Calcio violento: battaglia sul treno tra ultrà di Inter e Atalanta. Manette in arrivo

Nel Far West di 200 anni fa azioni così erano chiamate “assalti alla diligenza”. Nel Far West degli ultrà del calcio di oggi, si chiamano “regolamento di conti”.
Preparato e messo in atto domenica 20 maggio: una cinquantina di ultrà dell’Atalanta che blocca il treno (di linea, quindi con altri passeggeri a bordo) su cui viaggiano gli avversari di curva dell’Inter diretti a Bergamo, per Atalanta-Inter, e lo assalta prima con una sassaiola e poi a colpi di bastone e bottiglie, terrorizzando gli altri passeggeri e scatenando il panico nella piccola stazione di Terno d’Isola, paesino tra Milano e Bergamo. I sostenitori dell’Inter, poco più di duecento, non sono certo rimasti a guardare: per un lungo quarto d’ora, si è scatenata una vera e propria battaglia: dalla banchina lancio di pietre e di fumogeni; dal treno lancio di seggiolini e oggetti vari.
Il blitz pare fosse studiato: tra le due curve, nonostante gli stessi colori di maglia, non è mai corso buon sangue. Soprattutto gli atalantini non hanno ancora dimenticato il “torto” subito subito sei anni fa, quando dal terzo anello di San Siro venne lanciato un motorino rubato a un tifoso bergamasco. Da qui la decisione della vendetta: aspettano il treno che, partito dalla Centrale di Milano, per raggiungere Bergamo deve passare da Terno alle 12.50. Ed è qui che gli atalantini lo aspettano: sanno che di quel convoglio locale quattro carrozze sono riservate agli interisti. E quando entra in stazione parte l’imboscata: volano sassi e bottiglie. Gli interisti scesi dal treno ed è cominciata la caccia all’uomo anche nelle vie intorno alla stazione di Terno. L’allarme alle forze dell’ordine è scattato subito, ma gli ultrà bergamaschi sono spariti. Messi al sicuro gli altri passeggeri, il convoglio viene fatto ripartire per la vicina stazione di Ponte San Pietro. Qui i tifosi vengono identificati e fatti risalire su un altro treno che li riporta a Milano (sono arrivati a Sesto San Giovanni alle 16,30). Ma il rientro a casa non significa impunità (e lo stesso dicasi per i bergamaschi che sono riusciti a scappare): la sassaiola non è finita in tv, (tanto meno nelle immagini della telecamera istallata dal comune all’imbocco del viale della stazione e fuori uso da mesi), ma le forze dell’ordine si stanno muovendo tra i tabulati e le chiamate via cellulare dei protagonisti di quest’ordinaria domenica di violenza ultrà. In manette è finito l’organizzatore dell’assalto, A.C., 33 anni, operaio di Palazzago, che alcuni testimoni hanno visto distribuire l’armamentario per l’attacco prima di indossare il passamontagna. Le accuse nei suoi confronti sono di attentato alla sicurezza dei trasporti, danneggiamento aggravato e rissa in concorso. Insieme a lui sono stati al momento individuati e denunciati all’autorità giudiziaria altre due persone che si trovavano con lui in occasione degli scontri.

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