[/i]](http://gallery.panorama.it/albums/userpics/10027/normal_visco.jpg)
«È come se il direttore del vostro giornale, Pietro Calabrese, non parlasse con l’amministratore delegato della Mondadori. Sarebbe bello? Alla Guardia di Finanza tra il comandante generale, Roberto Speciale, e il vice ministro, Vincenzo Visco, sta succedendo la stessa cosa e non può continuare. Siamo un’istituzione troppo seria e troppo importante per il paese; occorre trovare una soluzione, subito».
Domenico Minervini è uno degli ufficiali più alti in grado delle Fiamme gialle, Capo di stato maggiore della Legione del Nord ovest e presidente del Cocer, l’organismo di rappresentanza dei finanzieri. In questa intervista a Panorama.it invita la politica, il governo, il Parlamento ad intervenire al più presto per consentire alla Guardia di finanza di poter tornare a svolgere con regolarità il suo compito.
Qual è in questo momento il clima prevalente tra i finanzieri?
C’è molto malumore e vedo anche tanta preoccupazione. Il comando generale non ha un referente politico con cui interloquire e questo in democrazia non è possibile. Normalmente il comandante generale riferisce e si confronta con il ministro o il vice ministro, ma questo oggi è impensabile e quindi bisogna trovare una soluzione.
È possibile che i due, il generale Speciale e Visco, alla fine facciano pace?
Sarei felice, ma francamente mi sembra poco probabile, lo scontro è durissimo e si ripercuote sull’operatività del corpo.
Quindi se ne devono andare entrambi..
Non spetta a me individuare la soluzione, ma in 35 anni di servizio una situazione grave come questa non l’avevo mai vista. Ripeto il concetto: la politica, il governo, il Parlamento devono trovare subito una soluzione che ridia serenità al Corpo e lo metta in condizione di operare al meglio per continuare nella lotta all’evasione e al crimine economico. Siamo un’istituzione importante e seria, dobbiamo essere messi in condizione di funzionare al meglio, non possiamo stare a lungo nella condizione in cui ci hanno cacciato.
Perché siamo arrivati a questo punto?
Non voglio entrare nel merito di ciò che è successo, non è compito mio.
Normalmente le promozioni e i trasferimenti vengono programmati nella Finanza tra febbraio e marzo. Questa vicenda dei trasferimenti dei quattro alti ufficiali della Lombardia risale, però, a luglio di un anno fa. Non è irrituale?
In effetti il piano di impiego dei dirigenti si prepara tra febbraio e marzo e quindi il fatto è avvenuto in un arco temporale anomalo.
Ma si possono effettuare rimozioni e trasferimenti anche fuori da quel periodo?
Sì, si possono fare in qualunque momento, ma per motivi gravi e motivati, per esempio per fatti di rilevanza penale.
Chi decide?
Il responsabile tecnico è sempre il comandante generale.
Quindi in teoria i trasferimenti possono essere effettuati in qualsiasi momento, ma in presenza di fatti seri e motivati. In questo caso quali erano i fatti alla base della richiesta di trasferimento?
Non è chiaro, nessuno ha capito perché è stata avviata la procedura di trasferimento, gli italiani non l’hanno capito. E io mi chiedo: perché il comandante Speciale non ha chiesto subito spiegazioni a Visco? E perché il vice ministro non le ha fornite spontaneamente né a Speciale né agli altri due generali, Sergio Favaro e Italo Pappa, con cui ha parlato successivamente?
- Martedì 29 Maggio 2007

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Commenti
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Il 30 Maggio 2007 alle 9:26 piripicchio ha scritto:
penso che il generale minervini dimostri uno scarso senso delle istituzioni ed in particolare di totale assenza di spirito di appartenenza al corpo della guardia di finanza di cui, comunque, fa parte.
il generale speciale ha difeso, a differenza di minervini, con altissimo senso dello stato e delle istituzioni, le proprie prerogative di guida e di gestione del corpo che gli sono state attribuite “ope legis” di fronte alle gravissime nonchè illegittime interferenze e pressioni (forse anche minaccie) esercitate dal vice ministro visco.
peraltro, secondo la procura di roma, tale comportamento potrebbe configurare fattispecie penalmente rilevante……e non mi sembra poco.
Cio’ posto, è dovere degli organi costituzionali della repubblica italiana salvaguardare e tutelare, quando è necessario, le istituzioni dello stato che garantiscono (spesso a caro prezzo), da parte di tutti…. visco incluso, il rispetto delle leggi in uno stato democratico; ciò è tanto più possibile quanto più le istituzioni rimangono scevre da ogni influenza e pressione di altra natura, anche politica come nel caso in specie.
VIVA LA GUARDIA DI FINANZA
VIVA LA REPUBBLICA ITALIANA
Il 30 Maggio 2007 alle 13:21 redazione ha scritto:
Il presidente del Cocer, generale Domenico Minervini, ci ha scritto:
Con riferimento al sommario con il quale la redazione ha inteso sintetizzare il senso dell’intervista, smentisco nel modo più categorico di avere espresso inviti, velati e non, ad “andare a casa” al Comandante Generale Speciale e al Vice Ministro Visco. Nel corso dell’intervista, peraltro, alla domanda specifica “quindi se ne devono andare entrambi?” ho risposto “non spetta a me individuare la soluzione”.
Il 6 Giugno 2007 alle 11:43 Finanza, lo strano caso del generale Pappa consulente per Air One » Panorama.it – Economia ha scritto:
[...] È andato in pensione, ma non ha smesso di lavorare il generale Italo Pappa, l’ex comandante in seconda della Guardia di Finanza: considerato il consigliere più ascoltato del vice ministro Vincenzo Visco nella faccenda e nelle decisioni che hanno opposto quest’ultimo al comandante generale Roberto Speciale, rimosso alcuni giorni fa dal suo incarico per iniziativa del ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, e con un voto del Consiglio dei ministri. Lasciata la divisa e le stellette, ora Pappa si occupa di aerei con Air One, la compagnia dell’imprenditore abruzzese Carlo Toto considerata favorita per l’acquisto dell’Alitalia, la società messa in vendita dallo stesso ministero dell’Economia alla fine dell’anno passato e che dovrebbe passare di mano questa estate. L’ex generale delle Fiamme gialle ora si occupa di consulenza per il servizio legale della compagnia e in questa veste svolge un ruolo importante e delicato proprio nell’ambito della vicenda di privatizzazione Alitalia. Anche in passato Pappa aveva ricoperto incarichi all’apparenza distanti dalla sua funzione di alto ufficiale della Finanza. Per esempio è stato anche capo dell’Ufficio indagini della Figc (Federazione italiana gioco calcio), incarico poi lasciato all’improvviso nel pieno dello scandalo intercettazioni. Secondo una ricostruzione della vicenda Visco-Speciale apparsa sul numero 45 di Panorama 2006, sulla richiesta di spostamento di quattro ufficiali delle Fiamme gialle di Milano avanzata nel periodo giugno-luglio 2006 avrebbero influito proprio le indicazioni del generale Pappa sostenute da altri due ufficiali molto vicini a Visco: il generale di brigata Flavio Zanini, vice capo di gabinetto delle Finanze, e il colonnello Mario Ortello, aiutante di campo del vice ministro. [...]
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