Una giornata contro l’omofobia: il mondo si mobilita il 17 maggio

Manifestanti in strada  per la giornata mondiale contro l'omofobia (Idaho International day against homophobia) che si celebra dal 2003
Il 17 maggio 1990 l’Organizzazione mondiale della sanità cancellava l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali. E ora il 17 maggio si celebra in tutto il mondo la giornata mondiale contro l’omofobia. L’omofobia è la paura o l’avversione nei confronti delle persone omosessuali e la loro discriminazione. L’Unione europea, nella risoluzione del 26 aprile 2007 in cui stabilisce di onorare ogni anno la giornata del 17 maggio, condanna “le dichiarazioni discriminatorie formulate dai dirigenti politici e religiosi nei confronti degli omosessuali, poiché queste alimentano l’odio e la violenza” e “reitera il suo invito a tutti gli Stati membri di proporre delle disposizioni che mettano fine alle discriminazioni che si trovano ad affrontare coppie dello stesso sesso”.
Panorama.it ne ha parlato Imma Battaglia, presidente dell’organizzazione Dì gay project.

Che valore ha in Italia la giornata contro l’omofobia?
L’Unione europea accusa la Chiesa di imporre una religione di Stato omofoba, e la politica italiana di seguirla. In un momento come questo, il 17 maggio assume un significato strategico: si sta, purtroppo, arrivando a uno scontro culturale basato su una grande campagna omofobica. Mi sento di dire che questo conflitto non giova a nessuno e mi chiedo dove sta andando il nostro Paese. Il motto che proporrei per la giornata contro l’omofobia sarebbe “17 maggio: giornata dell’accoglienza”.
Una delle obiezioni che vengono fatte ai Dico è di natura economica. Ad esempio si dice che non si può assegnare la pensione di reversibilità a un certo tipo di legami.
Gli omosessuali, anche se vivono in coppia, pagano tasse da single. Siamo i maggiori contribuenti, non abbiamo nessuna possibilità di sgravi fiscali. Noi agli altri le pensioni le paghiamo. Ma perché non dovremmo essere corrisposti? Perché non ci si viene incontro di fronte ad esigenze che sono comuni a tutti?
Lei, insieme ai manager omosessuali italiani, ha fatto pubblicare in questi giorni un messaggio pubblicitario: “Anche gay è famiglia” in cui parla di diritti umani. Quali diritti degli omosessuali non sono rispettati in Italia?
La pagina che abbiamo fatto significa: c’è una parte consistente (il 10%) ed economicamente rilevante del Paese a cui non viene riconosciuto il ruolo sociale ed economico. Basti pensare all’importanza del turismo gay. Parliamo di diritti? In Europa siamo i soli, insieme a Irlanda, Grecia e Polonia, a non punire le discriminazioni. Se un omosessuale viene offeso o discriminato (succede tutti i giorni) non può fare nulla, non ci sono norme cui si può appellare. Siamo la comunità con il maggior numero di tentativi di suicidio e il caso di Matteo, il ragazzo di Torino che si è ucciso in seguito a ciò che subiva a causa del suo orientamento sessuale, è stato citato anche dalla risoluzione del Parlamento europeo del 26 aprile. Io sinceramente non credo che nessun cittadino italiano tragga vantaggio da questa situazione.
Quali soluzioni legislative è più urgente adottare?
Innanzitutto è necessaria una legge contro le discriminazioni. E poi una formazione culturale: in Italia non c’è nessun programma di formazione per i formatori, e invece i pregiudizi vanno combattuti proprio a partire dalla scuola. Le unioni civili sono diventate ormai una questione ideologica. Non smetteremo di batterci, ma il buon senso ci dice che serve tempo.

Commenti

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Il 17 Maggio 2007 alle 5:56 Giornata mondiale contro l’omofobia » Panorama.it – Marco Mazzei ha scritto:

[...] Oggi è la giornata mondiale contro l’omofobia, ci sono iniziative in molte città italiane: alcune forse un po’ noiose e forse l’idea stessa di una giornata dedicata è un po’ noiosa, ma con tutto quello che sta succedendo c’è poco da fare gli schizzinosi, nel senso che qualsiasi iniziativa serve. [...]

Il 17 Maggio 2007 alle 8:33 Corrado Buccieri ha scritto:

Caro Marco,ti ritrovo anche quì,e mi
riporto a quanto detto per il Gay Pride,
non ti sembra che di qusti argomenti se
ne stia perlando troppo?

