La mucca pazza, il Passante di Mestre, il terremoto di San Giuliano di Puglia, le discariche campane, l’alluvione di Sarno e Quindici, il crack Parmalat, cos’hanno in comune? Tutte queste emergenze hanno avuto il loro commissario straordinario, o “delegato”, nominato dal governo con un decreto per cercare di risolverle. Con poteri e fondi speciali. E con fortune alterne. Ora che si discute dell’eventuale istituzione di un commissario per la crisi idrica nel Centro-nord (la riunione convocata dalla Protezione civile lunedì 30 aprile sembra aver preparato il terreno a questa soluzione e la decisione potrebbe essere presa nel consiglio dei ministri previsto per domani), è utile fare il punto sui risultati ottenuti, o non ottenuti, negli ultimi anni.
In primo piano in questo momento c’è l’emergenza rifiuti. Attualmente hanno un commissario la Calabria, il Lazio e la Campania, mentre in Puglia e Sicilia lo stato d’allarme è appena cessato. La Campania dall’ottobre scorso ha un nuovo commissario, Guido Bertolaso, responsabile nazionale della Protezione civile, cui sono stati affiancati tre sub-commissari. Il Dipartimento ha anche creato un sito dedicato. Ma la sua nomina è solo l’ultima di una serie di provvedimenti che non hanno mancato di suscitare polemiche. Perché più che un’emergenza ormai quella dello smaltimento dei rifiuti campani sembra diventata, di proroga in proroga, una storia infinita. Basti pensare che già nel febbraio del 1994 era stato dichiarato l’allarme e che sulla poltrona che oggi è di Bertolaso si sono succeduti i vari presidenti di Regione. Solo nel 2004, l’anno caldo della “guerra delle discariche”, per la gestione del problema sono stati spesi 676 milioni di euro.
In molte grandi città invece la prima emergenza è il traffico e il commissario delegato è spesso lo strumento utilizzato dal governo per cercare di riportarla nella normalità. Un caso per tutti: l’ex sindaco di Milano Gabriele Albertini è stato nominato nel 2001, all’inizio del suo secondo mandato, e ha mantenuto i poteri straordinari fino al 2006. Quando ha consegnato al suo successore, Letizia Moratti, un’agenda delle priorità in cui il traffico urbano resta al primo posto. A Napoli ora tocca al sindaco Rosa Russo Iervolino, che ricoprirà lo stesso incarico fino alla fine del 2008.
Infine la siccità, appunto. In attesa di quello nazionale, lo stato d’emergenza per la mancanza d’acqua è attualmente in vigore solo in alcune isole minori e in alcuni comuni. Nel 2006, per tre mesi, è stato dichiarato nelle Regioni del bacino del Po cosa già accaduta nell’estate del 2003. Per tutto lo scorso anno anche la Sicilia è stata in emergenza idrica, nel 2004 è toccato alla Sardegna, alla Puglia, alla Basilicata e all’Umbria, nel 2002 a Lazio, Campania e Calabria.
La legge di riferimento per la nomina dei commissari (la numero 400 del 23 agosto 1988), all’articolo 11 recita: “Al fine di realizzare specifici obiettivi o per particolari e temporanee esigenze di coordinamento operativo tra amministrazioni statali, può procedersi alla nomina di commissari straordinari del governo, ferme restando le attribuzioni dei Ministeri”. La nomina avviene con un decreto del presidente della Repubblica, su proposta del presidente del Consiglio, dopo una deliberazione del Consiglio dei ministri. Nello stesso decreto, subito pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, sono indicati i compiti del commissario, i mezzi e il personale a sua disposizione e la durata dell’incarico.
Gli “specifici obiettivi” e le “temporanee esigenze di coordinamento operativo” possono essere diverse. Commissari straordinari vengono nominati per risollevare le aziende in crisi, per reggere una città o un paese il cui Consiglio comunale è stato sciolto, per completare un’opera particolarmente complessa, per gestire parchi naturali, per organizzare “grandi eventi”, come il funerale di Papa Giovanni Paolo II due anni fa. Per coordinare le attività antiracket e antiusura, il governo ha nominato nel luglio 2006 il prefetto Raffaele Lauro. Mentre al prefetto di Roma Achille Serra è stato affidato dal Tar di Catania il compito di supervisionare gli eventi sportivi allo stadio siciliano dopo i gravi fatti di violenza del febbraio scorso.
Ma i commissari straordinari scendono in campo soprattutto per fronteggiare le conseguenze di calamità naturali, emergenze ambientali, terremoti, alluvioni. In questo caso l’attore principale è il Dipartimento di Protezione civile. Da qui parte la proposta per la dichiarazione dello stato d’emergenza e per la nomina del commissario, anche se spetta al Consiglio dei ministri emanare il decreto. Lo strumento di attuazione è l’ordinanza di protezione civile in cui vengono indicati i compiti del commissario delegato e le risorse finanziarie necessarie, che sono stanziate ad hoc oppure reperite presso i Ministeri e le Regioni coinvolti. Quasi sempre il commissario può disporre di strutture pubbliche e private e di uno staff e gode di “poteri speciali”. Sono previste cioè delle deroghe alla legge ordinaria per accelerare le procedure burocratiche in caso, ad esempio, di gare d’appalto. L’ordinanza ha una scadenza precisa, ma le proroghe sono frequenti. L’elenco delle ordinanze è disponibile sul sito della Protezione civile, anche se si ferma all’aprile 2006. Una cosa appare chiara: di straordinario c’è poco.
