Islam a scuola, quanta cattiva informazione nei libri di testo

[i](Credits: Ansa)[/i]
I musulmani non si inginocchiano in moschea per pregare. Si prostrano. E il muezzin non è di certo un sacerdote. Come arabi e musulmani non sono termini sinonimi, anzi, solo il 20% dei musulmani è arabo.
Tanti i luoghi comuni e gli errori presenti non solo nel semplice conversare ma anche e soprattutto nei libri di testo italiani. Quei libri che dovrebbero educare le nuove generazioni, i figli di anni di tensione tra un certo occidente e un certo oriente del mondo.
È per questo che nasce Islam a scuola, una pubblicazione della Fondazione Ismu (Iniziative e Studi sulla Multietnicità), nata all’interno di un complesso lavoro di formazione che si propone di accrescere la professionalità docente nella scuola multiculturale e plurilingue, avviando un confronto in merito. Si tratta di un quaderno, realizzato con il supporto dell’Ufficio scolastico per la Lombardia, basato sull’indagine effettuata dall’Ismu sui libri di testo delle scuole di cinque province lombarde (Bergamo, Brescia, Cremona, Mantova e Varese). È diviso in due parti, una informativa che testimonia l’approccio ai vari aspetti dell’Islam (culturale, pedagogico, storico, giuridico…), e una di laboratorio, con l’analisi del linguaggio usato dai libri di testo per descrivere il mondo musulmano.
“Tanti sono gli errori grafici come, soprattutto, di concetto: - dice Antonio Cuciniello, esperto arabista del Settore Scuola Formazione della Fondazione dell’Ismu, uno degli autori di Islam a scuola - ad esempio Imam spesso è scritto invece Iman (che in arabo significa fede), ed è indicato, erroneamente, come “un’autorità religiosa”. Sulla questione delle fonti, ugualmente, tante imperfezioni: si intuisce o addirittura si legge che il Corano è scritto da Maometto: sbagliatissimo, il Corano è la diretta parola di Dio rivelata a Maometto tramite l’arcangelo Gabriele!”.

Signor Cuciniello, ci faccia altri esempi.
Anche nella storia, c’è una visione molto bellica del popolo arabo. Si pensa a un popolo aggressivo e di beduini, mentre pochi sanno invece della fiorente attività commerciale che aveva. E quanti sanno che molte opere greche sono giunte a noi perché tradotte dal greco all’arabo (qualche volta al siriaco) e da questo al latino? Quanti che tante colture agricole derivano da loro, come che la stra-grande maggioranza di termini appartenenti al settore del sapere vengono dall’arabo? Tutte le parole italiane scientifiche, e non solo, che iniziano per “al” sono di origine araba: alchimia, algoritmo, algebra… E potremmo continuare con: darsena, ammiraglio, dogana, magazzino…
Si legge, in Islam a scuola, che i musulmani non si “inginocchiano in moschea”.
No, il loro atto è la prosternazione. Purtroppo si ricorre con una certa superficialità al metodo del confronto associativo che contribuisce a confondere le idee. È un limite umano ma, data la grande presenza musulmana oggi nelle scuole (secondo l’analisi Ismu circa il 40% della popolazione scolastica straniera in Lombardia nell’anno scolastico 2005-2006 era di origine musulmana, ndr), poi le maestre si trovano in difficoltà con i ragazzini islamici.
E in questo periodo internazionalmente teso è ancor più “imbarazzante”…?
Ora è tendenzioso. L’informazione dovrebbe essere obiettiva ed avere una visione globale. Ho vissuto per tre anni al Cairo ma… quanti sanno che in Egitto oltre al petrolio c’è cultura, c’è la sede della Lega Araba… e tanto altro? Queste inesattezze culturali le ho riscontrate più in Italia, dove siamo più prevenuti, che in America.
Ma i libri di testo arabi, e nello specifico egiziani, presentano simili errori?
Nei testi egiziani il problema non si pone, - sorride - lì ci sono veri e propri buchi storici. Dal periodo egizio si passa direttamente all’Islam.

Il quaderno Islam a scuola sarà distribuito presso le scuole e presso gli enti di formazione che ne faranno richiesta. In allegato si trovano anche le “Pagine arcobaleno”, un elenco delle associazioni di e per stranieri operative nelle province lombarde in cui si è svolto il percorso formativo. Presso l’Ismu è stato attivato anche lo sportello Arab-informa, pronto a dare informazioni sulla cultura araba.

Commenti

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Il 18 Maggio 2007 alle 18:09 nihil ha scritto:

“…si intuisce o addirittura si legge che il Corano è scritto da Maometto: sbagliatissimo, il Corano è la diretta parola di Dio rivelata a Maometto tramite l’arcangelo Gabriele!”.
Ma volete insegnare queste cose a scuola???? Ma stiamo scherzando,non c’è nessuna prova che sia stato scritto sotto dettatura divina quindi posso accettare che si dica che gli islamici credono in ciò, non che è veramente così.La visione bellica del popolo arabo la dà la storia,non è colpa mia se hanno colonizzato con la spada interi popoli.Quando si studia la colonizzazione italiana in etiopia non si tace sull’iprite e sul resto semplicemente perchè sono dei fatti e a scuola si devono studiare i fatti.Per la dottrina ci sono le madrasse nei paese islamici, e li devono restare.

Il 19 Maggio 2007 alle 15:45 talete ha scritto:

“non c’è nessuna prova che sia stato scritto sotto dettatura divina quindi posso accettare che si dica che gli islamici credono in ciò, non che è veramente così”. credo la giornalista volesse dire questo, altrimenti sono d’accordo con lei. però lo stesso discorso applichiamolo anche alla religione cattolica…

Il 19 Maggio 2007 alle 23:40 nihil ha scritto:

“però lo stesso discorso applichiamolo anche alla religione cattolica…” infatti per la religione cattolica i libri del Vecchio e Nuovo Testamento sono scritti da uomini.

Il 20 Maggio 2007 alle 21:15 talete ha scritto:

Alludevo, in generale, all’insegnamento della/e religione/i a scuola. “posso accettare che si dica che gli islamici credono in ciò, non che è veramente così.” Ecco, vorrei che lo stesso criterio - in generale - si applicasse all’insegnamento di tutte le religioni. e che l’ora di religione diventasse ora di storia delle religioni, e che gli insegnanti fossero selezionati dallo stato, come quelli di matematica o italiano, e non dalla chiesa cattolica, come avviene oggi grazie al concordato….

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