
Dal creativo Oliviero Toscani al Professore di Estetica Stefano Zecchi, dal fotoreporter Uliano Lucas alle fotografe Maria Mulas e Silvia Tenenti, dal bluesman Fabio Treves all’enogastronomo Edoardo Raspelli, passando per gli ambientalisti Guido Pollice (Presidente di VAS, Verdi Ambiente e Società) e Fabio Fimiani (assessore all’ambiente di Sesto San Giovanni e giornalista) e arrivando ai consiglieri regionali Silvia Ferretto (An), Giuseppe Civati (Ds) e Carlo Monguzzi (Verdi) e al parlamentare e giornalista Roberto Poletti.
Lunga e di spessore la lista dei giurati di NONSOLOPUNTAPEROTTI il concorso fotografico che prende il nome dall’ecomostro sorto sul lungomare di Bari e demolito nell’aprile 2006. La seconda edizione, presentata giovedì 3 maggio, al Pirellone, invita i cittadini a scovare, fermare, in una foto scattata esclusivamente col telefono cellulare, e inviare, fino al 30 settembre 2007, le immagini dei peggiori ecomostri lombardi.
Toccherà poi agli illustri giurati scegliere, nel corso dei prossimi mesi, gli scatti che, per l’originalità e l’oscenità del soggetto, meglio rappresenteranno le brutture erette in Lombardia.
“Questo non è un concorso fotografico, è qualcosa di più e qualcosa di meno” dice Marcello Saponaro, il consigliere regionale dei Verdi che ha ideato e organizzato l’iniziativa. “Non si prefigge di scovare la fotografia da segnalare al World Press Photo, ma vuole coltivare la coscienza civile delle persone, soprattutto giovani, aiutarle a formarsi uno sguardo critico al paesaggio e denunciare gli scempi di cui i cittadini spesso sono testimoni impotenti”.

Per un’altra volta dunque, non saranno le bellezze naturalistiche o paesaggistiche lombarde ad essere “prese di mira” dagli obiettivi, ma tutto ciò che le deturpa, ciò che l’uomo ha voluto, progettato, concesso e costruito in spregio all’ambiente circostante.
Le immagini, per chi vuole partecipare al concorso, devono essere spedite a concorso@nonsolopuntaperotti.it e devono avere per soggetto un manufatto progettato e costruito dall’uomo particolarmente brutto o invasivo e non integrato con il paesaggio circostante, specialmente se di particolare pregio naturalistico, storico e culturale.
I premi per i vincitori saranno camere digitali, la pubblicazione delle immagini su riviste ambientali e la soddisfazione di aver partecipato alla caccia alle brutture architettoniche, o presunte tali, venute su in questi anni nei paesaggi montani, agricoli o lacustri della Lombardia.
Sul sito dell’associazione/concorso sono consultabili il regolamento, la giuria e le immagini in concorso dal momento della ricezione.
- Venerdì 4 Maggio 2007
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