
Il campionato è finito, ma a San Siro la partita più dura si deve ancora giocare. In campo, da una parte le star e i fan dei grandi concerti. Dall’altra i residenti del quartiere intorno allo stadio che non ne possono più di musica ad alto volume e di vibrazioni che crepano i muri.
La guerra dei decibel non è una novità. La scorsa estate l’esibizione dei Rolling Stones allo stadio Meazza rischiò di saltare e lo stesso sindaco, Letizia Moratti, intervenne firmando l’ordinanza che permise alla band di suonare. Il suo assessore all’Ambiente, Edoardo Croci, assicurò che la lotta all’inquinamento acustico però sarebbe stata in futuro sempre più rigorosa. Quest’anno i mega-concerti saranno ben cinque. Si parte con Laura Pausini il 2 giugno: per l’unica data italiana della romagnola sono stati venduti 60 mila biglietti. Il 9 è la volta di Renato Zero, seguito da Vasco Rossi, che farà due date (21 e 22 giugno) e che di solito riempie il Meazza come un uovo, arrivando a 70-75 mila spettatori. Chiude il tabellone Biagio Antonacci, che suonerà il 30.
Proprio il Blasco ha scatenato le polemiche più vivaci. Alla consegna del Tapiro d’oro di Striscia la Notizia, il rocker ha dichiarato che gli abitanti di San Siro sono solo dei cittadini facoltosi che vogliono imporre la volontà di pochi alla volontà di molti di assistere a una bella serata di musica. Ecco il video:
Dichiarazioni che hanno scatenato un fiume di sfottò e proteste contro chi, si diceva, voleva far saltare il concerto tanto atteso. Fino ad arrivare, denunciano i residenti, a vere e proprie minacce sui blog da parte dei fan di Vasco. Da qui una lettera aperta del comitato San Siro Vivibile al musicista, che ha fatto abbassare i toni e sparire dalla Rete le frasi più pesanti.
“Non ce l’abbiamo con le star e neppure coi loro ammiratori. Anche i nostri ragazzi vanno ai concerti di San Siro”, spiega Silvana Gabusi, del comitato. “La controparte per noi è il Comune, che continua a ignorare le nostre esigenze. Abbiamo chiesto più volte di essere ascoltati prima di prendere decisioni sugli eventi al Meazza, ma nessuno lo ha mai fatto. A questo punto ci restano le vie legali”. Attraverso perizie e documenti che sollevano dubbi sui metodi utilizzati dall’Arpa per misurare l’impatto acustico dei concerti. E sulla regolarità della deroga concessa da Palazzo Marino, che alza la soglia dei decibel permessi da 50 (le regola nelle zone residenziali) a 80.
Già due anni fa il comitato aveva affidato a degli esperti una perizia tecnica sui danni provocati dalle vibrazioni durante i concerti. Risultato: 70 mila persone che saltellano a ritmo di rock equivalgono a un terremoto di media entità. Ma il vero problema per gli abitanti del quartiere non sono le cinque serate di musica. Il rumore, spiegano, li assedia tutto l’anno, con partite, caroselli dei tifosi, traffico e caos nelle ore prima e dopo l’evento. San Siro Vivibile ha stilato un calendario di 81 “eventi rumorosi” tra cui anche la giornata dei cresimandi che si terrà domenica 3 giugno alla presenza del Cardinale Tettamanzi.
L’assessore al Tempo libero, Giovanni Terzi, difende la scelta di San Siro come luogo giusto per i mega-concerti di respiro internazionale e assicura che il Comune è pronto a sedersi a un tavolo coi comitati dei cittadini per trovare un accordo. “Vogliamo tutelare tutti”, dice, “chi va ai concerti e chi abita a San Siro. Le cinque serate di musica programmate si svolgeranno nel pieno rispetto delle regole e la deroga alla soglia dei decibel è una misura comune in caso di eventi eccezionali come questi”.
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- Giovedì 31 Maggio 2007
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Commenti
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Il 31 Maggio 2007 alle 18:07 tiziana_debiagi ha scritto:
Io biagio antonacci o la pausini non andrei a sentirli nemmeno se suonassero gratis nel salotto di casa mia. Figuriamoci andare fino a milano, e pagando.
Il 7 Giugno 2007 alle 13:25 A San Siro Vasco non abbassa il volume. Ma va a dormire presto » Panorama.it – Italia ha scritto:
[...] Il rock non può fare a meno dei decibel. Il concerto di Vasco a San Siro (due date, 21 e 22 giugno, sold out da mesi) si farà e senza abbassare il volume. Il Comune di Milano ha stabilito che la musica potrà raggiungere gli 80 decibel, in deroga alla legge che ne prevede 50 nei centri abitati. Il concerto però dovrà cominciare prima del previsto, alle 20.30 invece che alle 21.15, e terminare entro le 23. Un compromesso che scongiura il rischio di dover annullare l’evento a causa dei ricorsi e delle proteste per il rumore e le vibrazioni da parte dei residenti del quartiere. Per Renato Zero, che si esibirà il 9 giugno, e Biagio Antonacci, sul palco del Meazza il 30, le condizioni saranno diverse. La loro musica, più “melodica”, si fermerà al volume di 77 decibel. Mentre l’orario dei concerti dovrebbe rimanere quello originario: dalle 21 alle 23.30. L’estate prossima invece probabilmente i megaconcerti allo stadio saranno solo quattro. [...]
Il 29 Febbraio 2008 alle 16:58 Milano, luci (e ombre) a San Siro: i residenti filmano il caos dei concerti » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Rock a palla e divertimento dentro, rumore assordante e traffico impazzito fuori. La nuova stagione dei mega concerti allo stadio San Siro di Milano sta per cominciare. I biglietti per alcune date (Bruce Springsteen e Vasco) vanno già a ruba e i residenti, che da anni chiedono rimedi per rendere più vivibile il quartiere durante i live, tornano sul piede di guerra. [...]
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