Italia da record: in due anni triplicate le auto blu

Sono da sempre il simbolo del potere: le auto blu. Per chi le usa sono il segno tangibile di essere entrato nella cerchia di chi comanda (nella Casta, direbbe Gian Antonio Stella); per chi le vede sfrecciare per le vie della città (incuranti di pedoni o semafori) sono spesso l’immagine della soverchieria e dello spreco.
Ebbene, intorno al loro numero, l’Italia, secondo uno studio condotto da Contribuenti.it - Associazione Contribuenti Italiani, ha battuto l’ennesimo record mondiale: da noi il parco di “auto blu” è triplicato passando, in due anni, da 198 mila a oltre 574 mila vetture. In uso a Stato, Regioni, Province, Comuni, Municipalità, Comunità montane, Enti pubblici, Enti pubblici non economici e Società misto pubblico-private.

Una crescita esponenziale, avvenuta nonostante la legge del 1991 che limitava l’uso esclusivo delle auto blu ai soli Ministri, Sottosegretari e ad alcuni Direttori generali: da allora (magari nei periodi pre-elettorali) si è sempre parlato e promesso di regolamentazioni e tagli. Invano.
Come detto, la classifica dei paesi che utilizzano le “auto blu” vede oggi al comando l’Italia con 574.215 seguita, a distanza notevole, dagli Usa con 73.000, dalla Francia con 65.000, dal Regno Unito con 58.000, dalla Germania con 54.000, Turchia con 51.000, Spagna con 44.000, Giappone, con 35.000, Grecia con 34.000 e Portogallo con 23.000.

Commenti

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Il 10 Maggio 2007 alle 17:40 mario_portanova ha scritto:

Ecco perchè la fiat è in attivo!

Il 11 Maggio 2007 alle 9:46 persefone ha scritto:

E nell’ultimo anno di quanto è aumentato?

Il 14 Maggio 2007 alle 14:17 robpn ha scritto:

Sono numeri che fanno rabbrividire!
Ma ci rendiamo conto?
Una classe politica (tutta) seria si dovrebbe vergognare e porre rimedio a un simile spreco.
Il fatto è che noi italiani ci facciamo scivolare addosso tutto.
Nemmeno gli organi di informazione aiutano: articoli di questo genere dovrebbero esserci tutti ( dico tutti) i giorni.
Ricordate qualche mese fa quando venne sollevato lo scandalo delle pensioni degli ex parlamentari?
E’ successo qualcosa? Nulla. E tutto continua come prima.
Se così stanno le cose ben venga la notizia ( non dovremo attendere molto)che le auto blu hanno raggiunto quota un milione!

Il 18 Maggio 2007 alle 18:08 segretariosiar ha scritto:

Ancora una volta noto con dispiacere, che Panorama gratuitamente o forse no…si permette di fare affermazioni ingannevoli riguardo le auto blu.Più volte il sottoscritto in qualità di segretario nazionale dell’unico sindacato che tutela gli autisti di rappresentanza organi istituzionali”SIAR” ossia dei conducenti delle auto blu, ha scritto in risposta agli articoli da Panorama pubblicati riguardanti le auto blu e sempre riportanti dati ed informazioni, che rasentano l’assurdo.Purtroppo Panorama mai ha ritenuto ne di pubblicare ne tanto meno ascoltare chi conosce e rappresenta tale realtà e coloro che operano in tal senso.Giusto per la cronaca, le auto blu non sono più di 4000(quattromila). spero che prima o poi decidiate di dare un’informazione corretta e fare un giornalismo serio.Andrea Vignotto segretario nazionale SIAR

Il 25 Maggio 2007 alle 13:35 Sofri: Quei privilegi insopportabili » Panorama.it – Opinioni ha scritto:

