È finito l’effetto indulto, carceri di nuovo affollate

A quasi dieci mesi dall’approvazione dell’indulto i detenuti stanno aumentando in modo preoccupante. L’associazione Antigone pubblica un rapporto in cui si fa il punto sulla popolazione carceraria. Gli osservatori, deputati e consiglieri regionali del Prc-Se e membri di Antigone, hanno visitato dal 15 febbraio a oggi 23 istituti di pena.
Prima dell’indulto i detenuti erano 61.246 (per una capienza regolamentare di 43 mila persone), ne sono usciti grazie alla misura approvata a luglio 2006 26.201. Nel gennaio 2007 nelle prigioni italiane c’erano 39.157 persone, che sono diventate 42.702 a oggi (il 35% è straniero). Questo anche se solo il 12 per cento degli indultati ha commesso un nuovo reato, contro un tasso fisiologico di recidiva che è del 68 per cento.
Il rapporto di Antigone denuncia anche che in nessuno degli istituti visitati finora il regolamento penitenziario viene applicato correttamente e che l’assistenza sanitaria è spesso carente. Il dato che desta maggiore preoccupazione è quello sugli psicofarmaci: ne fa uso il 50 per cento dei carcerati.

Commenti

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Il 18 Maggio 2007 alle 9:35 gustaveflaubert ha scritto:

Il fatto che solo il 12% degli indultati sia tornato in prigione non significa che i restante 88% non abbiano commesso nuovi reati. Magari li hanno commessi ma noi non lo sappiamo.
No?
(A proposito: quale è la percentuale di reati senza colpevole?)

Il 18 Maggio 2007 alle 14:52 ptrani ha scritto:

Alla opportuna osservazione di gustaveflaubert aggiungo che se c’e’ stato un cosi’ rilevante aumento della popolazione carceraria, anche se soltanto il 12% dei beneficiari dell’ indulto e’ rientrato in carcere, questo significa che , a parita’ del rapporto reati/autori dei reati catturati, siamo in presenza di un trend veramente preoccupante della propensione a delinquere negli ultimi mesi. Quale ne sara’ mai la ragione?
Lascio a voi la risposta. Mi sarebe piaciuto che su questo punto si fosse soffermata cristina bassi.
Come spiegano il fenomeno gli onorevoli di Rifondazione Comunista?

Il 18 Maggio 2007 alle 17:59 cubalibre ha scritto:

un’altra considerazione,facendo un’opportuno calcolo matematico.La comunita straniera nelle carceri italiane è pari al 35% ovvero a 14.945 detenuti.Ora se è vero che l’italiano delinque,ed è verissimo,lo fa con un tasso(post indulto)dello 0,085% rispetto ad una popolazione approssimata ai 50.000.000(detratta degli stranieri)Ora applicando gli stessi tassi ci troviamo che la popolazione straniera dovrebbe essere di 17.582.352.Immaginando che cio non sia vero se ne deduce allora che il tasso di criminalita sia piu alto tra gli stranieri.Siamo incapaci sia di immigrare lavoratori sia di integrarli.Comunque la certezza della pena e la lungaggine processuale sono il cancro della giustizia(o meglio Ingiustizia)italiana che provoca anche tanta criminalità.Un’ultima domanda vorrei porre al Parlamento,in base a quale curriculum vorremmo organizzare la giustizia in Afghanistan?Non sarebbe meglio organizzare prima la nostra?Ai rifondaroli comunisti chiederei un po più coerenza chiedendo loro di mettere in comune i loro ricchi stipendi ,da parlamentari euro e non o consiglieri regionali, con le povere famiglie dei detenuti…lo potreste chiamare reddito di detenzione o meglio cassa comun…ista

Il 19 Ottobre 2009 alle 12:02 Alfano: ecco la mia idea di giustizia - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] entrati, inoltre, con cautela e attenzione, nel mondo delle carceri, affrontando l’emergenza detenuti con decisione e senza sconti per nessuno, mediante la presentazione del piano straordinario [...]

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