
Ci risiamo. Anzi, ci risono. Non soddisfatti delle divisioni sul Family Day del 12 maggio (in piazza San Giovanni in Laterano ci saranno Giuseppe Fioroni e Clemente Mastella; mentre radicali, socialisti e diessini fuorisciti andranno in piazza Navona per la giornata, del Coraggio laico), i ministri del governo Prodi si ri-spaccano intorno alla conferenza nazionale sulla famiglia, in programma il 24 e 26 maggio.
A promuovere l’incontro il ministro deputato agli affari familiari, Rosy Bindi, che ha invitato a Firenze oltre agli attori governativi, le regioni, gli enti locali e le realtà sociali a vario titolo impegnate sulle tematiche familiari. Insomma, tutti. O quasi: l’invito del ministro Bindy (che con la collega Barbara Pollastrini ha buttato giù il disegno di legge sui Dico) non è infatti rivolto ai gay: “A Firenze non ho invitato le associazioni omosessuali, ma solo quella dei genitori di persone gay”. E al primo accenno di polemiche, la pasionaria toscana non è retrocessa di un millimetro: “So bene che questo causerà molte polemiche, ma alla conferenza i destinatari delle legge sulle convivenze non sono legittimate a partecipare”.
Finita qui? Manco per sogno, visto che a 24 ore dalla dichiarazione della Bindi, il Prc prende nettamente le distanze: “tutto il partito non parteciperà alla conferenza”, sostiene il capogruppo alla Camera, Gennaro Migliore.

Tutto il partito seguirà quindi la scelta del proprio esponente nell’esecutivo, Paolo Ferrero, ministro della solidarietà, che dice: “Non condivido la scelta del ministro Rosy Bindi di non invitare le organizzazioni omosessuali al convegno nazionale sulla famiglia di Firenze. Ritengo pertanto che nemmeno la mia partecipazione sia opportuna”. E ancora: “I temi dei diritti di cittadinanza di tutti i cittadini al di là del loro orientamento sessuale e delle loro scelte di vita, avranno evidentemente altre sedi di discussione”.
E ora sono in molti a chiedersi quale sia la posizione del ministro Bindi che dopo aver scritto il Ddl sui Dico, dopo aver litigato con Mastella e Fioroni, invitandoli non partecipare al Family Day, chiede ai gay di non prendere parte all’assise sulla famiglia, aprendo con il ministro Ferrero un altro fronte di crisi.
Già, perché pur non essendo ancora al fatidico settimo anno, si può sostenere che intorno ai temi della famiglia è la “famiglia” del governo a essere entrata in crisi, con ministri che non lasciano passare giorni senza polemizzare tra loro. E pensare che alla firma del patto per la nascita del Prodi-bis, l‘ultima ma fondamentale condizione posta dal capo famiglia fu, più o meno: basta scontri tra ministri, decido io e per me parla Sircana…
- Martedì 8 Maggio 2007
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Commenti
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Il 9 Maggio 2007 alle 9:44 persefone ha scritto:
Ah già, Sircana non lo si è più visto, dove è finito? E’ ancora sui viali?
Il 9 Maggio 2007 alle 9:53 gustaveflaubert ha scritto:
Credo che quello italiano sarebbe il primo caso di governo fatto cadere non dall’opposzione ma dagli omosessuali.
Il 9 Maggio 2007 alle 9:59 nickneim ha scritto:
Regalo questa idea a tutti i gay fiorentini e italiani: partecipate in massa alla conferenza, anche se non siete invitati. E’ facile, mi sono informato. Basta andare sul sito ufficiale
http://www.conferenzanazionale.....amiglia.it
e partecipare alla conferenza iscrivendosi
(il modulo di iscrizione: http://www.conferenzanazionale.....izione.pdf ). Così la Bindy si trova una sala piena zeppa di gay. Pensa che bello.
Il 15 Giugno 2007 alle 8:31 Gay e centrosinistra, orgoglio e precipizio » Panorama.it – Italia ha scritto:
[...] Il ministro diessino Barbara Pollastrini, “madre” dei Dico con Rosy Bindi, spiega che il patrocinio lo ha concesso il suo dipartimento che fa capo a Palazzo Chigi, non la Presidenza, ed è stato riconosciuto a questa come a tante altre iniziative: “Il patrocinio del ministero delle Pari opportunità non è al corteo e non è alla piattaforma”. Però lei non ha ancora deciso se esserci o meno: “Concorderò con Prodi la presenza del governo”. [...]
Il 31 Luglio 2007 alle 10:31 È Bindi la nuova icona del popolo gay? » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] È Rosy Bindi la nuova one woman show della politica italiana. In un solo giorno, ieri, la ministra della famiglia è riuscita ad attaccare i magistrati, difendere i diritti delle minoranze sessuali e candidarsi per la guida del Partito democratico. E così la poliedrica toscana ha raggiunto l’obiettivo: avere la botte piena e la moglie ubriaca. Più dell’onorevole transgender Valdimir Luxuria, più del deputato Franco Grillini, presidente onorario dell’Arcigay, è dunque lei la nuova icona parlamentare del popolo omosessuale? E nonostante l’esclusione di quello stesso popolo dalla conferenza nazionale sulla Famiglia, lo scorso maggio a Firenze? [...]
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