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L’altra piazza del 12 maggio, la Piazza Navona del Coraggio laico, è più caotica e spontanea: le persone continuano ad affluire e defluire senza soluzione di continuità, mischiandosi ai turisti. Vicino al palco sventolano bandiere rosse e verdi, mentre più indietro si radunano singoli, famiglie e gruppi di amici senza vessilli.
Anne è una 40enne francese, convive con Francesco, ingegnere 44 anni. Il piccolo Lucas dai riccioli biondi è loro figlio (foto in alto). Anne dice che non è facile vivere in Italia, perché la religione ha troppo peso nella vita delle persone: “Mio figlio ha 2 anni e già mi hanno chiesto se può fare religione a scuola. Per me questo non è un Paese laico”.
Claudia e Marco hanno 28 e 27 anni. Lui è restauratore, mentre lei fa la mamma a tempo pieno. Il bimbo più piccolo, Samuel, ci guarda dalle spalle del papà, mentre Lorenzo ha quattro anni e lo sguardo furbo.
Non sono sposati, dicono, perché non hanno mai sentito l’esigenza di dimostrare qualcosa a qualcuno. “Siamo felici. Spero che anche i nostri figli capiscano che dovremmo essere accettati per quello che siamo”.

Arturo, 37 anni, fa l’impiegato, mentre Ombretta fa la mamma da due anni (della piccola Aurora) perché “in Italia non ci sono strutture che consentono di mandare i bimbi all’asilo e le mamme a lavorare. Cosa importa se siamo o non siamo sposati, ci consideriamo famiglia a tutti gli effetti anche se non abbiamo stipulato un contratto. Un contratto lo stipulo per la casa. Crediamo che i politici debbano fare il loro mestiere pensando alle famiglie che guadagnano 1.000 euro al mese e facendo in modo che vadano avanti.

Franca e Umberto hanno 55 e 53 anni. Lei è impiegata e lui insegna. Il figlio Tancredi, di 12 anni è con loro a Piazza Navona. Per Franca “in Italia siamo molto indietro rispetto ad altri Paesi europei nella difesa dei diritti civili. Il Vaticano ha un potere anche materiale, è una grande multinazionale”.
Roberto e Paola sono un insegnante e un’agente di commercio. Hanno una figlia di nove anni e convivono. Secondo Roberto “lo Stato deve tutelare i cittadini, non la famiglia”. Inoltre “non deve interferire nella vita privata delle persone, soprattutto in quelli che sono momenti fondamentali e intimi: la nascita, la vita, l’amore e la morte. La legge 40 (sulla procreazione medicalmente assistita) è un’intromissione. Non possiamo neanche scegliere di morire quando stiamo molto male”. E alla domanda: “Scusi, chi non deve interferire: lo Stato o la Chiesa?” risponde: “Perché, riesci a distinguere?”
- Sabato 12 Maggio 2007
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Il 12 Maggio 2007 alle 21:55 Quelli che… il Family day: voci e volti da piazza San Giovanni » Panorama.it – Italia ha scritto:
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