- Tags: abuso, adolescenti, cannabis, Carla-De-Albertis, cocaina, Comune-di-Milano, controllo, droga, ecstasi, esame, faracia, figli, fumo, genitori, kit, Livia-Turco, marijuana, sostanze, spinello, stupefacenti, test, Vittorio-Sgrabi
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La proposta ha suscitato scalpore. L’assessore alla Salute del Comune di Milano, Carla De Albertis (di An), intende distribuire gratuitamente alle famiglie dei test antidroga. In questo modo, ha spiegato, i genitori potranno controllare se i loro figli abusano di sostanze stupefacenti e intervenire per farli smettere. In una prima fase la distribuzione riguarderà le quasi 4 mila famiglie di Zona 6 con ragazzi tra i 13 e i 16 anni e poi sarà estesa a tutti i nuclei. Per richiamare l’attenzione sulla propria iniziativa, l’assessore De Albertis si è spinta oltre: “Proporrò il test a tutti i colleghi della Giunta”, ha dichiarato. Non si è tirato indietro Vittorio Sgarbi, responsabile della Cultura, che interpellato da Panorama.it ha risposto di essere pronto a sottoporsi alla prova: “Accetto la sfida, non ho niente da nascondere”.
La pubblicità però si è dimostrata superflua. In pochi giorni la polemica sugli stupefacenti è esplosa sulla scia dei fatti di Vercelli, dove l’autista di un autobus responsabile di un incidente in cui sono morti due bambini è risultato positivo al test della cannabis. Il dibattito sulla distinzione tra droghe leggere e droghe pesanti, sulla loro pericolosità per la salute e sull’opportunità di prevedere esami specifici per alcune categorie di lavoratori è tornata alla ribalta.
Ma se un genitore vuole sapere se il proprio figlio si droga, non deve aspettare che il test glielo regali il Comune.

Su Internet ci sono decine di aziende che vendono questo tipo di kit a prezzi modici. La media è intorno ai 20 euro, ma certi stick scendona fino a 2 euro. Alcuni produttori parlano proprio di uno “strumento concreto per tutti coloro che hanno dei dubbi sui propri familiari. Da oggi”, si legge nel lancio, “è possibile eseguire un test antidroga senza andare in un laboratorio di analisi, quindi nell’assoluta tranquillità della propria casa e senza alcuna intromissione nella privacy familiare”. Altri usano come traino la celebre inchiesta delle Iene tra i parlamentari.
Il sito che offre gli Screen Droga Test fornisce anche una lista delle famracie italiane in cui si possono trovare. A Milano ce ne sono una ventina. “Li abbiamo da alcuni mesi” spiega Carlo Arienti, della farmacia di via Solferino, “ma i clienti non ne conoscevano neppure l’esistenza. Ora cominciamo a ricevere richieste e domande da parte dei genitori”. Richieste subito accontentate con una vasta scelta di prodotti.
Sono proprio i kit acquistati dal Comune. Ce ne sono di otto tipi: sei rilevano attraverso l’urina le singole sostanze (marijuana, cocaina, anfetamine, ecstasi, benzodiazepine e oppiacei), uno ne rileva cinque contemporaneamente (tutte tranne le benzodiazepine, che sono dei sedativi) e uno le rileva tutte e sei attraverso la saliva. Costano rispettivamente 12, 24 e 36 euro.
I farmacisti precisano che si tratta solo di esami preliminari, che attestano la presenza o meno di sostanze stupefacenti anche a distanza di alcuni giorni. Per analizzarne la concentrazione o il momento della somministrazione, occorre ricorrere ai controlli di laboratorio.
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- Lunedì 14 Maggio 2007
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Commenti
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Il 14 Maggio 2007 alle 12:20 persefone ha scritto:
Assessore, i test antidroga dovrebbe farli la polizia (stradale in particolare), non i genitori. Possibile che il comune di milano, che risparmia soldi su tutto (andate a vedere come si sono ridotti gli uffici comunali aperti al pubblico) poi si metta a spendere in queste assurdità ? Quanto spende il comune di milano in questa surreale iniziativa? Vorremmo saperlo. Trasparenza, come si dice. Qualcuno lo sa?
Il 14 Maggio 2007 alle 12:22 mario_portanova ha scritto:
Il test antidroga dovrebbero farlo all’assessore che promuove anzi spende per queste iniziative senzo senso.
Il 15 Maggio 2007 alle 9:19 » Panorama.it – Italia ha scritto:
[...] Test antidroga: dove si comprano e come funzionano i kit [...]
Il 15 Maggio 2007 alle 9:20 Test antidroga, per il tossicologo non servono. L’assessore: però sono gratuiti » Panorama.it – Italia ha scritto:
[...] I test antidroga che il Comune di Milano vuole distribuire alle famiglie per controllare l’uso di sostanze stupefacenti da parte dei figli hanno suscitato polemiche ma anche molte adesioni. Ora però la parola passa agli esperti. Sono davvero affidabili dal punto di vista scientifico? Per Franco Lodi, docente di Tossicologia forense all’Università di Milano, sembrerebbe di no. “Si tratta di test poco precisi”, taglia corto il professore, che spiega: “Innanzitutto perché non rilevano alcune tra le sostanze più diffuse come ad esempio la chetamina. E poi perché rischiano di mettere in ansia senza motivo i genitori. Può succedere infatti che un ragazzo che prende uno sciroppo per la tosse, che contiene codeina, risulti positivo al test dei morfinici. Questo può essere fuorviante e anche pericoloso. Consiglierei di affidare questo tipo di analisi a dei veri esperti e all’assessore alla Salute suggerirei di rivolgersi a figure professionali e a laboratori competenti in materia di stupefacenti”. [...]
Il 18 Giugno 2007 alle 18:03 Kit antidroga anche a Bologna? Destra e sinistra dicono di no » Panorama.it – Italia ha scritto:
[...] L’assessore alla Sanità del Comune di Bologna, Giuseppe Paruolo, precisa che la sua iniziativa è molto diversa da quella della collega milanese Carla De Albertis. E che i test antidroga verrebbero distribuiti con modalità diverse alle famiglie, non con una diffusione di massa ma solo a chi ne faccia richiesta ai servizi socio-sanitari. Forse anche per ovviare all’insuccesso del metodo inaugurato a Milano, dove finora sono stati ritirati meno di cento kit su 3.800 coupon spediti. [...]
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