A lezione di lotta alla pedofilia

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“Nella mia famiglia c’è una persona omosessuale. So che pedofilia e omosessualità non sono legate, ma mi accorgo di avere un po’ di confusione in testa a riguardo”. “Se mio figlio fosse vittima di abusi sessuali, credo che farei fatica ad accorgermene in tempo. Quali sono i segnali d’allarme?”. “A un mio alunno è successo e la mia lentezza nel capirlo mi ha lasciato un terribile senso di colpa”. “Con quali parole posso spiegare al mio bambino che deve fare attenzione a quel vicino di casa così simpatico, ma di cui io non mi fido affatto?”.
Lunedì pomeriggio, all’Istituto “Quintino di Vona-Tito Speri” di Milano si fa lezione di lotta alla pedofilia. Tra i banchi ci sono una cinquantina di persone, tra padri, madri e insegnanti. In cattedra psicoterapeuti, assistenti sociali e legali di Telefono Arcobaleno. L’associazione ha deciso di replicare anche a Milano, città ai primi posti in Italia per i reati di violenza sui bambini, le “Settimane della prevenzione contro l’abuso sull’infanzia”. Un’iniziativa rivolta alle scuole, elementari e medie, che coinvolge genitori e docenti. È proprio a scuola o in famiglia infatti che spesso si verificano gli abusi. Ma è nella stessa cerchia che si trova l’adulto che può far uscire la piccola vittima dall’incubo.
L’interesse in aula è alto, i dubbi sono tanti. C’è chi racconta casi vissuti in prima persona, altri fanno riferimento ai fatti di Rignano Flaminio, tutti cercano delle risposte. Marika La Rosa, la psicoterapeuta, dà indicazioni il più possibile chiare e precise e qualche consiglio pratico. Distingue tra i vari tipi di abuso, fornisce un profilo del possibile pedofilo, elenca i segnali che rendono legittimo sospettare che un minore stia subendo una violenza: mutamenti improvvisi d’umore, calo del rendimento scolastico, ribellioni, segni sul corpo, un insolito comportamento seduttivo verso gli adulti, una conoscenza della sessualità eccezionale per la tenera età. “Questi sintomi presi singolarmente non devono allarmare”, spiega, “ma se si presentano associati, l’abuso è probabile”.
A questo punto la prima cosa da fare è rivolgersi a degli esperti, riferendo i propri sospetti. “Non spetta a genitori e docenti accertare la violenza”, continua l’operatrice, “non è opportuno cercare riscontri o interrogare i bambini, si rischia solo di compromettere ulteriormente la situazione. Fate subito una segnalazione all’autorità territoriale competente e se avete dei dubbi, rivolgetevi al nostro Numero Verde (800 025777, ndr)”.
Le domande degli adulti presenti continuano: “Una mia allieva mi ha confessato di aver subito uno stupro e io non ho denunciato il fatto. L’ho convinta però a parlarne con la madre. Mi sono mossa nel modo giusto?”. “Il figlio della mia vicina è stato molestato. Ora è tutto finito, ma lei si chiede che conseguenze avrà quando sarà adulto”. “Se qualcuno ha precedenti per pedofilia, è legittimo pensare che possa compiere di nuovo lo stesso reato?”. “Com’è possibile che tante volte i componenti della famiglia in cui si consuma una violenza sanno ma non parlano?”.

Commenti

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Il 27 Maggio 2007 alle 10:47 silvana80 ha scritto:

L’ultima ……. di quei genitori di Rignano scellerati:

Spesso,si riunivano tutti per parlare di abuso dei figli, con i loro bambini accanto, tutti i bambini presenti. Roba da matti!!Poi gli stessi genitori, vanno in televisione con il vestito buono, e il trucco professionale a dire che i loro figli stanno male! Li hanno ghettizzati in tutti i modi,violati, minacciati se non dicevano nei filmini quello che volevano, una bambina in un filmino, implorava il proprio papà di smetterla di tormentarla.Altri hanno coinvolto cuginetti di 11 anni, per mimare con i piccoli atti sessuali, ecco la vera pedofilia che i bambini hanno subito! Ma la cosa assurda che nessuna autorità a tolto i figli alle famiglie. Ancora una parola sugli avvocati dei genitori, e va bene che per denaro non si guarda in faccia a nessuno, e va bene che per avvocati di provincia andare in tv, è una manna dal cielo, ma diamine un po’ di professionalità. Gli avvocvati sapevano per certo che l’impianto accusatorio era inesitente, ma nonostante tutto hanno accettato..
A fronte di simili pazzie, i media vanno a nozze, con tiratura di testate e talk show.Se al posto delle maestre, solo pubblici dipendenti, ci fosse stato qualche uomo di spicco politico o ecclesiastico, vi assicuro che il tutto si sarebbe chiuso in poche ore.

Il 29 Maggio 2007 alle 7:46 gek ha scritto:

La cosa più sorprendente è che, nonostante i disastri di questo governo e di questa sinistra, esistono ancora persone, che hanno piacere d’essere rappresenati e governati da Prodi e dai suoi accoliti. Io per mitivi di lavoro viaggio molto spesso in tutta Italia, negli alberghi, ristorani, bar, quando capita di parlare di politia, non trovo mai uno che ha votato per la sinistra? c’è qualche cosa che non va…..

Il 29 Maggio 2007 alle 16:37 giancarlob ha scritto:

Il signore qua sopra forse voleva commentare un altro articolo. Oppure pensa che Prodi sia anche un pedofilo. Piove, governo pedofilo.

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