
Un’immagine della storica serie tv “La famiglia Bradford”
Prendete 32 mila coppie, elevatele all’ennesima potenza, e avrete la popolazione totale (in continua crescita) delle “famiglie numerose italiane”. Sono un esercito con prole al seguito, riunito in un’associazione con sedi sparse in tutto il Paese. Sul loro sito ci si scambia pareri su politica, spiritualità cattolica, tasse e figli. E proprio dal loro sito parte la chiamata alle armi per il Family day. Il 12 maggio, i soci (chi con quattro, chi con 15 figli) si metteranno tutti in viaggio per Roma. Panorama.it ha incontrato il presidente dell’associazione, Mario Sberna, che subito chiarisce il senso della loro mobilitazione: “L’obiettivo dovrà essere uno solo. Difendere la famiglia tradizionale dai continui attacchi che cercano di farne un’istituzione di serie B”. Sberna non nasconde il proprio rancore: “Sono almeno vent’anni che la politica italiana punisce chi mette al mondo i figli e avvantaggia chi sceglie di vivere fuori dal matrimonio”. Gli esempi di tale discriminazione, per Sberna, non mancano. “Perché” chiede “noi che siamo magari in sette con un solo contatore elettrico, dobbiamo pagare più di sette single o più di tre coppie e un single, che di contatori ne hanno rispettivamente sette e quattro? E perché devo pagare l’Ici come se vivessi in una reggia quando basta una divisione per comprendere che i metri quadri a disposizione di ogni singolo componente della mia famiglia sono di gran lunga inferiori rispetto a quelli disponibili individualmente per le coppie di gay o dei single o dei pensionati?”. L’elenco dei perché continua a lungo, finché trova una sponda nell’appuntamento romano: “Finalmente un’occasione per chiedere al governo di invertire questa tendenza assurda”.
Due persone che vivono insieme, come i gay o i pensionati del suo esempio, non sono una famiglia?
“Famiglia significa un papà e una mamma che si amano e che fanno dei bambini. Senza figli non c’è società e dunque non c’è futuro per l’Italia”.
E le coppie di fatto con figli, quelle con un papà e una mamma, non sono famiglie?
“Per lo Stato lo sono anche più delle nostre, visto che concede loro agevolazioni fiscali a non finire: un’ingiustizia! Si dovrebbe privilegiare la famiglia così com’è intesa dalla nostra Costituzione, una società naturale fondata sul matrimonio”.
I vostri figli non sono tutti naturali…
“Alcuni sono naturali, altri adottivi, altri in affido…”
Se una coppia gay potesse adottare dei figli sarebbe una famiglia?
“Non è possibile: è la natura che lo impedisce. Chieda a qualunque psicologo, le risponderà che un bambino ha bisogno di una mamma e un papà”.
Lei quanti figli ha?
“Io e mia moglie ne abbiamo cinque”
Sarete tutti e sette a Roma?
“Tutti”
Sarete lì per difendere la famiglia o per contrastare i Dico?
“Fare una scelta di campo significa automaticamente escluderne un’altra. Se chiedi più famiglia, dici meno qualcos’altro”.
Nell’associazione siete tutti d’accordo? Tutti contro i Dico?
“L’associazione ha preso una posizione unitaria”
La posizione sarà anche unitaria, ma nel forum sul Family day, sul vostro sito, il dibattito è tutt’altro che monocorde. Un tale Romolo scrive: “Non condivido l’iniziativa della Chiesa italiana, assolutamente spropositata rispetto alla proposta Dico, che mi sembra invece ragionevole e giusta. Peraltro anche la nostra Chiesa, anzi tutti noi cattolici, dovremmo fare un bel po’ di autocritica. Eravamo la massima agenzia educativa fino a vent’anni fa, forse qualche responsabilità sulla attuale situazione sociale del Paese l’abbiamo anche noi. Non mi è piaciuta la chiamata alle armi: simili appelli e toni nell’associazione andrebbero evitati. E lo dico innanzi tutto da cattolico”. Non è l’unico intervento di questo tipo. Lei cosa pensa di simili posizioni?
“Il bello è che da noi ognuno può esprimere la propria opinione. Ma le ripeto, la posizione ufficiale dell’Associazione è già stata presa: saremo al Family day per difendere la famiglia tradizionale, punto e basta”.
