- Tags: cocaina, droghe, Liceo-Parini, Livia-Turco, Milano, scuola, spinelli
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I più sbrigativi liquidano il problema in poche frasi: “Se dopo un compito in classe di tre ore mi fumo una canna, non ci vedo niente di male. Ma se uno vuole pippare coca, non viene certo a farlo a scuola”. Quelli impegnati politicamente la buttano sul sociologico: “Quando i poliziotti diventano insegnanti e con i docenti non ci posso neppure parlare di certe cose, la scuola ha fallito nel suo compito educativo”. Milano, Liceo classico “Giuseppe Parini”. All’uscita i ragazzi fanno capannello sulla storica scalinata. Si discute dei test antidroga regalati dal Comune ai genitori, dell’intenzione del ministro Turco di mandare i Nas nelle scuole, di Dario, il 15enne morto in un istituto dell’hinterland dopo aver fumato, pare, crack.
Louise, al quarto anno, capelli lunghi biondi e cintura griffata, ammette: “Passando davanti a certe aulette si sente la puzza degli spinelli. Non ho mai sentito parlare di droghe pesanti però”. Le fa eco Marco, stessa classe: “A scuola si fuma con una certa tranquillità, dov’è la novità? Ma per trovare i quattordicenni che si fanno di coca o di pasticche bisogna andare nei locali di corso Como, mica qui”.
Rossella è rappresentante d’istituto, fa parte dei Collettivi studenteschi e ha le idee chiare: “I cani antidroga li dovrebbero mandare nelle aziende o in Parlamento. Le droghe pesanti sono un problema della società, non della scuola. Una volta trovato qualche grammo di hashish e portato in caserma un paio di sedicenni, cosa si risolve? Quello che la scuola dovrebbe fare è la prevenzione. Spiegare ai ragazzi quali sono le sostanze stupefacenti e che effetti hanno. È impossibile fare domande del genere ai prof”. “Se lo studente morto a Paderno avesse saputo cos’è il crack, forse non l’avrebbe fumato”, continua Chiara, del quarto anno. “Spesso le uniche informazioni che girano sulle droghe sono quelle del compagno di banco, giuste o completamente sballate. Perché, ad esempio, il nostro Comitato salute non affronta mai gli argomenti droga e sesso?”. “C’è una tale confusione tra i nostri coetanei su queste cose. E c’è tanta disinformazione. Molti pensano che farsi uno spinello o sniffare cocaina sia esattamente la stessa cosa”, conclude Francesca.
- Venerdì 1 Giugno 2007
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Commenti
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Il 2 Giugno 2007 alle 12:27 robrob ha scritto:
Gli studenti rifiutano di vedere le loro responsabilità e la buttano su gli altri, anche se oggi si chiama Turco.
Tocca alla società far rispettare la disciplina quando i genitori sono assenti, senza l’abituale compiacenza, dicendo: poveretti, non c’è niente di male, non c’è più libertà ec.
E se non basta, calci nel sedere !
Il 2 Giugno 2007 alle 12:34 robrob ha scritto:
Rossella, dei collettivi studenteschi,
ma ci prende in giro qauando dice:
“Quello che la scuola dovrebbe fare è la prevenzione. Spiegare ai ragazzi quali sono le sostanze stupefacenti e che effetti hanno.”
Ma veramente crede che non sappiano niente ? E lei cara Rossella, con i collettivi studenteschi: cosa fà per la loro informazione ?
Assaggia le sigarette per stabilire il top ?
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