, con Insieme per il Partito Democratico; il dott. Paolo Giardi per Civitavecchia c’è; Gabriele Pedrini per il Movimento sociale Fiamma Tricolore; Gianni Moscherini per il Patto per la Città e Nicola Porro per l’Unione. Stando ai sondaggi e al numero di parititi che li sostengono, sono questi ultimi due i candidati che si giocheranno la poltrona di sindaco, fra qualche settimana. A sostenere Moscherini, è un “listone” variegato e trasversale che dalla CdL (Forza Italia, An, Udc, Dc per le Autonomie) arriva a toccare anche partiti del centrosinistra, come l’Italia dei Valori, i Riformisti (cioè alcuni fuoriusciti dei Ds) e Udeur e coinvolge molti porfessionisti civitavecchiesi: dall’ex presidente delle camere penali Pietro Messina, al primario di cardiologia del locale ospedale Marco Di Gennaro, dal commercialista Luigi Castaldi all’avvocato Roberta Sacco. Le otto liste che sostengono invece il favorito Nicola Porro sono quelle “classiche” del centrosinistra: Rifondazione, Pdci, Ds, Sdi, Margherita, Verdi, più due composizioni civiche: Ambiente Lavoro e Lista Porro.

A movimentare il già surriscaldato ambiente, da due giorni è scoppiato il caso dello spettacolo fantasma. Una pièce teatrale dal titolo Ogni giorno, ogni momento, in ricordo del giuslavorista Massimo D’Antona (ucciso dalle Br il 20 maggio 1999), che avrebbe dovuto andare in scena lunedì 30 maggio, al teatro Traiano della cittadina laziale e che invece, nonostante le poltrone fossero quasi piene, all’ultimo è stato anullato. A mettere in piedi il monologo (già in scena al Teatro del Battito di Milano) sono l’attrice Giulia Bacchetta (nelle vesti della moglie del prof D’Antona, Olga, ora senatrice diessina e firmataria della mozione Mussi, a Firenze) e il regista Marco Filatori, su un testo tratto dal libro Così raro così perduto, scritto da Olga D’Antona con Sergio Zavoli. A portare lo spettacolo a Civitavecchia, è stato l’attore e regista Pino Quartullo (già direttore artistico del Traiano dal 2001 al 2005) che lo ha proposto al candidato sindaco Gianni Moscherini: un modo, dice Quartullo da Milano (dov’è impegnato al teatro Manzoni in Quella del piano di sopra, con la regia di Gigi Proietti) “per festeggiare il Primo Maggio in maniera utile ed intelligente: ricordare e tenere vivo un sogno per i lavoratori”. La stessa senatrice D’Antona, afferma Quartullo, “appena saputa la notizia, si è dimostrata felice dell’evento”.
Ma non è mancato il classico coupe de théatre: secondo l’attore alcuni notabili diessini “hanno cominciato a tempestare di telefonate la senatrice mussiana D’Antona per dirle che doveva dissociarsi dallo spettacolo, per motivi elettorali (anche perché non risulta che al teatro milanese lo spettacolo sia stato ritirato)”. La pressione sulla senatrice è stata tale che l’onorevole D’Antona ha infine rilasciato, proprio lunedì 30, giorno della prima al Traiano, questa dichiarazione: “Non intendo partecipare a nessun tipo di eventi che si prestino a sfruttare a fini elettorali la figura di mio marito. Tanto più quando queste iniziative sono funzionali a forze politiche avversarie dei Ds e del centro sinistra”. Messa così in mezzo, la compagnia teatrale ha ritenuto opportuno non andare in scena, senza peraltro avvisare gli organizzatori, ai quali, unitamente al pubblico, non è rimasto altro da fare che prendere atto della diserzione. Una scelta condivisa anche da Quartullo, perché, dice “è senza senso fare un omaggio a chi non lo gradisce”.
Ma la polemica politica, inevitabile, non è tardata ad esplodere: “È la solita sinistra” dice Gino Vinaccia, capolista Udc, “che ritiene che il 25 aprile non sia la festa di tutta la nazione così come il 1 maggio non sia la festa di tutti i lavoratori. Questa sinistra che predica la tolleranza ma che semina odio e contrapposizione non serve al Paese, ed io credo che la sinistra nostrana così gretta integralista e settaria non serva alla città”. Immediata, non si è fatta attendere la replica di Nicola Porro che ha denunciato come “l’uso elettorale del lavoro teatrale su D’Antona è stato talmente smaccato, impudente e strumentale che qualsiasi coscienza democratica avrebbe reagito come hanno reagito gli attori rifiutandosi di prestarsi ad un’operazione di pessimo gusto e politicamente scorretta”.
Una storia triste e, dice Quartullo: “Sia perché la coalizione di Gianni Moscherini contempla moltissimi elementi del centro sinistra, sia perché ritengo che la lotta al terrorismo e alle Brigate Rosse non appartenga in esclusiva a nessuna parte politica: non abbiamo dato una grande prova di democraticità”.
- Mercoledì 2 Maggio 2007
Elezioni amministrative: lo speciale
LEGA: LE DIMISSIONI DI UMBERTO BOSSI
Viaggio tra le gang sudamericane in Italia, le pandillas
La pirateria online è un furto? 








Costa Concordia: gli approfondimenti, le immagini





LA CASTA - Privilegi (veri o presunti) di politici, lobby e categorie






Mostri della porta accanto
Le grandi inchieste sul sesso di Panorama


Avetrana: video, articoli e foto esclusive 







Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 4 Maggio 2007 alle 15:15 cichingero ha scritto:
Navigando su internet a proposito di:
“Pietro Tidei, l’uomo forte e deputato Ds della zona” (da articolo sopra)
http://www.bloggers.it/confini.....gTidei.pdf
Il 4 Maggio 2007 alle 15:52 Amministrative 2007: dodici milioni al voto. Ecco i principali duelli » Panorama.it – Italia ha scritto:
[...] Primo turno al 27 e 28 maggio (con eccezione della Sicilia, dove le urne si aprono il 13 e 14 maggio, due settimane prima che nel resto d’Italia), eventuali ballottaggi il 10-11 giugno: queste le date delle elezioni amministrative fissate dal governo. Sono chiamati al voto circa 12 milioni di cittadini, per il rinnovo di 958 consigli comunali, di cui 29 capoluoghi di provincia, e 8 amministrazioni provinciali (qui l’elenco completo dei comuni e quello delle province). Tra i principali consigli comunali spiccano: Palermo, Como, Cuneo, Genova, Lecce, Agrigento, Lucca, Matera Gorizia, Piacenza, Parma, Verona, Reggio Calabria, Cuneo, La Spezia, Civitavecchia, Taranto. Tra le province: Vicenza, Ragusa, La Spezia, Varese, Ancona. [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.