- Giovedì 3 Maggio 2007
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Commenti
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Il 25 Maggio 2007 alle 10:08 redazione ha scritto:
Per un problema tecnico i commenti a questo articolo sono andati persi.
Ce ne scusiamo con i lettori e in particolare con chi li aveva postati
Il 25 Maggio 2007 alle 14:00 Napoli, i rifiuti abbondano e puzzano. I politici si turano il naso » Panorama.it – Italia ha scritto:
[...] La polemica sul Senato che lavora poco è di qualche settimana fa. Il problema dei rifiuti nel napoletano dura dal 1994 e in questi giorni è diventata, più che un’emergenza, uno scandalo davanti agli occhi del mondo. Tra centrodestra e centrosinistra, nei banchi del Senato, per la XV Legislatura (cioè quella partita il 28 aprile 2006) siedono 30 eletti nella regione Campania e alcuni di un certo peso. Dai Ds Massimo Brutti e Massimo Villone, ai Dl Antonio Polito, Antonio Maccanico, al ministro Udeur Clemente Mastella. Nutrita anche la schiera del centrodestra: Giuseppe Pisanu, Franco Malvano, Lino Iannuzzi, di FI, Pasquale Viespoli, di An, e il transfuga Marco Follini. Due soltanto invece gli interventi legislativi in materia di “monnezza” in circa 14 mesi di attività parlamentare. Frutto più dell’azione dell’esecutivo che del lavoro in Aula. La conferma viene sia dal motore di ricerca interno al Senato sugli Ultimi atti approvati, sia dal sito del Parlamento italiano, collegato a quelli di Camera e Senato, che riporta l’ Indice cronologico delle leggi approvate. Impostando una semplice ricerca con le parole chiave “emergenza rifiuti”, ne risultano due Decreti Legge governativi: quello del 9 ottobre 2006, convertito in legge nel dicembre dello stesso anno e quello dell’11 maggio scorso, con gli “Interventi straordinari per superare l’emergenza rifiuti nella regione Campania”, di cui non è ancora iniziato il dibattimento. In compenso, cercando tra i disegni di legge in estenuante attesa di essere discussi a Palazzo Madama, si scopre che tra le 18 proposte (sull’istituzione del difensore civico per l’ambiente, sulle norme per l’approvazione del protocollo di Kyoto, sulla tutela delle popolazioni rom e sinti, ecc…) una sola c’entra il tema e chiede lo “scioglimento dei consigli comunali per mancato conseguimento degli obiettivi di raccolta differenziata dei rifiuti urbani”. Insomma, l’unica attività dei parlamentari pare sia quella di prorogare di anno in anno il decreto che dichiara lo stato di emergenza in Campania e nomina il commissario straordinario, che da ottobre 2006 è Guido Bertolaso, capo della Protezione civile (i cittadini possono “avvicinarlo” grazie al sito web dell’emergenza). Il Palazzo gli ha delegato il da farsi, lasciandolo spesso solo a lottare contro le resistenze di popolazioni e sindaci sul piede di guerra contro discariche e siti di smaltimento. Per risposta, il commissario in otto mesi ha minacciato almeno due volte di andarsene, facendo capire che lo stato di continua calamità dei rifiuti campani sembra diventato una storia infinita, oltre che maleodorante: l’immondizia che letteralmente ricopre Napoli è pari a 2.600 tonnellate. [...]
Il 4 Gennaio 2008 alle 9:58 Pianura, brucia la banlieue della monnezza » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Oltralpe si incendiano gli animi di una periferia troppo lontana dalla grandeur del centro di Parigi, in Campania si accende la disperazione della periferia dello Stato Italiano. Quello Stato che si ricorda della ormai storica ordinaria emergenza rifiuti solo quando è troppo tardi per trovare soluzioni ragionate. La misura più drastica decisa da Roma? Il cambio del commissario straordinario chiamato a risolvere la crisi. Così dal 1994 (quando è stato dichiarato per la prima volta lo Stato di emergenza in Campania) si sono succeduti fior di professionisti, governatori di Regione, magistrati, capi della Protezione Civile, prefetti… Rimossi prima che le loro decisioni operative fossero appoggiate economicamente e politicamente in maniera abbastanza coerente da far adottare una soluzione, in qualunque direzione andasse. [...]
Il 8 Gennaio 2008 alle 15:36 Il generale Prodi: ecco l’Esercito della monnezza che salverà Napoli » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Serviva una svolta. Basta coi megacommissari, con la parola “emergenza”, che dura ormai da 14 anni, e con la logica dell’intervento all’ultimo momento e del pugno di ferro solo sull’orlo del baratro. Lo stesso Prodi lo aveva detto: “Stop ai commissariamenti, la responsabilità della gestione dei rifiuti in Campania deve passare ai Comuni”. [...]
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