Elezioni, il day after di Prodi tra moderati e sinistra radicale

Il presidente del Consiglio, Romano Prodi
I risultati delle amministrative stanno già terremotando la maggioranza di governo. Il motivo è semplice: l’ala sinistra e l’ala moderata dell’Unione si addossano reciprocamente la responsabilità delle (molte) sconfitte al Nord ed il merito delle (poche) vittorie al Centro-Sud.
Ha cominciato fin da subito il segretario di Rifondazione comunista, Franco Giordano: “Non si può più andare avanti così. Bisogna fare un salto di qualità su precari e pensioni. Che senso ha, per esempio, fare il contratto degli statali ad elezioni chiuse?”. A parte il fatto che l’accordo sugli statali non c’è ancora, il bersaglio della sinistra massimalista è chiaro: l’ala moderata del centrosinistra, ed in particolare il Partito democratico. Già, il Pd: a questo punto rischia di soffocare in culla. “Osservo che il Pd viene colpito al primo vaglio elettorale. Questo governo o cambia marcia o si rompe definitivamente il rapporto con il popolo dell’Unione” dice ancora Giordano. Il quale, come Fabio Mussi, i Verdi ed il Pdci, sbandiera anche i risultati ottenuti d ai candidati della “sinistra-sinistra”. Come Massimo Cialente, eletto all’Aquila al primo turno, vicino a Mussi e dunque contrario al Pd. O come a Taranto, dove va al ballottaggio Ezio Stefàno, un medico di area Rifondazione, contro il candidato dell’Ulivo.
Ma anche i moderati - da Clemente Mastella ad Antonio Di Pietro - sono sul piede di guerra. Gli argomenti: “Il governo ha fatto poco in materia di sicurezza, lotta alla droga, infrastrutture” dice Di Pietro “e ne paghiamo le conseguenze soprattutto al Nord”. Mastella rinnova la richiesta di una verifica a tutto campo della maggioranza e del programma, chiede “di destinare il tesoretto ai ceti popolari” e vorrebbe (come Di Pietro) smarcarsi dalla linea dura sulle tasse di Vincenzo Visco.
Poi ci sono gli arrabbiati della nomenklatura diessina e del Pd. Come il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, e come lo stesso Fassino, che lamenta un vuoto di decisioni.
Tutti avranno presto le occasioni per disseppellire l’ascia di guerra. Tra qualche giorno il Senato discuterà sulle presunte pressioni esercitate da Visco sui vertici della Finanza, con tanto di mozioni (anche dell’Italia dei Valori di Di Pietro) che chiedono il ritiro delle deleghe al viceministro, fatto che porterebbe quasi certamente alle dimissioni. Poi c’è da riprendere la discussione con i sindacati sulle pensioni, argomento accantonato da Prodi proprio per le amministrative. Quindi mettere in piedi il il Documento di programazione economica, ovvero dove destinare fondi e risorse, e nel mirino finirà Tommaso Padoa-Schioppa. Tra due mesi si dovrà decidere sulla Tav in Piemonte. Ad autunno dovrebbe nascere l’Assemblea costituente del Pd. E, soprattutto, c’è il problema del referendum e della legge elettorale, dove i vincitori delle amministrative, Lega e sinistra radicale, hanno lo stesso interesse a sabotare sia la consultazione sia ogni progetto punitivo per loro. Per Prodi uno slalom ad altissimo rischio.

Commenti

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Il 29 Maggio 2007 alle 13:38 Paolets ha scritto:

Tra l’altro la “vittoria” ad Agrigento ha del tragicomico, ex candidato dell’Udc passato a sinistra si ritroverà in consiglio comunale con 22 esponenti del centro-destra e 8 del centro-sinistra… auguri !

Il 29 Maggio 2007 alle 15:47 giancarlob ha scritto:

Caro Prodi,
caro Prodi, ma guardati, guarda che faccina stanca. Oramai hai un’età, dopomangiato dovresti andare a fare il riposino, non le interviste con la televisione. E se fossi te, al pensiero che domattina dovrai tenere un’altra riunione con Mastella e Rutella che litigano fra loro, mi sentirei male, proverei come un senso di nausea, un conato.
Caro Prodi, ma pensaci bene. Hai 70 anni. Hai una bella casa, una famiglia, di certo hai da parte un bel po’ di soldi. Voglio dire: ma chi te lo fa fare? Perchè non li mando tutti a fare in brodo?

Il 29 Maggio 2007 alle 18:16 Statali, ok all’accordo. Ora tocca a metalmeccanici, giornalisti e le pensioni… » Panorama.it – Economia ha scritto:

