Chiamparino: sto con Veltroni. È finita l’era dell’immigrazione omeopatica

I sindaci ulivisti di Roma e Torino, Walter Veltroni e Sergio Chiamparino
Prima una lettera di un (e)lettore di sinistra al quotidiano La Repubblica che, sfogandosi, ammetteva di aver ormai imboccato strade battute tradizionalmente dalla destra: vuole più sicurezza e chiede pene certe e dure per gli immigrati che delinquono. Poi la risposta del sindaco di Roma, Walter Veltroni, che senza giri di parole dice “Solidarietà, per chi rispetta la legge e le regole di convivenza civile. Fermezza e assoluta severità per chi di queste leggi non si cura e queste regole le infrange”. Da lì si è acceso il dibattito, intorno al tema: legalità e solidarietà, che fare?

Risponde a Panorama.it Sergio Chiamparino, torinese, 59 anni, già deputato e da due mandati consecutivi sindaco del capoluogo piemontese: “Più accoglienza e più ordine non sono in contraddizione. La lettera di Veltroni non mi ha sorpreso: anch’io credo che insieme alla solidarietà per i migranti, occorra sviluppare una politica di sicurezza e di legalità. E così la pensa anche gran parte della sinistra che ha ruoli di responsabilità e di governo (vuoi del Paese o di una città). Anche se…
Dica
Anche se si deve ammettere che con alcune frange estreme del mondo di sinistra (estreme per posizioni e per numero) su questo argomento non c’è terreno di dialogo”.
Significa che la sinistra si sta ammodernando, piegandosi all’evoluzione della società?
Dico che bisogna puntare all’integrazione, all’evoluzione dei due termini: legalità e solidarietà. Il primo è un valore assoluto (non è di sinistra né di destra), è la precondizione della democrazia. Il secondo (che non possiamo dire esclusivo della sinistra) è un modo di approcciarsi verso chi è in difficoltà (e non solo verso gli immigrati). Poi certo: va detto che fino a quando l’immigrazione era “omeopatica”, era più facile puntare sulla solidarietà che sulla legalità. Ora che gli immigrati sono un certo numero, i disagi e i problemi sono all’ordine del giorno. Anche se ritengo siano manifestazioni normali che si verificano quando più culture si incontrano.
Nel suo sfogo, l’elettore di centrosinistra dice in realtà qualcosa di più: si sente sempre più vicino ai valori e alle parole d’ordine della destra…
Sbaglia chi crede che si possano tenere le porte aperte a chiunque voglia entrare nelle nostre città, delinquenti compresi; chi manifesta contro i controlli della polizia; chi si dice contrario ai Cpt; chi ideologicamente sta solo e sempre da una parte. Come sbagliano quelli che chiedono di tener fuori dalle città tutti gli immigrati: senza di loro mezza economia italiana si fermerebbe il giorno dopo. Da sinistra dico però che abbiamo il dovere di affermare con più determinazione il valore della legalità, prima che lo scontro tra persone e culture degeneri e porti all’imbarbarimento. Serve più pedagogia e meno slogan. Anche perché tra i cittadini che chiedono legalità e sicurezza ci sono nostri elettori.
Ingrato compito quello del sindaco…
Siamo in prima linea, non c’è dubbio. Amministrando una città ci si rende conto di quanto sia difficile mettere insieme tutte queste istanze: il desiderio legittimo di sicurezza dei cittadini, la politica dei flussi del Governo e il bisogno di aiuto degli immigrati. E paradossalmente non abbiamo gli strumenti adatti: possiamo puntare solo sul codice della strada e sull’educazione civica dei nostri concittadini. Anche dei nuovi, quelli immigrati.
Darebbe possibilità di voto agli immigrati, a livello locale?
Certo. Dopo che hanno imparato la lingua, dopo che hanno raggiunto una stabilità di soggiorno, dopo aver sottoscritto un patto con la città, il voto sarebbe un modo per responsabilizzarli e farli sentire parte attiva della cittadinanza
Secondo lei perché proprio ora questa uscita di Veltroni: si sta forse Sarkosizzando?
Walter ha una storia politica più ricca, matura e complessa di Sarkozy. Non è una questione di moda. Ha detto cose che pensa da tempo. E che anch’io ho sempre detto, già quand’ero deputato e avevo posto vari emendamenti in senso restrittivo all’allora legge Turco Napolitano del ‘98.

Commenti

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Il 8 Maggio 2007 alle 22:44 AlessandraFontana ha scritto:

Mentre il governo Prodi sta per spalancare ancora una volta le porte agli immigrati con sponsor o senza, ecco che qualche esponente della sinistra comincia ad accorgersi della rabbia che serpeggia nel Paese. Forse è un pò tardi, mes amis!!
L’altro giorno sul Repubblica abbiamo letto lo sfogo di un elettore di sinistra. Non mi stupisce lo sconforto dell’interlocutore di sinistra. Il suo governo non dice la verità su una immigrazione selvaggia e sull’enorme problema dell’illegalità. La pessima abitudine della sinistra all’accoglienza cieca, all’assistenzialismo smodato non potrà che portare all’accuirsi del razzismo. Bisogna essere in grado di dominare questi fenomeni, con regole certe ed inflessibili.
A questo proposito vi consiglio di ascoltare il discorso di Sarkozy sull’argomento immigrazione e identità del popolo francese.

