Sicilia al voto: urne in 156 Comuni con oltre 18 mila candidati

[i](Credits: Groudy.Blue by Flickr)[/i]
In attesa che arrivi il 27 maggio, occhi puntati, con curiosità e una certa attenzione, sul voto in Sicilia, Regione a Statuto speciale, dove le urne si aprono a partire da questo week end, domenica 13 e lunedì 14 maggio. Curiosità e attenzione non solo perché in programma c’è la grande disfida di Palermo: tra l’uscente sindaco Diego Cammarata e il redivivo Leoluca Orlando (furioso con gli alleati).
Ma anche perché l’isola siciliana è da sempre considerata territorio politico di grandi mutamenti e di spregiudicate prove di laboratorio. Come quella che, per singolari alchimie, ha portato l’Udeur e i Ds di Agrigento ad allearsi contro il resto dell’Unione a sostegno dell’ex segretario provinciale dell’Udc, la Quercia di Cefalù ad unirsi al partito di Casini e la prima apparizione della sinistra mussiana fuoriuscita dai Ds che corre apparentata a Prc-Verdi-Pdci alla provincia di Ragusa.
Questioni locali? Non proprio: con il proliferare di cantieri aperti in entrambi gli angoli di destra e sinistra della politica italiana, l’orientamento dei 2 milioni e 200 mila elettori (la metà del corpo elettorale siciliano) non è un dato da sottovalutare. Per capire cosa potrebbe accadere due settimane dopo nel resto d’Italia.
Sono 156 i Comuni della Sicilia (di cui 35 con più di diecimila abitanti) chiamati al voto. Le amministrative riguardano anche la Provincia di Ragusa e sedici consigli circoscrizionali. I capoluoghi in cui si vota per il sindaco sono tre: Palermo, Agrigento e Trapani.

Si dice che nel duello di Palermo, a contare, non saranno tanto le benedizioni dei big politici nazionali (si sono mossi un po’ tutti per la sfida nel capoluogo: da Silvio Berlusconi a Gianfranco Fini a Piero Fassino). Quanto il peso di migliaia di “aspiranti rappresentanti” del popolo (un esercito di 3.962 persone), certo desiderosi di portare voti al proprio candidato (e al proprio partito) ma anche di continuare (o di intraprendere) una carriera politica che, oggi più che mai, in Sicilia vale quanto un lavoro sicuro, ben retribuito e a tempo indeterminato. Così in tutta l’isola ci sono 18.413 uomini e donne pronti a contendersi tutte le poltrone possibili: 156 scranni da sindaco, uno da presidente della Provincia di Ragusa, 2.567 seggi di consigliere comunale, 25 di consigliere provinciale, e 174 di consigliere circoscrizionale.
Va da sé che la guerra per conquistare le postazioni di rendita è combattuta con tutti i mezzi e senza badare a spese: solo per Palermo, dicono le stime, sono stati bruciati in campagna elettorale nove milioni di euro.

Liste e candidati nei capoluoghi

Sono cinque i candidati a sindaco di Palermo e 32 le liste presentate alla scadenza dei termini per le comunali nel capoluogo siciliano.
- Diego Cammarata (Forza Italia, Alleanza Nazionale, Udc, Movimento per l’Autonomia, Azzurri per Palermo, Nuova Sicilia, Vizzini per Palermo, Palermo per l’autonomia, Donne giovani di centro, Autonomia e Libertà, Mis, De Gregorio-Italiani nel mondo, Rappresentare Palermo, Dc)
- Leoluca Orlando (Verdi, Idv, Dl, Ds, Sinistra europea, Nuova Italia unita, Palermo libera per Orlando sindaco, Sindaco Orlando, Sicilia democratica-Fronte nazionale siciliano, Sicilia federale, Pdci, I riformisti, Grande Palermo con Orlando sindaco, Udeur)
- Andrea Piraino (Italia di Mezzo, Salviamo Palermo)
- Massimo Costa (Movimento politico per i siciliani)
- Giovanni battista zampardi (Forza Nuova)

