Giochi e scommesse: mezzo mondo in gara per il Superenalotto

in ballo ogni anno 2 miliardi di euro
Superenalotto è uno dei termini italiani più cliccati su internet: a febbraio era al sesto posto su Google dopo parole sempreverdi come “amicizia” e “amore”. Nel mondo solo in Brasile c’è un gioco ricercato in rete quasi quanto il concorso italiano. A riprova che ad appena un decennio dalla nascita il Superenalotto è parte della vita quotidiana.
Per mettere le mani su questo ambito pezzo d’Italia si sta scatenando una bagarre planetaria, una volata internazionale che si concluderà verso la fine dell’anno con la scelta del nuovo gestore.
Nella sfida si sta lanciando l’aristocrazia mondiale del “gaming”: dai tre giganti nazionali del settore, cioè la Lottomatica di Marco Sala, la Sisal di Giorgio Sandi e la Snai di Maurizio Ughi, ai colossi stranieri, come gli inglesi della Stanley e i greci della Intralot. Senza contare le altre multinazionali che ancora non hanno dichiarato il loro interesse, ma che secondo gli esperti lo faranno presto, allettate dalle dimensioni del business: 2 miliardi di euro di giocate. Di affari così ne capita sì e no uno all’anno a livello mondiale perfino nel giro straricco dei giochi.
Fino a oggi il Superenalotto è stato gestito dalla Sisal. È la società che ha inventato il concorso prendendo dalle mani dello Stato il cane morto del vecchio Enalotto e riuscendo non solo a resuscitarlo, ma a farlo correre come un levriero, fino a farlo diventare uno dei punti forti del business italiano dei giochi (35,2 miliardi di raccolta nel 2006) e una delle fonti di gettito più sicure per lo Stato italiano (circa 1 miliardo di euro all’anno).
La Sisal, quindi, non solo non ha sfigurato nella gestione del gioco, ma ha investito parecchio, ha messo in piedi una rete che funziona e in grado di coprire in maniera omogenea tutto il territorio nazionale.
Nonostante questi successi e questi meriti, la società guidata da Sandi rischia di perdere ugualmente la gestione del concorso. Perché il Superenalotto è diventato il terreno su cui si confrontano due visioni opposte del business giochi: da una parte l’Italia che cerca di difendere il principio della riserva di legge sul settore, dall’altra l’Europa e le multinazionali del gaming, con in testa la Stanley di Liverpool, ritengono che anche nei confronti di scommesse e lotterie il principio prevalente da far rispettare sia quello della libertà internazionale di impresa.
Il punto di svolta nella vicenda Superenalotto risale al 31 marzo 2005, quando con un atto unilaterale i Monopoli diretti da Giorgio Tino decisero di allungare per decreto di altri 5 anni la concessione alla Sisal, che nel frattempo era scaduta. Due società estere, l’austriaca Tip 24 e la Stanley, si opposero con fermezza lamentando il fatto che la gestione del gioco fosse stata riassegnata, di fatto, senza gara. La Stanley, in particolare, in questi mesi non ha mai mollato continuando la battaglia in tutti i tribunali d’Italia, fino al Consiglio di Stato, dove è riuscita a spuntarla contro ogni previsione. Perciò lo Stato italiano è stato costretto a correre in fretta ai ripari stabilendo nella Legge finanziaria del 2007 che il Super-enalotto fosse messo a gara e dando ai Monopoli l’incarico di prepararla in fretta per individuare il nuovo gestore entro la fine dell’anno.
Alla Sisal è stata intanto concessa un’altra miniproroga di 6 mesi. Per evitare che il gioco, di fatto, chiuda, e per impedire di conseguenza che lo Stato debba rinunciare all’introito.

Commenti

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Il 1 Luglio 2008 alle 11:54 “Scommettiamo che…”. Giochi e puntate: è crescita record » Panorama.it - Economia ha scritto:

[...] La vera scommessa l’hanno vinta loro, le società che hanno puntato su giochi on line, previsioni, sistemi, lotterie, gratta e vinci, casinò on line, lotto, poste e puntate. Il gioco registra una crescita costante tra le passioni degli italiani. Quarantasette miliardi di euro. [...]

Il 7 Gennaio 2009 alle 10:22 Zione ha scritto:

COSTITUZIONE E MALAGIUSTIZIA !!! ( Rir chi a perd e Chiagn chi a trov, a zi Giustin … )

Premesso che la legge che impone ai Casinò il “veto di entrata ai residenti locali” è stata già da moltissimi anni superata dal fatto che gli stessi hanno qualche sala dove si entra senza pagare e senza esibire documenti; dove si trova ogni specie di gioco “proibito altrove”, c’è da dire che finalmente è giunta l’ora da parte del Governo, di porre riparo colla massima urgenza, a questa grave anomalia afferente la documentazione richiesta alla gestione delle Case da Gioco.