Il 17 Maggio 2007 alle 9:16 gianmario.felicetti ha scritto:

RIspondo a Corrado. Quando gli omosessuali saranno cittadini normali, di serie A come tutti, allora non si parlerà più di noi, perché non ce ne sarà motivo.
Ti faccio una domanda: tu sei mai stato picchiato o insultato o additato come nemico di qualcuno perché ti piacciono le donne (presumo che ti piacciano)? Riesci solo a concepire una situazione del genere?
Fai uno sforzo, poi dimmi che voglia avresti di parlarne, se questo ti accadesse…

Il 17 Maggio 2007 alle 11:09 prat ha scritto:

Non esiste nessun clima maccartista contro i gay tuttavia, come al solito, le anime belle del relativismo e del buonismo

peloso,alzano le barricate e sfoggiano tutto l’armamentario classico del conformismo e dei luoghi comuni.Tutta questa

“partecipazione”si risove cosi nell’ennesima manipolazione culturale che confonde la maggioranza con la minoranza ,il diritto con

il privilegio,la giustizia con il giustizialismo,i doveri con il martirio.Questo caos intellettuale finisce per emarginare molte spinte
innovatrici della società e della politica ,penalizzando gli interessi di tutti i cittadini.La sinistra ,cattiva paladina di tale ambigua

partecipazione, continua ad occultare la sua storia reale, pregna del sangue delle minoranze ,versato in nome del futuro del

partito come unico difensore di una maggioranza omogenea ed asservita alla feroce utopia.Cosi come in altre funeste dittature

,nei regimi comunisti si è versato il sangue degli innocenti oppure si sono spezzate le loro vite e tra queste anche le vite degli

omosessuali .
Quando la sinistra mostra tutta la sua incapacità a governare il Paese,quando inevitalbimente finisce per scontentare tutti ,ecco

che allora spinge su temi ideologici e tematiche sociali che utilizza come veri e propri salvagenti del consenso elettorale.Purtroppo

le sue ricette sono vecchie e fallaci,fuori del tempo e non riescono neanche nell’effetto anestesizzante desiderato,anzi

amplificano la sua inadeguatezza a comprendere i fenomeni di cambiamento.
Salta fuori il coraggio laico che ha il solo sapore dell’anticlericalismo social-fascista dei primi del ‘900.Salta fuori la storiella

dell’omofobia avanzante quando basta accendere la TV e vedere tutti i ruoli positivi,rassicuranti che nei reality e nella fiction

vengono assegnati ad omosessuali dichiarati,basta vedere la pubblicità dove imperano le famiglie allargate,non tradizionali.Allora

dov’è lo spregio alle minoranze ?Ve lo dico ,cari lettori ,qualunque siano i vostri orizzonti sessuali,religiosi o sociali, le

minoranze,intese come sostanza sociale, sono manipolate e strumentalizzate ai fini di un mero conteggio elettorale ,una specie di

freddo e cinico Monopoli dove tutti tradiscono tutti,con il solo scopo di assicurarsi la poltrona ed il potere per quanto tempo

possibile.Sono solo le chiappe grassocce e schiacciate di questa gente che dobbiamo emarginare!
http://pratico.splinder.com
Prat

Il 17 Maggio 2007 alle 16:07 Corrado Buccieri ha scritto:

Condivido quanto espresso da Prat.
Infatti plaudire ai gay è solo necessità politica,in Spagna hanno contribuito alla vittoria di Zapatero,
in Italia vogliono mantenere il governo
di centro sinistra,ma in Italia spero
e mi auguro vinca il buon senso.
Rispondo a Gianmario,certo che mi piacciono le donne,ma questo non signi-
fica che debbo averle tutte e a ogni
costo.
Se una mi piace e ci sta ok.
Ma tutto nel rispetto delle regole non
da sfascia famiglie s’intende.

Il 18 Maggio 2007 alle 4:41 kkkk ha scritto:

La civilta’ dei diritti, di tutti.
Omo, etero, cattolici, atei, conservatori, progressisti, liberali, comunisti, lavoratori, capitalisti, attivisti, nullafacenti, nullatenenti, prostitute, immigrati, emigrati, europeisti, filoamericani, …
Ma qualche distinzione (un po’ d’ordine… o Dio cosa ho detto… saro’ fascista?) e’ probabilmente utile, perche’ alla fine, quando non se ne potra’ piu’, allora avra’ ragione Calderoli quando distingue tra culattoni e non. Fa male Calderoli a distinguere in modo grezzo, perche’ la vita e’ difficile anche per gli strani e non solo i normali pedalatori quotidiani senza fantasia che pensano al lavoro ed alla fica.

Il 19 Maggio 2007 alle 10:39 Corrado Buccieri ha scritto:

Caro kkkk, è giusto ci vuole un pò più
di ordine, e non significa essere
fascista.L’errore di quel periodo fù
solo di non cambiare il capo ogni
cinque o dieci anni, il resto funzionava.Ma se si continua su questa
strada,il passato ritorna.

Il 19 Maggio 2007 alle 15:56 talete ha scritto:

mi pare una discussione molto italiana, autoreferenziale, un po’ stupida se permettete. Sarkozy, che viene indicato da il foglio e tutti gli altri come il nuovo punto di riferimento della destra europa, cosa dice sui pacs? niente. acconsente. E quante famiglie c’ha? e quante famiglie hanno berlusconi, casini, e tanti altri? di qaule famiglia naturale parliamo allora? il coraggio laico, caro prat,significa non accettare che l’ipocrisia e il bigottismo la facciano da padroni. con i gay, con gli etero, con chiunque….

Il 19 Maggio 2007 alle 15:59 talete ha scritto:

dimenticavo: se siamo arrivati al “si stava meglio quando c’era Lui” vuol dire che siamo messi davvero molto molto male…..

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