Sei i candidati a sindaco di Agrigento e 19 le liste presentate per le comunali nella città dei Templi.
- Enzo Camilleri (FI, Udc, An, Mpa, Italiani nel mondo, Pri, Nuovo Psi, Ama Agrigento)
- Marco Zambuto (Udeur, Ds, Marco Zambuto sindaco, Agrigento biancazzurra, Nuova Agrigento).
- Nello Hamel (Città Futura, Dl)
- Calogero Miccichè (Uniti per Miccichè sindaco - la lista comprende Verdi e Idv)
- Rosalda Passarello (L’Unione - la lista comprende Sdi, Prc, Pdci)
- Antonio Calamita (Nuovi Orizzonti)

I candidati a sindaco di Trapani per le elezioni del 13 e 14 maggio sono sette.
- Domenico Fazio (Fazio sindaco, FI, An, Mpa, Udc, Democrazia per le autonomie)
- Mario Buscaino (Ds, Dl-Udeur, Sdi, Buscaino sindaco, Buscaino giovani, Trapani nuova)
- Giuseppe ortisi (A sinistra, Uniti per Trapani)
- Natale Salvo (Partito umanista)
- Carlo Foderà (Autonomia e libertà)
- Vito Mannina (I moderati-Italiani nel mondo)
- Giuseppe Vultaggio (Dc)

Sono sei i candidati alla presidenza della Provincia di Ragusa per le elezioni del 13 e 14 maggio.
- Franco Antoci (Fi, An, Udc, Mpa, Pri, Nuovo Psi-Alleanza popolare, As, Dc)
- Giuseppe Barone (Ds, Dl, L’altra Provincia)
- Giuseppe Di Natale (Idv-Verdi, Pdci-Socialismo e libertà, Prc)
- Pasquale Ferrara (Sdi, I socialisti)
- Mario Coco (Insieme per la Sicilia)
- Giuseppe Caldarera (Udeur).

Commenti

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Il 11 Maggio 2007 alle 14:07 Speciale amministrative: tutto quello che serve sapere » Panorama.it – Italia ha scritto:

[...] Parte dalla Sicilia, domenica 13 maggio e lunedì 14 maggio 2007 (ballottaggi domenica 27 maggio e lunedì 28 maggio 2007), la tornata elettorale delle amministrative 2007. Che interessa circa 12 milioni di cittadini. Il resto del Paese (ad esclusione della Val d’Aosta che voterà il 20 maggio 2007) va alle urne domenica 27 e lunedì 28 maggio 2007 (eventuali ballottaggi il 10-11 giugno). Si vota per rinnovare 958 consigli comunali, di cui 29 capoluoghi, e 8 amministrazioni provinciali (qui l’elenco completo in .pdf). Tra i principali consigli comunali (scheda azzurra) spiccano: Palermo, Como, Cuneo, Genova, Lecce, Agrigento, Lucca, Matera Gorizia, Piacenza, Parma, Verona, Reggio Calabria, La Spezia, Civitavecchia, Taranto. Le province (scheda gialla) sono: Ragusa, Vercelli, Como, Varese, Vicenza, Genova, La Spezia e Ancona. Per esprimere il proprio voto (qui la guida del Viminale), ogni cittadino deve presentarsi presso la propria sezione elettorale, esibendo la tessera elettorale e un documento di riconoscimento valido (patente, passaporto, libretto di pensione, tessera di riconoscimento rilasciata da un ordine professionale). LEGGI ANCHE: i principali duelli: in Sicilia, non solo Palermo l’Orlando furioso: 156 comuni con 18 mila candidati, a Genova, Vincenzi e Musso, a Gorizia e Verona il diavolo e l’acqua santa, a Verona, prove generali di Polo unito, a Civitavecchia, il porto e il fantasma dell’opera, a Taranto il ciclone Cito e ad Ancona, comunque vada sarà femmina. [...]

