
Finalmente è arrivato, il decreto legge per arginare l’emergenza rifiuti in Campania. È stato varato oggi dal Consiglio dei ministri, anche se non è stato facile mettere tutti d’accordo. D’altra parte in Campania devono “trovare casa” 7200 tonnellate di immondizia prodotta ogni giorno. E la raccolta dei rifiuti latita a Napoli e provincia, procedendo a macchia di leopardo e facendo di lei, la monnezza, la padrona. Impera per le strade, lungo i marciapiedi. I pedoni devono improvvisare slalom. E c’è pure chi rinuncia: una mamma con passeggino è dovuta rientrare e lasciare il figlio dalla nonna per poter zigzagare meglio.
Ma c’è pure chi la ricetta l’ha trovata da tempo. Facile, divertente ed ecologista. È Maurizio Capone, quarantatreenne napoletano verace, con la sua band tutta partenopea Capone Bungt Bangt. Ovvero bidoni, lattine, vecchie pentole, secchi di metallo, tubi di plastica al servizio della musica. Capone Bungt Bangt (bungt bangt in napoletano sta per caos), che quest’anno ha accompagnato Daniele Silvestri sul palco dell’Ariston, utilizza come strumenti musicali proprio… la monnezza.

Maurizio, descrivici alcuni degli strumenti che usate.
Abbiamo lo scatolophon, scatola di polistirolo con elastici da ufficio che dà un suono simile a basso, contrabbasso, chitarra elettrica. O la scatulera, simile all’arpa, contenitore in polistirolo per gelati ed elastici da salumiere. O lo yozzù, bottiglina di yogurt con pezzetti di busta di plastica, che fa da kazoo.
E per la materia prima vi rifornite tranquillamente… per strada?
Anche. Le scatole di polistirolo le ho trovate davanti alla scuola di mio figlio! Ci riforniamo lungo le vie o nei cassettoni, ma anche in ferramenta, sfasciacarrozze, ferrivecchi.
Perché suonate la spazzatura?
L’idea è quella di creare sonorità diverse, sfidando la rigidità dell’ambiente musicale. Ma anche un modo di ironizzare sulla situazione drammatica dei rifiuti in Campania e ovunque. Noi napoletani siamo i ministri della spazzatura, siamo ormai laureati nel settore, così possiamo permetterci di suggerire una maniera divertente di pensare a come una cosa può riacquistare valore. Con leggerezza e positività, nonostante il dolore nel vedere Napoli così. La nostra filosofia è che quello che abbiamo davanti non è quello che crediamo che sia. Di certo non siamo noi a risolvere il problema dell’immondizia, ma possiamo stimolare anche altri.
Ma la tassa sui rifiuti la pagate o, visto che fate “raccolta differenziata” avete uno sconto?
Macché, niente sconti, qui si paga tutto.
Com’è la situazione rifiuti nel tuo quartiere?
Abito al centro di Napoli, al Vomero. Di solito è una delle ultime zone a essere raggiunta ma… il blob ha iniziato ad avanzare ed è arrivato. Sui marciapiedi non si cammina più e, con il caldo, c’è una puzza!
Con il decreto legge ora vi fanno quattro discariche…
Allora la mia band diventa fuori legge? - e se la ride - In realtà il problema non è quello delle discariche. La questione dei rifiuti è un grande business, ci sono interessi di “alta finanza”. Prima dell’estate o delle elezioni si blocca sempre la raccolta: presumo ci siano dietro dei motivi di scambio, una forma di ricatto della città. La soluzione discarica è solo fumo negli occhi. E comunque è più interessante sensibilizzare le persone, quello che sto cercando di fare io nel mio piccolo. Se non si alza il livello della società non c’è soluzione.
Quindi stai tranquillo, non diminuirà la fonte primaria per i tuoi strumenti?
No no, continuerà a esserci in abbondanza.
Con tutta questa materia prima, Capone Bungt Bangt lanceranno presto un nuovo album. Intanto è uscito il singolo, “6″, ascoltabile sul loro spazio su Myspace.
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Commenti
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Il 21 Febbraio 2008 alle 18:29 Napoli e i rifiuti: l’assessore le canta alla politica » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] A Napoli la rabbia diventa anche musica. E se i Capone Bungt Bangt con i rifiuti che riempiono le strade hanno realizzato strumenti musicali, Vittoria Mariani, invece, arrabbiata per la discarica a cielo aperto, ha scritto una canzone contro i politici partenopei. Il grido di dolore di una città ferita. “I napoletani sono pazienti e rassegnati / molto spesso creduloni e disincantati / ma ora no, non ce la fanno più… Un’immagine distrutta, il turismo annientato, / un’economia crollata, le verdure avvelenate, / e sì, ci avete ridotto così”: ecco alcune strofe del brano, intitolato Perché odiate la città, cantato da Bruna Simeoli e Katia Porcelli. E il ritornello: “Basta, andate a casa / perché siete mascalzoni / perché non avete cuore…”. [...]
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