[...] Torniamo ai cosiddetti costi della politica e all’esempio più succulento: le auto blu. Se è vero che le auto di servizio (non importa che colore abbiano) sono oltre mezzo milione, ne deriva una sequenza emozionante di pensieri. Intanto, che dev’esserci parecchio più di mezzo milione di autisti, dunque l’equivalente sindacale di una importante categoria operaia. Poi che il costo complessivo ammonta a mezza Finanziaria, molto più di un tesoretto. Poi: visto che le auto blu, si dice, sono 65 mila in Francia e 54 mila in Germania, per adeguarci dovremmo abolirne quasi i nove decimi. Ne guadagnerebbe anche il traffico, e l’inquinamento, perché oltre a tutto sono di grossa cilindrata. Ma immaginiamo di ridurle solo della metà: portarle a 250 mila, più o meno: resterebbero il quintuplo che in Germania, e la Germania è assai popolata. Ora immaginiamo di chiedere a un campione vasto di politici, parlamentari, amministratori e dirigenti pubblici: “Credete possibile dimezzare il parco delle auto blu?”. Poi chiediamo loro: “Ritenete più difficile dimezzare le auto blu o contrastare efficacemente il cambiamento climatico?”. Infine immaginiamo anche che rispondano sinceramente (occorre uno sforzo, lo so). Bene: scommetto qualunque cifra che la grandissima maggioranza dichiarerà più probabile riuscire ad arginare il mutamento climatico planetario che non a dimezzare le auto blu. Questa constatazione sarà una buona premessa alla riflessione su fini e limiti della politica. Comprereste una macchina (blu) usata da un’azienda pubblica che ne possiede 500 mila? Però bisogna accettare anche un’altra riflessione, un po’ più complicata. Non è solo l’attaccamento oltranzista ai privilegi di corpo e personali a rendere così impervia la via di una ripulitura della vita pubblica. È anche il nostro modo di essere, lo stesso che ci rende difficile, di fronte alla siccità mondiale, stare davvero attenti a non lasciar correre il rubinetto di casa nostra. E poi le imprese grandiose sono più alla nostra portata che la rinuncia alle abitudini medio-piccole, e le decisioni assolute (con il corredo di fanatismo che comportano) più delle misurate. Digiunare solennemente può essere più facile che mettersi a dieta e chi conosce il digiuno sa che è in agguato al primo angolo l’abbuffata. Così ci convinceremo sempre di più della necessità di abolire del tutto le auto blu. Quanto a dimezzarle, non se ne parla nemmeno. Più facile applicare il protocollo di Kyoto. [...]

Il 25 Maggio 2007 alle 18:57 Non chiamatele Auto blu. Usi, abusi e costi della macchina di servizio » Panorama.it – Italia ha scritto:

[...] Parte tutto dal commento lasciato da Andrea Vignotto segretario nazionale SIAR (Sindacato Italiano Autisti Rappresentanza). Contestava Vignotto il dato “assurdo e ingannevole” sulle auto blu (574 mila secondo uno studio condotto da Contribuenti.it - Associazione Contribuenti Italiani) in uso alle amministrazioni d’Italia. Commento duro, sig. Vignotto. Su cosa non è d’accordo? Un conto sono le auto blu di rappresentanza, cioè veicoli con mansioni di trasporto di rappresentanti di organi istituzionali. Un altro conto sono tutti i veicoli immatricolati dallo Stato, che comprendono tra l’altro anche i mezzi dei militari in Afghanistan, i camion dei Vigili del Fuoco: solo comprendendo questi si potrebbe arrivare al numero citato… Mi lasci dire: fossero 574 mila le auto blu, vorrebbe dire che ci sono altrettanti autisti e siccome noi siamo l’unico sindacato di categoria, io conterei più di Epifani! Invece… Invece abbiamo poco più di 2 mila iscritti, la metà di tutti gli autisti (dipendenti pubblici) oggi in servizio per le vetture delle istituzioni. Metà degli iscritti: vuol dirci che le auto blu in Italia sono 4 mila in tutto? Esatto, forse 4 mila e cinquecento: di cui due mila presso le amministrazioni decentrate (Regioni, Province, Comuni, Comunità di bacino, comunità montane) e duemila presso Ministeri, Prefetture, Questure, etc… Parlo, ripeto, di auto di rappresentanza, quelle che girano con la sirena… A volte, ammetto, è difficile anche per noi reperire i numeri di queste auto presso le amministrazioni, soprattutto quelle periferiche, che, in assenza di una gestione coordinata e codificata acquistano auto di servizio, in totale autonomia. Ma quelle non sono auto blu. Ma il senso di spreco resta comunque. Certo, soprattutto in campagna elettorale. È in questo periodo che se ne parla maggiormente. Poi torna a calare il silenzio. Anche sulle condizioni di vita e sullo stipendio degli autisti (1000 euro al mese e servizio anche la domenica e la notte). Non si parla nemmeno della tendenza dei politici più giovani a non usare l’auto di rappresentanza (che li metterebbe in cattiva luce nei confronti dei cittadini) ma a spostarsi con la propria, chiedendo poi all’amministrazione certi rimborsi spese… [...]

Il 25 Giugno 2010 alle 16:54 LE AUTO BLU SONO 90MILA: ORA CHI CHIEDE SCUSA? « Free News ha scritto:

[...] articolodi Ambrogio Crespi – Un mese fa un tam tam mediatico aveva invaso indistintamente i giornali italiani, sia cartacei che online con una notizia riportata al medesimo modo e senza alcun interrogativo [...]

Il 25 Giugno 2010 alle 22:48 LE AUTO BLU SONO 90MILA: ORA CHI CHIEDE SCUSA? | Fatti di Sicilia ha scritto:

[...] Ambrogio Crespi – Un mese fa un tam tam mediatico aveva invaso indistintamente i giornali italiani, sia cartacei che online con una notizia riportata al medesimo modo e senza alcun interrogativo [...]

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