- Tags: abuso, Cassazione, corpo, Corte-Suprema, ricorso, seno, sentenza, sesso, spiaggia, toccare, topless
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Per una toccatina, ancorché “fulminea”, del seno si finisce in carcere. Perché?
Perché trattasi di abuso sessuale anche il solo, fugace, palpeggiamento del seno - senza il consenso di una donna - nonostante da diversi decenni si usi, sulle spiagge, mostrarlo. Lo ha stabilito la Cassazione, confermando la condanna a un anno e due mesi di reclusione inflitta ad un 42enne dalla corte d’appello di Firenze.
L’imputato era stato accusato di abuso sessuale ai danni di una ragazza alla quale aveva toccato fulmineamente il seno sinistro. Secondo la ricostruzione dell’accusa, la giovane mentre passeggiava per piazzale Michelangelo a Firenze era stata superata da un ciclomotore guidato da un uomo che, dopo aver parcheggiato, era tornato indietro a piedi e, giunto alla sua altezza, le aveva palpeggiato fugacemente il seno prima di allontanarsi di corsa.
Individuato dal numero di targa del ciclomotore, l’imputato aveva presentato ricorso in Cassazione, rilevando che “la fugace ‘manata’ non poteva costituire invasione della libertà sessuale della vittima, trattandosi di una zona del corpo notoriamente non più soggetta a particolari cautele, giacché mostrare il seno nudo non costituisce più da alcuni decenni offesa al pudore”, e di conseguenza il fatto “poteva tuttalpiù configurare il delitto di violenza privata ma non quella di violenza sessuale”.
Di diverso avviso i giudici della terza sezione penale della suprema corte, che hanno dichiarato infondato il ricorso dell’uomo: “il fatto che attualmente le ragazze, peraltro solo sulle spiagge e non sulla pubblica via, - si legge nella sentenza numero 19718 - ostentino il seno nudo, non significa che tale parte del corpo abbia perduto la sua natura erogena e non autorizza qualsiasi bagnante o passante a palpeggiarlo senza il consenso dell’interessata”. Il seno femminile, secondo i giudici di piazza Cavour, “era e rimane una zona erogena ed il palpeggiamento di esso, sopra o sotto i vestiti, ancorché fugacemente, configura un atto sessuale se effettuato per soddisfare il proprio desiderio erotico e diventa criminoso se attuato senza il consenso dell’interessata. Trattasi infatti - conclude la suprema corte - di un atto che offende la libertà di autodeterminazione sessuale della vittima”.
Pur espresso in altri termini, la sentenza della Cassazione riprende in toto il classico buon consiglio della nonna, che suonava così: “Guardare ma non toccare”.
- Martedì 22 Maggio 2007
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Commenti
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Il 19 Marzo 2008 alle 21:36 fercas ha scritto:
Per par condicio occorrerebbe punire lei che lo esibisce con la stessa pena per oltraggio al pudore! O no!? Domando. Cordialità .
Il 19 Marzo 2008 alle 23:02 vincenzo.m. ha scritto:
Non mi risulta che mostrare il seno per le vie di una città non sia oltraggio al pudore. Indubbiamente il fatto di mostralo non consente a nessuno di toccarlo ma sarebbe bene chiarire che gli attributi sessuali, il seno della donna per un uomo normale dovrebbe essere elemnto di eccitazione, comportano molestia ad un uomo che non desidera essere eccitato. Si ignorano le differenze sostanziale, magari solo dovute ad influenze socio-culturali,delle reazioni femmina maschio: mai visto le donne “palpeggiare” gli uomini per strada. Secondo la morale attuale un uomo oggi rischierebbe di entrare in una discoteca, ballare tutta la serata con una donna ed alla fine trovarsi a letto con un uomo. Concludendo, giusto punire l’uomo che palpeggia senza consenso ma una bella multa alla gentile….( non so come chiamarla vedete voi) dovrebbe essere comminata. Altrimenti sarebbe bello aprire una finestra affinchè gli uomini, quelli che lo desiderano, vadano per le vie con gli attributi visibili. ( Darebbero pena?. Dipende dalla morale: ma chi detta la morale?.
Il 15 Novembre 2008 alle 22:05 fercas ha scritto:
Caro vincenzo.m hai detto cose sacrosante ma, alla fine, non so se per errore digitale o meno, hai errato cioè: se gli uomini vanno in giro con gli attributi visibili darebbero pene e non pena!!! Cordialità .
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