- Giovedì 3 Maggio 2007
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Commenti
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Il 3 Maggio 2007 alle 16:18 ermete_di_fraia ha scritto:
Io sarò scemo ma ancora non ho capito perchè i Dico danneggino le famiglie di questi signori. Ma forse è colpa mia. Se ce lo spiegate senza tanti giochi di parole, vi ringraziamo.
Il 3 Maggio 2007 alle 18:11 persefone ha scritto:
Non ti preoccupare, non sei tu che non capisci: è che questo non sa spiegarlo nessuno.
Il 4 Maggio 2007 alle 10:53 marco.mazzei ha scritto:
I Dico al massimo possano danneggiare chi li contrae, dato che sono umilianti e ridicoli; ma certo non fanno danni alle altre famiglie che, giova sempre ricordarlo, noi tutti in qualche modo - e giustamente - sosteniamo pagando le tasse.
Quindi, mettiamola cosi’: una coppia che aspira ai Dico ai Pacs alle unioni civili oggi paga l’Irpef anche per quelle famiglie che tra qualche giorno andranno in piazza a negare i diritti di altri.
Il 4 Maggio 2007 alle 16:37 alessandro ha scritto:
c’è un pò di confusione in giro: il matrimonio, che non è stato inventato dalla chiesa cattolica, non serve ai coniugi. In tutti gli stati c’è il matrimonio ed allo stato non interessa se un uomo ed una donna si vogliono bene, si fanno le corna, se hanno gli amanti , ma gli interessa regolare i rapporti di responsabilità e patrimoniali, gli interessa sapere di chi sono i figli ed obbligare i genitori alla loro educazione e mantenimento. Interessa, sempre allo stato, proteggere il coniuge più debole e aver cura dei minori per il suo futuro (dello stato).Ed è per questo che, prima di regolare altri rapporti lo stato dovrebbe interessarsi del suo futuro; sono 50 anni che la famiglia della costituzione si aspetta che le venga riconosciuto il ruolo che ha. Non a caso la Francia in cui sono presenti i pacs, prima ha provveduto con politiche familiari robuste, alla tutela della famiglia come nucleo fondamentale dello stato. Io credo che si dimentichi che il primo luogo di accoglienza in questo mondo è proprio la famiglia: mamma-papà bambino/a. Quindi andare a manifestare pro famiglia (e contro nessuno) si va a manifestare pro stato (per chi pensa che lo stato serva a qualcosa e che i servizi che dà siano utili).Quindi mettiamola così: parlare di d.i.c.o. significa non parlare di famiglia e della sua tutela, una coppia che aspira ai pacs-dico o lo fa per convenienza fiscale,o non capisce l’importanza della struttura stato negando la sua necessità. Un’ultima annotazione:le famiglie oggi pagano l’irpef, che finanzia i servizi, anche per coloro che non riconoscono l’importanza dello stato e dei suoi servizi.
cordiali saluti
alessandro soprana
Il 4 Maggio 2007 alle 18:32 marco.mazzei ha scritto:
Caro Alessandro, nessuno capira’ mai perche’ riconoscere i diritti miei e del mio compagno, che siamo una famiglia a tutti gli effetti, partecipiamo alla vita della nostra comunità, contribuiamo con le nostre scelte, la nostra presenza civica, il nostro voto, alla vita della società, paghiamo le tasse, aiutiamo gli altri, eccetera, nessuno capirà perché riconoscere che anche noi siamo una famiglia dovrebbe danneggiare altri. Solo perché non possiamo avere figli? A parte che ovviamente noi li potremmo adottare, credo comunque la discriminante non possa essere quella, altrimenti vorrebbe dire che le coppie sterili o che non vogliono avere figli, quelle coppie allora non dovrebbero essere famiglie riconosciute dallo Stato.
Caro Alessandro sia onesto: non ci sono ragioni logiche, non ci sono temi che riguardano lo Stato, ci sono solo argomenti che riguardano la religione. Che io rispetto, dei quali ovviamente non mi importa nulla perché quella religione non è la mia religione e meno che mai dovrebbe essere la religione del mio Stato.