Il 15 Maggio 2007 alle 14:15 Amministrative: a Lampedusa la Lega sbarca e sbanca. Avrà il vicesindaco » Panorama.it – Italia ha scritto:

[...] Nel lentissimo e contestato scrutinio nei 156 comuni siciliani, una sorpresa c’è. Ghiotta: la Lega Nord avrà il vicesindaco del comune più a sud d’Italia, quello di Lampedusa. I dati delle amministrative siciliane, emersi subito dopo la chiusura delle urne stanno consegnando Palermo, Trapani, Modica e la provincia di Ragusa alla Cdl. Ma a fare notizia è l’isola all’estremità dell’Italia, approdo per migliaia clandestini. E non tanto per la coalizione del centrodestra che qui risulta vincente sulla scia del resto della regione, quanto per il fatto che a partecipare e vincere alle elezioni in questo lembo di terra del “profondo” Sud d’Italia, è stata la Lega Nord che con Angela Maraventano conquista la poltrona di vicesindaco. La coalizione formata dal Movimento per l’Autonomia, An, Lega Udc ha ottenuto il 40% delle preferenze: il sindaco sarà Bernardino De Rubeis del Mpa. Sua vice, appunto la “pasionaria” del Carroccio in Sicilia. La Lega Nord, tra l’altro, ottiene il risultato migliore tra i partiti della coalizione vincente, riuscendo a portare al Comune 4 suoi consiglieri: addirittura meglio di Forza Italia, il cui rappresentante Bruno Siragusa, che partiva come sindaco uscente, è arrivato terzo, quindi fuori dall’assemblea cittadina. La Maraventano è famosa per le sue battaglie contro l’immigrazione clandestina: cavalcando questo tema è riuscita a portare sul Carroccio 360 iscritti, facendo della Lega il terzo partito dell’isola (poco più di 5mila residenti), dietro Forza Italia e Udc. “Finalmente potrò fare le mie battaglie dall’interno del palazzo del Comune e non più fuori nel mio gazebo” dice emozionata il neo-vicesindaco all’Adnkronos. “Lavorerò per questa isola, come ho sempre fatto, con la differenza che avrò un ruolo istituzionale”. La prima cosa che farà? “Utilizzare la struttura destinata a nuovo centro di accoglienza per immigrati” e che dovrebbe essere pronto già nel prossimo autunno, come “scuola per i nostri bambini”. “Non abbiamo strutture adeguate per i nostri figli” spiega. “Quindi, la prima cosa da fare è prendere quei locali e darli alla scuola: materna, elementare e media. Soltanto quando avremo scuole adeguate per i bambini consegneremo la struttura per farne un Centro di accoglienza per gli immigrati”. Occhi puntati anche sulla sanità nell’isola. “Inesistente”, sottolinea ancora il neo vicesindaco. “Abbiamo una guardia medica che lascia a desiderare - aggiunge - dovremo fare di tutto per avere una struttura più adeguata”. Con i soldi che oggi alimentano tutti i furgoncini delle forze dell’ordine su e giù per il litorale lampedusano, le guardie costiere e il Cpt, Maraventano vorrebbe portare a Lampedusa servizi ed efficienza, sbarrando le porte ai clandestini. “L’isola ha voglia di cambiare e i nostri cittadini vogliono essere padroni a casa propria” aveva detto, chiudendo la campgana elettorale, spalleggiata da Roberto Castelli: parole e slogan da leghista dura e pura, anche se qui la chiamano “la garibaldina”. Che dopo aver tentanto senza successo di far cambiare provincia all’isola, da Agrigento a Bergamo, è riuscita a far sventolare il Sole delle Alpi padane sul pennone del palazzo comunale dell’estremità meridionale della penisola italiana. [...]

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