http://www.dailymotion.com/vid.....te-respect

Bisogna essere chiari con il proprio popolo e con chi vuole venire a vivere nel nostro Paese.
Sarkozy, lo sentirete, dice una cosa molto corretta… “In un paese senza regole chi pagherà sarà sempre il più debole.” E’ verissimo.
A bien tot…

Alessandra Fontana
http://alessandramariafontana......gspot.com/

Vorrei proporvi questo

Il 8 Maggio 2007 alle 22:51 AlessandraFontana ha scritto:

Mentre il governo Prodi sta spalancando ancora una volta le porte agli immigrati con sponsor o no, ecco che qualche esponente della sinistra comincia ad avvertire la rabbia che serpeggia per il nostro Paese… E corre ai ripari.
D’altronde due giorni fa, su questo argomento abbiamo letto su Repubblica la lettera sconfortata di un elettore di sinistra.
Non mi stupisce lo sconforto dell’interlocutore di sinistra. Il suo governo non dice la verità su una immigrazione selvaggia e sull’enorme problema dell’illegalità. La pessima abitudine della sinistra all’accoglienza cieca, all’assistenzialismo smodato non potrà che portare all’accuirsi del razzismo. Bisogna essere in grado di dominare questi fenomeni, con regole certe ed inflessibili.
A questo proposito vi consiglio di ascoltare il discorso di Sarkozy sull’argomento immigrazione e identità del popolo francese.

http://www.dailymotion.com/vid.....te-respect

Bisogna essere chiari con la nostra gente e con chi vuole venire a vivere nel nostro Paese.
Sarkozy, lo sentirete, dice una cosa molto corretta… “In un paese senza regole chi pagherà sarà sempre il più debole.”
E’ verissimo.
A bien tot…

Alessandra Fontana
http://alessandramariafontana......gspot.com/

Il 17 Maggio 2007 alle 18:16 Sarko Veltroni cambia linea e sulla sicurezza va a braccetto con donna Letizia » Panorama.it – Italia ha scritto:

[...] A Roma: poteri straordinari al prefetto per individuare nuove zone dove ospitare i campi nomadi, la cui vigilanza sarà affidata a un reparto speciale del Viminale di 100 uomini. A Milano: telecamere per controllare gli accessi in città e un reparto speciale di 100 agenti per combattere lo spaccio di droga, più altri 100 per la lotta alla prostituzione minorile e all’abusivismo commerciale. Questi i punti di forza del “patto per la sicurezza” che il ministro dell’Interno Giuliano Amato venerdì 18 maggio si appresta a firmare con i sindaci delle due principali città italiane (in realtà nella metropoli lombarda l’accordo sarà concluso fra il sindaco Letizia Moratti e il viceministro Marco Minniti). Poi sarà il turno di Torino e Napoli ed entro la prima settimana di giugno il piano sarà esteso tutte le aree metropolitane italiane. Insomma, qualcosa si muove dopo mesi di trattative e proteste. L’obiettivo principale è quello di migliorare e aumentare il controllo sul territorio, con l’utilizzazione della Forza intervento rapido (600 uomini tra polizia e carabinieri) e dando a poliziotti di quartiere compiti più specifici rispetto a quelli fin qui sperimentati dal dicembre 2002. “Patti” stringenti e rigorosi quelli siglati dal Viminale con i sindaci di Roma e Milano. Che segnano, più di tutti, il cambio strategico da parte del sindaco della capitale: confermandosi il più pronto fra i politici italiani nel metabolizzare le novità, Walter Veltroni ha deciso di far tesoro delle elezioni francesi tentando un inedito mix tra il suo tradizionale solidarismo e un nuovo profilo d’ordine, quello che ha consentito a Nicolas Sarkozy di conquistare l’Eliseo. I segnali del nuovo corso veltroniano si sono manifestati prima con una lettera sulla Repubblica; poi con l’annuncio che saranno abbattute 60 costruzioni abusive all’interno del Parco di Veio, alle porte di Roma. Poi ancora con la grande attenzione prestata dal Campidoglio alla situazione nel rione Esquilino, dove i rapporti tra cinesi e italiani sono diventati tesi. Infine, ecco la firma del “patto” col Viminale per la sicurezza. Veltroni è in cima all’indice di gradimento dei possibili leader del Partito democratico, ma per ora si tiene scrupolosamente defilato dalla competizione, dedicandosi interamente alle questioni cittadine. La dimensione romana con annessa svolta “sarkoziana” sembra comunque la più idonea a tenerlo in pole position per la leadership nazionale. Per la quale potrebbe concorrere, stando ai sondaggi di gradimento a destra, anche Letizia Moratti. Che però, rispetto al suo futuribile competitor non ha bisogno di grandi balzi per riposizionarsi su una linea politica di “legge e ordine”. Il controllo del territorio e la prevenzione della criminalità sarà finanziato con fondi speciali (gestiti dai prefetti, in modo da rendere più flessibili le misure di sicurezza): 30 i milioni stanziati per il capoluogo lombardo, 14 per la Capitale. Politicamente, per ora, la differenza tra Letizia Moratti e Walter Veltroni sta tutta qui. [...]

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