Il caso ha voluto che tale incongruenza, verificatasi anche in altre Nazioni, sempre per vari e Aberranti Motivi, non sia stata una nostra orripilante esclusiva; per cui da questa situazione che si trascina da tanto tempo e che da sola ha significato per molti decenni, il calpestio di alcune Leggi, oltre al puzzo di putrefazione della Giustizia, è doveroso trarre qualche considerazione.

Si può cominciare dalla grave discriminazione che ne deriva a danno della maggior parte dei Cittadini Italiani che abitano lontano dalle nostre Cattedrali del Gioco (a cui e comunque, deve andare la massima Stima da parte di Tutti), i quali per potervisi recare, sono costretti a spendere una cifra anche consistente, oltre al tempo del viaggio; ragion per cui tanti preferiscono allungarsi oltre frontiera, con relativo mancato introito da parte dello Stato; mentre se fosse possibile giocherebbero nella loro Regione.

Un altro motivo di grave Ingiustizia Sociale, è rappresentato dal fatto che non si è mai capito perchè il gioco d’azzardo in Italia venga considerato Immorale; eccezion fatta per il Governo che lo ha sempre praticato allegramente e le Zone Franche che hanno la fortuna di avere una Casa da Gioco; mentre altre località (sfortunate o scartate ?) e che avrebbero anche un maggior motivo (oltre alla Tradizione, alcune), come quello di difendersi da una vicina “concorrenza estera” situata a poca distanza dai confini che si avvale di questa forte attrattiva turistica a nostro discapito, ne sono ingiustamente escluse.

Col libero proliferare dei Casinò “esteri online”, a cui sono costretti a rivolgersi molti appassionati che non possono permettersi “il Viaggio” , c’è la conseguenza che si ha un altro mancato introito da parte dello Stato; e colla grande offerta in tanti locali di molti tipi di giochi più azzardosi e fregoni rispetto a quelli praticati nelle case autorizzate, il voler conservare questa mentalità speciosa o da bravo Zione è solo segno di arretratezza e cercare di mantenere invariata questa situazione di nepotismo, è indegno di una moderna Nazione Civile.

Fra le tante magagne compiute in difesa di questa assurdità, primeggia la complicata e spietata guerra tribunalizia, che lo Stato Italiano fece al titolare della casa da gioco di Taormina, il quale era in possesso di una licenza valida per “l’Italia e per i possedimenti d’Oltremare”; per cui, perdendo il casinò che aveva ad Asmara in Eritrea, pensò bene di rimettersi a lavorare sul Patrio suolo; ma purtroppo aveva fatto i conti senza il tavernaio; ma non solo lui, il povero Cristo …

Auspicando che finalmente si ponga fine a questo Abominevole Sconcio e che si provveda a liberalizzare le Case da Gioco, con conseguente sollievo anche da parte di tante Famiglie che hanno la sventura di abitare dove è impiantata qualche losca Bisca, sempre molto pericolosa per la Salute, con tutti i problemi e il timore che tale vicinanza comporta per certe frequentazioni; e che non avrebbe più motivo di esistere; giacchè i giocatori avrebbero la giusta possibilità di esercitare un loro Diritto, così come l’hanno finora avuto soltanto una parte di Italiani Privilegiati.

La liberalizzazione dei Casinò, produrrebbe oltre all’assunzione diretta di un elevato numero di dipendenti fra direttori vari, croupier, contabili, ispettori, fattorini, sorveglianti eccetera, anche il fiorire di varie attività indotte, (alberghi, ristoranti, bar …), per cui rappresenterebbe oltre ad una buona entrata sicura di quattrini, per ogni Regione (”Federata” o meno), anche una buona possibilità per un posto di lavoro per tante persone e in modo particolare per i nostri “ragazzi”, in questa difficile epoca.

Pertanto, nel mentre si ricorda ai nostri Governanti, che la volontà della Base, se disattesa può farli “scendere da cavallo”; si sollecita chi di Dovere, ad integrare (nel caso fosse sfuggito), anche questo capitolo nella Sacrosanta ed Improrogabile Riforma della Giustizia, molto attesa dalla stragrande maggioranza del Popolo Italiano; e specie per quanto riguarda la Riparazione di qualche Processo Infame e la giusta e finora graziata Punizione a qualche gendarme vigliacco e Infingardo ed a qualche magistrato ignorante e Fellone.

Il 18 Aprile 2009 alle 17:05 superenalotto ha scritto:

Vecchio post, di un anno fa… ma a distanza di un anno le cose non cambiano e le giocate al sisal superenalotto aumentano… come il montepremi superenalotto, che con l’estrazione superenalotto di oggi, sabato 18/04/2009 , porta il montepremi del jackpot superenalotto €46.200.000 milioni di euro di jackpot… Ne vedremo delle belle, specie se il montepremi dovesse salire ancora!
Estrazione Superenalotto di sabato 18 aprile 2009

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