[...] I maligni dicono: più che la notte a portare consiglio, sulla partita degli statali, sono stati i dati snocciolati dalle diverse Prefetture del Nord: amari per l’Unione, in discesa di consensi nella parte del Paese che si sente più produttiva e che più alto fa sentire il proprio lamento. Così, nella notte, dopo cinque ore di trattativa a palazzo Chigi, è attivato l’accordo su tutti i fronti: 101 euro di incremento salariale, con gli arretrati per quasi tutto il 2007 (dal primo febbraio e non dal 2008) e sperimentazione del contratto triennale 2008/2010. Solo allora, incassato quanto chiedevano, i sindacati, in rappresentanza di 3 milioni di lavoratori del pubblico impiego, hanno revocato gli scioperi previsti per il 1 giugno (pubblico impiego) e per il 4 giugno (scuola). Per arrivare ai 101 euro di aumento è stato necessario per il governo mettere sul piatto circa 600 milioni di euro di risorse aggiuntive che secondo fonti sindacali sarebbero stanziate in Finanziaria 2008. Ma ciò, ha garantito il premier Romano Prodi, “non altererà l’equilibrio dei conti”. La sperimentazione triennale della durata del contratto 2008-2010, va intesa come “unicità”, ha spiegato il leader della Cgil Guglielmo Epifani e ha incassa il giudizio positivo di Confindustria e del Ministro dello Sviluppo Economico Pier Luigi Bersani. Ma fa storcere il naso a Giorgio Cremaschi, segretario nazionale Fiom e leader dell’ala sinistra Cgil: “I vertici sindacali hanno accettato la triennalizzazione senza discuterlo con nessuno”. Dopo gli statali, aspettano intanto il rinnovo del contratto oltre 4,5 milioni di lavoratori: oggi è il turno degli assistenti di volo Alitalia convocati, assieme all’azienda, dal Ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi. A fine giugno, invece, partirà la trattativa per i 1,5 milioni di lavoratori metalmeccanici. In stand by anche il contratto dei lavoratori del turismo, dei giornalisti, dei bancari e dei ferrovieri. E sullo sfondo rimane aperta anche la partita delle pensioni. Il ministro del Lavoro Cesare Damiano ha confermato che ancora non c’è una data fissata per l’inizio del confronto ma ad ogni modo, l’esecutivo sembrerebbe intenzionato a concludere il negoziato in tempo utile per la presentazione del Dpef, ossia il 30 giugno. Due settimane dopo i ballottaggi… [...]

Il 30 Maggio 2007 alle 10:55 nickneim ha scritto:

Vorrei lanciare una campagna per l’abolizione del termine “Sinistra radicale”, che non vuol dire niente e viene usato a sproposito o con malizia.
Se lo schieramento si chiama Centrosinistra, vuol dire che è composto da elementi di centro e di sinistra, giusto? E quindi quella che tutti chiamano “sinistra radicale” è semplicemente la “sinistra”, punto. Che senso ha aggiungere l’aggettivo “radicale”? C’è qualche altro motivo?

Il 30 Maggio 2007 alle 14:22 Ora Prodi teme lo sfratto. Ma a darglielo non è Berlusconi » Panorama.it – Italia ha scritto:

[...] E ora a dare la spallata a Romano Prodi rischiano di essere non il centrodestra, ma i suoi (finora) più stretti alleati di governo e di maggioranza. Il tam tam è partito dai personaggi più vicini a Massimo D’Alema, come Nicola Latorre, e da Francesco Rutelli: “Serve uno scatto per salvare il Partito democratico: scegliamo subito il leader”. Il punto di partenza è oggettivo, innegabile: il crollo di consensi subìto alle amministrative dalla somma delle liste dell’Ulivo, e da Ds e Margherita. Insomma, dal futuro Pd. Si va dal meno 10,1 di Genova al 13,9 di Matera, al 9,9 di Pistoia, al13,1 di Vercelli. [...]

Il 31 Maggio 2007 alle 14:40 Prodi presidente del Pd: ecco dove può cadere. Già a giugno » Panorama.it – Italia ha scritto:

[...] Romano Prodi presidente, un segretario da eleggere ad ottobre. La crisi nel (futuro) Partito democratico, con il Professore che ha minacciato di sbattere la porta e andarsene se fosse stato scelto, o magari solo immaginato qualcun altro, si chiude per ora con il classico compromesso (qui il video dell’Ansa). Ma durerà? O, dopo le amministrative, inciamperà su qualche altro ostacolo? Per Prodi, per i suoi alleati guardati con sospetto (Massimo D’Alema e Francesco Rutelli) già il mese di giugno si presenta come un campo minato. Vediamo. [...]

Il 4 Giugno 2007 alle 17:50 Il record di Prodi: doppi fischi in 24 ore. Ma è un classico di stagione » Panorama.it – Italia ha scritto:

[...] Da Roma a Trento, una pioggia di fischi. E in poco più di 24 ore. Il premier Romano Prodi è riuscito nella non invidiabile impresa di raccogliere contestazioni sia alla parata militare, il 2 giugno, sui Fori Imperiali; sia al Festival dell’economia, a Trento, il pomeriggio del giorno dopo. Sabato è finito nel mirino dei sostenitori delle Forze Armate che lo hanno più volte invitato a “tornare a casa”; la seconda contestazione gli è arrivata addosso come uno schiaffo da parte di una trentina di antimilitaristi del comitato “No-Dal Molin”. Ma a spulciare nell’archivio Ansa o YouTube, salta subito agli occhi che l’anno appena passato non è stato facile per il Prof e il suo esecutivo. Anzi, stando agli umori della piazza, il centrosinistra avrebbe anche potuto “prevedere” la batosta elettorale delle scorse amministrative. Che la luna di miele tra nuovo governo ed elettori era ormai finita, lo si era capito già giovedì 19 ottobre 2006, alla messa di papa Benedetto XVI allo Stadio Bentegodi di Verona: all’ingresso di Prodi fu un coro di “Vattene” e poi furono i “buuh” ad accompagnarlo all’uscita. “Una claque organizzata” commentò lo staff prodiano, prendendosela con quel Veneto produttivo e poco amico del centrosinistra. La botta più amara per Prodi arrivò però domenica 10 dicembre, nella sua Bologna, quando i fischi lo investirono sul palco del Motorshow (qui il video di YouTube). Fu poi la volta di Milano, il 18 gennaio 2007, in occasione della laurea honoris causa all’Università Cattolica: a mandar di traverso la festa, fu la pesante contestazione di Azione Giovani che costrinse il presidente del Consiglio a passare per le uscite secondarie (ecco il video). A Bergamo il 12 maggio, al giuramento degli allievi della Guardia di finanza: altri fischi, persino nel breve tragitto dalla piazza al Comune. [...]

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