
Una poltrona per 10 candidati e 23 liste (di cui una legata al blog del comico Beppe Grillo, che i lettori di Panorama.it vorrebbero come candidato premier).
La corsa per diventare sindaco di Genova (nel capoluogo ligure si voterà anche per la Provincia) si annuncia avvincente. La favorita è la candidata del centro-sinistra Marta Vincenzi (nelle primarie ha battuto Stefano Zara, ex presidente della Confindustria genovese, ed il poeta Edoardo Sanguineti). La sua elezione sino a poche settimane fa sembrava una questione di percentuali più o meno bulgare, ma negli ultimi giorni i sostenitori del campione del centrodestra, Enrico Musso, sventolano sondaggi favorevoli (anche se dal quartier generale del centro-sinistra ribattono che il distacco supererebbe i 20 punti). Per i Musso-boys la forbice tra i due si sarebbe ridotta e non escludono sorprese. Un ribaltone che avrebbe pesanti ripercussioni anche a livello centrale. Ecco perché le elezioni genovesi sono così importanti.
Visti da vicino, chi sono i due candidati principali? Lei, SuperMarta (come la chiamano i sostenitori), classe 1947 (compirà 60 anni il giorno delle elezioni), viene dalla Valpolcevera, periferia operaia della città , è un’ex preside di scuola media ed è una, anzi “la”, primadonna della politica ligure: ex presidente di provincia per due cicli amministrativi, poi eurodeputata da 150 mila voti.
Lui, Enrico Musso, 45 anni, enfant prodige del mondo accademico genovese, docente di Economia dei trasporti, risponde con un curriculum chilometrico e una faccia da attore di serial tv. Nei dibattiti si sono scontrati su temi concreti: dall’inceneritore al numero eccessivo dei dipendenti comunali. Nel suo programma SuperMarta dice “qualcosa di sinistra” e detta le priorità : “elevare la qualità della vita”, promuovendo un nuovo sviluppo del porto da riportare al centro dell’economia genovese, “contrastare le disparità sociali, le situazioni di povertà e di emarginazione che riguardano in primo luogo gli anziani” con il risanamento delle periferie, “riconoscere il ruolo delle donne e dei giovani”. Nella sintesi del programma elenca i diritti dei cittadini (dalla sicurezza alla sanità , dalla cultura al verde ai servizi collettivi). Sulle tasse comunali propone un fisco solidale meno opprimente per le fasce più deboli.
Il programma di Musso (motto: “Risvegliati Genova”), non dimentica i più deboli e la “vivibilità della città ”, dai trasporti pubblici alla pulizia urbana, ma risponde anche alle richieste dell’elettorato di centro-destra: rilancio dell’economia per arrestare il declino demografico (la città negli ultimi venticinque anni ha perso più di 200 mila abitanti), maggiore sicurezza (propone 170 vigili di quartiere da recuperare negli uffici), più efficienza nella macchina comunale, meno tasse per tutti (”800 euro all’anno per i cittadini genovesi, più di Milano, Roma e Torino”).
Panorama.it, invece di elencarne i pregi (molti), ha cercato di scoprire i difetti dei due candidati. Interpellando chi li conosce bene. Isabella De Martini, medico psichiatra, è stata membro del staff della Vincenzi in provincia (responsabile marketing territoriale), oggi appoggia la lista di Sandro Biasotti (l’ex presidente della Regione), che sostiene il centrodestra: “È una donna assai preoccupata per la propria immagine personale, per questo investe molto in manifestazioni ludiche, come i concerti, a discapito di progetti meno visibili, ma più concreti”. Non è finita: “Sente la rivalità con gli altri politici della coalizione e con i suoi collaboratori, soprattutto le donne”. De Martini contesta a Vincenzi anche “un’operazione sbagliata”: “La svendita delle quote di proprietà della provincia dell’autostrada Genova-Milano. Un esempio di scarsa lungimiranza politica”.
Il professor Renato Midoro, è uno dei promotori della lista civica “La nuova stagione” (che appoggia Vincenzi) ed è ordinario di Economia e gestione delle imprese di trasporto. Per questioni anagrafiche (ha 60 anni) è stato professore di Musso ed è coordinatore del corso in cui entrambi insegnano. Qui dà i voti all’ex allievo: “Da buon professore è un tecnocrate a cui manca un progetto di città , si vede che non ha esperienza politica”. Esempi? “Le proposte, ingenue, di un quartiere a luci rosse e di una moschea galleggiante”.
Un altro difetto? “L’esibizionismo. La sua discesa in campo è motivata secondo me dall’egocentrismo. La prova? L’incoerenza: nei mesi scorsi ha votato alle primarie per Romano Prodi, ha fatto parte di un circolo legato al presidente della Regione, il diessino Claudio Burlando, e ha collaborato con profitto con gli enti locali genovesi”.
- Lunedì 21 Maggio 2007
Tutto sulla tragedia della Costa Concordia
La pirateria online è un furto?
Avetrana: video, articoli e foto esclusive
IL MEGLIO DEL 2011







LA CASTA - Privilegi (veri o presunti) di politici, lobby e categorie
Mostri della porta accanto
Il Governo Monti
Le grandi inchieste sul sesso di Panorama








Lettere dal fronte dei nostri soldati














Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 22 Maggio 2007 alle 10:46 ariellina ha scritto:
andrò a votare per musso perchè la vincenzi è ed è stata terribile…mi spiace avrei voluto votare per una donna ,ma è impossibile.Non so se Musso potrà battere supermarta ma certo che sia la lista Biasotti,musso e la oliveri sono qualitativamente superiori,meno politicizzatie più onesti nelle loro intenzioni,ma purtoppo tutti gli apparati genovesi sono in mano della sinistra
Il 22 Maggio 2007 alle 11:29 CiroCipolla ha scritto:
La Lega Nord e le prossime amministrative.
Dal nord a Lampedusa un solare augurio ai candidati della Lega Nord e del Movimento per l’autonomia.
Il 10 Dicembre 2008 alle 13:44 Pd Liguria: meno novemila. Per i vertici del partito è allarme tesseramento » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Una proporzione che forse sta un pò stretta. E forse anche per questo che ieri a Bologna, i segretari regionali di Liguria, Lombardia, Piemonte, Friuli, Veneto, Trentino ed Emilia Romagna hanno varato il “coordinamento delle Regioni del Nord del Pd”, fortemente voluto dal sindaco di Torino Sergio Chiamparino. Obiettivo? Maggiore autonomia, maggiore rappresentativà , maggiore peso nella scelta delle candidature. Un passo in avanti, che a quanto pare non soddisfa pienamente gli ammministratori che governano città , provincie e regioni settentrionali: “Nel momento in cui si parla di un maggior radicamento del partito nella realtà del territorio” ha commentato il sindaco genovese Marta Vincenzi “sarebbe stato forse più opportuno ascoltare direttamente gli amministratori espressi dal quello stesso territorio”. [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.