
La multa? Non fa più paura se te la rimborsano. Se poi a farlo è una prostituta…
Già perché le lucciole padovane, per rispondere all’iniziativa del sindaco Flavio Zanonato che ha rispolverato un’ordinanza di nove anni fa grazie alla quale si possono multare per intralcio alla circolazione automobilistica i clienti delle prostitute, hanno inventato una forma di “risarcimento” per i loro clienti: il “bollino rosa dell’amore”, cioè una prestazione gratuita a chi è stato pizzicato dai vigili urbani.
L’80% delle ragazze che lavorano in strada ha deciso di aderire all’iniziativa ed esporrà l’adesivo sul vestito. La stampa locale ha riportato con grande evidenza il progetto. “Con il ‘bollino rosa dell’amore’, che indosseremo sopra i nostri vestiti, il cliente saprà” dichiara trionfante Kristal, la portavoce del comitato al quotidiano Il Gazzettino “che se dovesse essere multato dalla polizia municipale pagherà la contravvenzione, ma non la nostra prestazione che sarà assolutamente gratuita. E l’idea pare avere riscosso un grande successo tra di noi, perché ha deciso di aderirvi circa l’ottanta per cento delle ragazze che lavorano per strada”.
Il piano anti-multa segue di pochi giorni l’annuncio di una grande manifestazione di protesta in centro città, prevista per mercoledì 16 maggio nel pomeriggio: “Un corteo pacifico e colorato” dice ancora Kristal, transessuale brasiliana di 41 anni “con il quale rivendichiamo il diritto a una sessualità libera e consapevole”.
L’attesa per questa manifestazione è grande, il dibattito tra pro e contro diventa sempre più acceso e la linea dura anti prostituzione non si arresta: come riportano con evidenza i giornali della città, il Comune ha aumentato i controlli sulle strade più frequentate e ha addirittura attivato dei display luminosi che avvertono gli automobilisti dell’ordinanza.
- Venerdì 11 Maggio 2007
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Commenti
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Il 19 Maggio 2007 alle 14:29 Pure 'e pullece tenen 'a tosse!!!! « enchanted world ha scritto:
[...] fonte: panorama; espresso local 08/05; espresso local del 17/05 [...]
Il 27 Agosto 2007 alle 19:18 Prostituzione: problema Comune, sindaci divisi » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] L’ultimo, in ordine di tempo, è l’assessore ai Quartieri di Bologna, Libero Mancuso. L’ex magistrato, ha lanciato la sua proposta anti lucciole: creare zone isolate in cui convogliare, a rotazione, la prostituzione, per agevolare controlli delle forze dell’ordine e presenza organica dei servizi sociali del Comune. Molte e prevedibili le critiche, ma è arrivata anche qualche adesione, come quella del sindaco di Catania, Umberto Scapagnini (di Forza Italia, a dimostrazione che la questione non si presta a divisioni ideologiche) pronto a farsi promotore tra i sindaci delle aree metropolitane di una legge che consenta di superare gli ostacoli della normativa attuale: indicando zone dove convogliare la prostituzione, il sindaco potrebbe infatti essere accusato di favoreggiamento. Dal punto di vista operativo alcune città si sono da tempo messe all’opera. Ad Alessandria, per esempio, sono state approvate una serie di misure per scoraggiare i frequentatori delle prostitute che esercitano ai bordi delle strade. L’ordinanza prevede il divieto di arresto delle vetture in certe strade e le multe (comprese tra 25 e i 500 euro) per chi indossa abiti indecorosi e compie atti più o meno osceni alla luce del sole (o dei lampioni). Nel nord est sono in corso da qualche tempo sperimentazioni di aree nelle quali “circoscrivere” il fenomeno. A Mestre è in atto il progetto “Zoning”: un piano che individua le aree calde della città e delimita, in accordo con le prostitute, alcune “isole” periferiche che pur gravitando nelle stesse zone garantiscono un minor impatto sociale ma anche più sicurezza e controlli sanitari in favore delle lavoratrici del sesso. Anche se il Terraglio, la statale che unisce Mestre a Treviso, continua a essere a tutt’oggi una sorta di supermarket notturno del sesso. A Padova esiste invece da due anni una sorta di quartiere a luci rosse in periferia, alle spalle della Fiera. Un’area hard come ad Amsterdam? Non proprio, quello di Padova è un quartiere a “luci rosse” in versione vorrei-ma-non-posso. Le circa 130 “belle di notte” (in maggioranza giovanissime extracomunitarie, su 1000 abitanti del quartiere) non stanno esattamente in vetrina. Si adattano a occhieggiare dalla finestra del tinello, o dal balconcino della camera da letto. E se per i clienti di poche pretese basta un pizzico di fantasia per immaginare di essere in Olanda, la gente del quartiere (quella poca rimasta) non ne può più del viavai, e, stanca di vivere in una specie di “zona franca”, ha chiesto e ottenuto dal sindaco diessino Flavio Zanonato lo stop al traffico notturno: ora l’accesso a via Confalonieri, la strada centrale del vizio, è limitato ai residenti dalle 22 alle 5 di mattina. E multa di 71 euro per i fuorilegge in auto per intralcio alla circolazione automobilistica. A questa iniziativa le lucciole padovane hanno prima manifestato e poi inventato una forma di “risarcimento” per i loro clienti: il “bollino rosa dell’amore”, cioè una prestazione gratuita a chi è stato pizzicato dai vigili urbani. Tutte soluzioni per niente gradite a Tiziana Maiolo, assessore alle Politiche sociali di Milano, convinta che il problema non è una questione solo comunale, ma un dramma nazionale che non può essere affrontato “con trovate estemporanee, poco serie e non risolutive”. Nell’attesa, a Milano i “quartieri a luci rosse” li hanno già creati viados brasiliani, donne cinesi, lucciole dell’Est, esperte prostitute italiane e giovani rumeni che si sono spartiti i marciapiedi della città in base al cliente di riferimento. [...]
Il 5 Gennaio 2009 alle 16:27 E Tosi manda le sentinelle del sesso per multare le prostitute in casa » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Allontanate dalle strade, le prostitute di Verona ora rischiano di dover chiudere anche le attività negli appartamenti privati. La lotta alla prostituzione si arricchisce di un nuovo capitolo. È già pronta ed entrerà in vigore a breve un’ordinanza del sindaco Flavio Tosi, contro le squillo che esercitano in casa. Nel giugno del 2007 fu Padova a assumere, prima in Veneto, provvedimenti anti-prostituzione varando le multe per i clienti. Ma è stata Verona, poche settimane dopo, a trasformare quelle prime ordinanze in un’autentica battaglia anti racket e anti lucciole. [...]
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