Il 4 Maggio 2007 alle 22:38 djazz ha scritto:
A chi non si riconosce nei principi razzisti e reazionari del family day consiglio la contromanifestazione “Coraggio Laico” a Piazza Navona:
http://www.rosanelpugno.it/ros.....node/15933
Il 5 Maggio 2007 alle 9:29 B4f10 ha scritto:
Al di là della questione DICO, nulla contro le famiglie che già ora sono numerose, ma incentivare la gente a far più figli è *suicida*. Siamo già in sovrannumero, nel mondo, 6 miliardi di persone. Dove vogliamo arrivare?
Più persone saremo, meno risorse ci saranno per tutti, più dolorosa sarà la vita di tutti o, peggio, una parte della popolazione mondiale sfrutterà la maggior parte delle risorse rendendo impossibile la vita di un’enorme parte della popolazione mondiale.
Il 5 Maggio 2007 alle 18:13 alessandro ha scritto:
gentile sig. Marco, il family day non è contro il riconoscimento dei diritti di chicchessia, ma se lei ha modo di parlare con qualche suo conoscente che ha figli potrà spiegarli meglio come il bene cittadino-figlio sia considerato un affare privato dal nostro stato alla stregua dell’auto o di qualsia visto l’esplosione demograficasi altro bene voluttuario. Giovedì ultimo scorso la disequità fiscale è stata evidenziata anche nel corposo rapporto della 12 commissione affari sociali della camera con la conferenza stampa di presentazione del rapporto stesso. Come dicevo nel mio precedente commento, in cui non parlavo assolutamente di religione, la cura dei minori è una necessità dello stato e la struttura più efficace anche dal punto di vista economico è la famiglia che spero anche lei abbia avuto, non dimentichiamo che comunque siano gli orientamenti sessuali individuali,la nascita dipende da un uomo ed una donna: è la natura. Le ricordo come il matrimonio esisteva anche nella URSS (nei primi anni della rivoluzione era stato abolito come istituzione borghese). La tutela della famiglia non è razzismo e men che meno reazionario (i proletari che Marx ed Engels individuano come ricchi solo di figli adesso sono i “razzisti e reazionari”?). Per quanto riguarda la sovrapopolazione si esce dal tema: qui, di fatto si discriminano le donne che vogliono avere figli e le nazioni europee dove le donne sono maggiormente tutelate e ci sono maggiori servizi per le famiglie non hanno visto l’esplosione demografica.
La paura dell’esplosione demografica dei paesi poveri o in via di sviluppo fa paura a noi paesi ricchi.
cordiali saluti a tutti.
alessandro soprana
Il 5 Maggio 2007 alle 18:16 alessandro ha scritto:
gentile sig. Marco, il family day non è contro il riconoscimento dei diritti di chicchessia, ma se lei ha modo di parlare con qualche suo conoscente che ha figli potrà spiegarli meglio come il bene cittadino-figlio sia considerato un affare privato dal nostro stato alla stregua dell’auto o di qualsiasi altro bene voluttuario. Giovedì ultimo scorso la disequità fiscale è stata evidenziata anche nel corposo rapporto della 12 commissione affari sociali della camera con la conferenza stampa di presentazione del rapporto stesso. Come dicevo nel mio precedente commento, in cui non parlavo assolutamente di religione, la cura dei minori è una necessità dello stato e la struttura più efficace anche dal punto di vista economico è la famiglia che spero anche lei abbia avuto, non dimentichiamo che comunque siano gli orientamenti sessuali individuali,la nascita dipende da un uomo ed una donna: è la natura. Le ricordo come il matrimonio esisteva anche nella URSS (nei primi anni della rivoluzione era stato abolito come istituzione borghese). La tutela della famiglia non è razzismo e men che meno reazionario (i proletari che Marx ed Engels individuano come ricchi solo di figli adesso sono i “razzisti e reazionari”?). Per quanto riguarda la sovrapopolazione si esce dal tema: qui, di fatto si discriminano le donne che vogliono avere figli e le nazioni europee dove le donne sono maggiormente tutelate e ci sono maggiori servizi per le famiglie non hanno visto l’esplosione demografica.
La paura dell’esplosione demografica dei paesi poveri o in via di sviluppo fa paura a noi paesi ricchi.
cordiali saluti a tutti.
(lo rimando perchè c’erano delle parole messe male scusate il doppione)
alessandro soprana
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